Mentre sui social fanno tendenza i video ironici di Como-Milan, con Fabregas che studia tutta una serie di strategie per colpire Allegri e Max che lo stende al primo (secondo e terzo) colpo, con schieramenti al seguito sempre più definiti tra teorici e pratici del pallone, ecco che il Milan si gode il secondo posto e il titolo di prima rivale dell’Inter capolista, contro cui non perde da 21 mesi. Il resto della concorrenza staccata grazie all’ultimo successo rossonero, che coincide con il primo ko casalingo del Como. La squadra che il tecnico spagnolo Fabregas ha costruito ispirandosi al tiki taka, cioè su un possesso palla vorticoso e continui inserimenti. Nel 67,6% del tempo in cui ha avuto palla, il Como ha prodotto tante occasioni ma un solo gol. Nel restante 32,4% di possesso, il Milan di Allegri ha segnato i tre gol su cui ha costruito la vittoria.
Dopo l’inciampo di agosto contro la Cremonese, alla prima di campionato, il Milan non si è solo rialzato ma ha corso e anche velocemente, concedendosi solo qualche piccola pausa: i rossoneri sono imbattuti da 19 gare di fila, in A non succedeva dal periodo tra gennaio e maggio 2004, con Ancelotti in panchina. Questo Milan, con 12 vittorie, 7 pareggi e una sconfitta, è il terzo capace di perdere una sola volta nelle prime venti partite di A, o almeno nell’era dei tre punti a vittoria (dal 94-95): era successo nel 95-96 e nel 2003-04, in entrambi i casi vincendo poi lo scudetto a fine stagione. Il termine è ancora impronunciabile a Milanello: qui Max indica in un piazzamento Champions l’obiettivo stagionale. Inter e Napoli restano più attrezzate, ma devono dividere lo sforzo tra campionato e Champions. Il Milan no, può dedicarsi anima e corpo alla Serie A.
E di certo ha qualità e spirito per arrampicarsi lassù, sul punto più alto della classifica. Allegri è andato ben oltre il corto muso: con 33 gol all’attivo, il suo Milan ha il secondo miglior attacco del torneo, dietro l’Inter. Ma se i nerazzurri hanno ampia scelta tra i centravanti di ruolo, Max ha riadattato due esterni, Leao e Pulisic, come principali riferimenti offensivi. Ha poi scoperto i gol di Nkunku e sfruttato la fisicità del nuovo arrivato Füllkrug, due giorni fa in campo con un dito del piede rotto. Il tedesco è stato il simbolo della voglia di esserci e del grande senso di appartenenza, che allo stesso modo si ritrova nei numeri. Il Milan non molla mai: anche contro il Como ha ribaltato la partita dopo essere andato sotto, e sono così 13 i punti guadagnati da situazione di svantaggio, un record in A.
Altro esempio di solidità, su cui Allegri ha costruito gran parte dei suoi successi, è la difesa: 16 i gol subiti, secondo miglior reparto della A, il migliore in assoluto in trasferta con sole sette reti incassate. Unici a non aver mai subito gol dalla distanza: la squadra segue Max, che a inizio stagione aveva chiesto di fiutare per tempo il pericolo. Allegri temeva il calendario del periodo, ingolfato di partite in trasferta, ma lontano da San Siro domina: 22 punti in gare esterne, altro primato del campionato. Battere le grandi, colpire quando possibile e finché si può restare nell’ombra: un piano diabolico.