Il “terzo” Claudio Ranieri ha lasciato un segno profondo nell’ultima stagione della Roma: sotto la sua guida, i giallorossi sono riusciti a risalire dalla parte destra della classifica fino al quinto posto, centrando così la qualificazione all’Europa League.
Oggi la squadra è ripartita con Gian Piero Gasperini in panchina, ma Ranieri non ha lasciato la Capitale. L’ex tecnico, infatti, ha assunto un nuovo incarico dirigenziale, entrando nello staff societario come senior advisor e lavorando a stretto contatto con la dirigenza.
Ai microfoni di Sky Sport, Ranieri ha fatto il punto sulla situazione in casa Roma: dal mercato - con riferimento alla trattativa sfumata per Jadon Sancho - fino ai temi più caldi legati ai rinnovi di Lorenzo Pellegrini e Paulo Dybala.
"Cosa succede a giugno 2026? Dovremo stare in regola con i conti. Vediamo come va il campionato, vediamo come ci classificheremo, che percorso faremo in Europa League. Sono tutte entrate che porteranno dei valori aggiunti. Poi dopo al limite ci sarà da vendere qualcuno, perché non possiamo permetterci di prendere il cartellino rosso. Lo scenario è questo: se benauguratamente arrivassimo in Champions League, con il cartellino rosso non la potremmo disputare. Dobbiamo tenere i conti veramente a posto.”
"Sancho? Economicamente era molto, molto pesante, però i Friedkin pur di accontentare l’allenatore l’avrebbero fatta. Certo, ci sarebbe stato da vendere qualcuno: finché non fosse uscito un pezzo pregiato non avremmo potuto farla. Ma quel pezzo pregiato non credo che si sarebbe mai venduto, perché i giocatori di valore noi vogliamo tenerceli. Più in generale, abbiamo inserito dei giovani, sperando che con il nuovo allenatore vengano valorizzati al massimo. Perché se fosse necessario dovremmo eventualmente vendere e rientrare nei parametri di questo Fair Play Finanziario.”
"Com'è stato l'approccio di Gasperini alla Roma? Ottimo, ma ne ero sicuro. Quando abbiamo fatto una lista e i Friedkin hanno scelto Gasperini, eravamo sicuri di lui. Si parlava di antipatia, ma io ho detto che per me era ancora di più dell’antipatia: era qualcosa oltre, di un avversario veramente molto difficile da affrontare. Però poi quando ce l’hai a tuo favore le cose cambiano. È un allenatore che pretende, esige il massimo da sé stesso prima di tutti e poi dagli altri: per cui questo ci voleva per la piazza di Roma. Io ne sono super convinto e sono super convinto che farà un grandissimo campionato”.
"Rinnovi di Dybala e Pellegrini? Io credo che tutto dipenderà da questo campionato in corso. L’allenatore vuol sempre vincere, per cui metterà in campo giocatori che reputa che possano far vincere la Roma in quella determinata partita. Ricordiamoci l’Atalanta: gli attaccanti li cambia e li varia spesso proprio perché chiede loro quel surplus di pressing e di determinazione. Dipende da quello che faranno non solo loro: tutti i giocatori devono dare il meglio e poi durante l’anno si deciderà”.
"Obiettivo Champions League? L’obiettivo è quello di creare delle fondamenta solide. Se poi si arriverà in Champions League è tanto di guadagnato, ma io dico che l’obiettivo è quello di trovare il massimo in ogni partita. Noi non possiamo dire ai nostri tifosi: ‘Vi promettiamo questo, vi promettiamo quell’altro’. Noi promettiamo che ogni partita, sia di campionato, di Coppa Italia, di Europa League, la Roma darà il massimo. Ne sono convinto”.