Il Benfica aveva una sorta di pronunciato complesso d'inferiorità nei confronti del Bayern: 13 partite internazionali, nessuna vittoria e soltanto due pareggi. Ieri la prima rivincita, dopo tanta attesa. E il successo vale anche il sorpasso e il definitivo primo posto nel girone. Il Bayern, che adesso incontrerà il Flamengo negli ottavi, paga un peccato di presunzione, o dei calcoli riusciti male: perché è vero che nella ripresa i tedeschi hanno almeno tre occasioni colossali per pareggiare, il portiere Trubin è miracoloso, ma il primo tempo regalato ai portoghesi alla fine costa caro.
Con il passaggio agli ottavi il Benfica si prende qualche soddisfazione dopo un'annata amarissima in patria, visto che ha perso il campionato all'ultima giornata e anche la coppa nazionale, sempre contro gli arci rivali cittadini dello Sporting. Il gruppo anche con il Boca Juniors era insidioso, il Benfica passa e mette in mostra alcuni protagonisti: oltre a Trubin, anche Angel Di Maria, 37 anni, che a fine torneo chiuderà la carriera al suo Rosario Central è stato fra i migliori di questa prima fase chiusa a sette punti.
L'argentino prova subito i riflessi di Manuel Neuer, 39enne: la risposta è eccellente, ma non si arriva nemmeno al quarto d'ora che il Benfica è già davanti. E sarà il gol decisivo. Si va da un lato all'altro, il cross di Aursnes viene raccolto dall'altro norvegese Schjelderup, con la difesa del Bayern perforata e Boey l'ultimo in colpevole ritardo. Se il caldo può essere un'attenuante, la temperatura è da estate piena, circa 40 gradi. Lo stadio è semivuoto a Charlotte, il Bayern ha già la testa agli ottavi e Vincent Kompany asseconda questa rilassatezza con una formazione molto rimaneggiata e pensata per dare minuti a tutti. È la chiave della partita.
Gli unici titolari dell'ultima uscita sono Neuer, Stanisic, Guerreiro e Gnabry. Per Tom Bischof, nazionale tedesco appena arrivato dall'Hoffenheim, sono i primi minuti con il nuovo club. Si mette dietro la punta (Thomas Müller e non Kane all'inizio) e fatica a inserirsi nei nuovi meccanismi di gioco: ha quasi 20 anni e le difficoltà sono comprensibili. Il Benfica chiude al centro, fa densità trasformando in 4-5-1 l'idea offensiva di 4-2-3-1. Di Maria riesce ad aprire il gioco sulle fasce, ma si fa anche trovare al centro per le conclusioni quando i portoghesi riescono a distendersi in avanti. Soprattutto dopo l'1-0 trovato così presto, il Benfica non ha convenienza a buttarsi in avanti, non resta che controllare un Bayern svogliato e in cui parecchie seconde scelte non sfruttano la chance che l’allenatore ha offerto loro.
Così Kompany nella ripresa si gioca subito tre cambi pesanti: dentro Kane, Olise e Kimmich per Bischof, Gnabry e Palhinha ed è subito un'altra musica. Trubin, inoperoso per tutta la prima parte, deve salvare in maniera brillante su Sané (due volte) e Pavlovic. Sono i filtranti di Kimmich e i tocchi di Olise a far ballare la difesa del Benfica. Bruno Lage quindi reagisce con Aktürkoglu e Kökcü, e il primo fa subito distendere Neuer, ma poi sono i tedeschi a diventare padroni della partita. Il Benfica resta basso, il Bayern ci prova in tutte le maniere: Kimmich pareggia ma Kane è in fuorigioco attivo; Laimer, entrato per Boey, colpisce il palo ma viene segnalato un altro offside. Il vero Bayern non supera un Benfica affaticato ma felice.