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Rabiot sigla la pace con Rowe dopo la rissa: "Cose di spogliatoio, ci siamo augurati il meglio"

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La quiete dopo la tempesta.

Il putiferio scatenatosi a Marsiglia con la rissa tra Adrien Rabiot e Jonathan Rowe , è stato sedato dalla pace tra i due certificata dalle parole del neo milanista.

Il centrocampista francese, durante la conferenza di presentazione nelle vesti di nuovo calciatore rossonero, ha aperto anche una parentesi sul caos scoppiato con l'ormai ex compagno Oltralpe che ritroverà da avversario domenica sera a San Siro in occasione del match col Bologna (squadra in cui è approdato l'inglese).

Ecco cosa ha detto Rabiot, tendendo definitivamente la mano a Rowe e svelando l'epilogo di un avvenimento che sembrava aver prodotto uno strappo impossibile da ricucire.

"CI SIAMO AUGURATI IL MEGLIO"

"Con Jonathan non c'è niente di speciale, ci siamo anche parlati quando lui ha firmato per il Bologna, ci siamo mandati messaggi per augurarci il meglio e dirci che ci vedremo a San Siro".

"COSA DI SPOGLIATOIO, PUÒ SUCCEDERE OVUNQUE"

"Sarà anche bello vederlo perché è un bravo ragazzo, quello che è successo è una cosa di spogliatoio che può succedere ovunque ma non ha cambiato il rapporto che io ho con lui, sarò contento di vederlo e lui di vedermi".

"Siamo andati oltre velocemente, tramite messaggio abbiamo parlato di altro, ho passato un anno con lui, ripeto: è un bravo ragazzo".

"A MARSIGLIA BUON RICORDO, NESSUN RAMMARICO"

"Non ho rammarico fa parte della vita, può succedere, le cose possono cambiare da un momento all'altro, penso di aver lasciato un buon ricordo al Marsiglia, sia allo staff che ai compagni e i tifosi".

RISSA RABIOT-ROWE AL MARSIGLIA: COS'È SUCCESSO

A Ferragosto, al termine di Rennes-Marsiglia finita 1-0 per i padroni di casa vittoriosi al 91' in 10 contro 11, il rientro negli spogliatoi della squadra di Roberto De Zerbi ha prodotto il violento scontro fisico tra Rabiot e Rowe.

I due calciatori, come confermato e raccontato poi nei dettagli dallo stesso allenatore bresciano alla stampa, sono venuti alle mani dando vita ad una colluttazione in ambito calcistico più unica che rara.

IL RACCONTO DI DE ZERBI

"In 30 anni di calcio non sono abituato a parlare fuori di quel che succede dentro lo spogliatoio, ma questa volta serve mettere le cose in ordine. Se in un posto di lavoro due dipendenti si picchiano dando vita a una rissa da pub inglese davanti al direttore sportivo, all'allenatore e con un compagno di squadra a terra svenuto: cosa dovrebbe fare il club, o il datore lavoro?".

"Vero che non sono saltati i denti, ma in tanti anni che faccio calcio una rissa così non l'ho mai vista. In quel momento per la prima volta in carriera non sapevo cosa dire e cosa fare: avevo Bakola a terra col dottore che cercava di rianimarlo, questi che si picchiavano… Per cosa? per una partita che secondo me non abbiamo giocato bene, ma è l'inizio e ci può stare".

"Confermo totalmente la frase che avete riportato: i cog****i bisogna mostrarli in campo con gli avversari e non picchiando i compagni: così facendo magari perderemo altre partite, ma nessuno deve sentirsi sopra l'OM e al club, dev'essere un onore e un orgoglio da difendere, perché di giocatori più forti ne possiamo trovare tanti, di allenatori migliori di me ce ne sono una marea, quindi dobbiamo tenerci ben stretto il posto dove siamo col comportamento, con la serietà, con la professionalità e con la correttezza".

RABIOT E ROWE CEDUTI DOPO LA RISSA

In seguito alla rissa post Rennes-Marsiglia, l'OM ha messo sul mercato sia Rabiot che Rowe cedendoli rispettivamente al Milan e al Bologna: ironia della sorte, il sorteggio del calendario di Serie A ha messo l'uno contro l'altro transalpino e britannico già alla terza giornata di campionato. Ma chi pregustava eventuali remake delle tensioni resterà deluso: tra i due, pace fatta.