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Venezia, che sballo: talenti ritrovati e innesti giusti. Così Stroppa sorride e "vede" Sidibè

Gazzetta

Il Palermo chiama, il Venezia risponde, così Stroppa rimane agganciato a Pippo Inzaghi. È solo la prima giornata, ma gli aracioneroverdi hanno confermato anche contro il Bari quanto di positivo erano riusciti a esprimere in Coppa Italia contro il Mantova. Nonostante le porte di Ca’ Venezia siano sempre aperte, in entrata e in uscita, e nonostante Stroppa abbia dovuto rinunciare a due “pezzi” da novanta come Nicolussi Caviglia (Fiorentina in pole position, ma parti ancora molto distanti) e Oristanio in partenza, dovendo fare i conti con gli innesti degli ultimi giorni (Venturi, Hainaut, Pietrelli) che non possono avere ancora memorizzato i movimenti della squadra. Squadra d’attacco In attesa del rientro di Svoboda dopo la sosta, Stroppa si è affidato al trio Schingtienne, Korac e Franijc: difesa molto alta, a ridosso del centrocampo con i tre difensori ad accettare l’uno contro uno con gli avversari, abili negli anticipi o a ripiegare rapidamente. Duncan a dettare i ritmi con Doumbia e Busio a infiltrarsi nelle maglie avversarie e Yeboah a risalire a centrocampo, a prendersi il pallone per affrontare l’avversario diretto, ma anche per aprire spazi ai compagni. E, rispetto alla passata stagione, il numero 10 di Stroppa sa inquadrare la porta. Finora, una macchina da occasioni: 28 tiri per il Venezia contro il Mantova, di cui 11 nello specchio e 4 reti realizzate, 20 tiri contro il Bari, di cui 8 nello specchio, due gol realizzati e tre annullati nei primi 24’ del primo tempo a Schingtienne, Yeboah e Bjarkason. 

Stankovic e Duncan. Il portiere è ritornato a difendere la porta del Venezia quasi 7 mesi dopo il grave infortunio rimediato a Udine (1° febbraio). "Dopo 205 giorni", ha scritto sul suo profilo, "tornare in campo e vincere davanti ai nostri tifosi ha un sapore unico. La strada è ancora lunga, ma questo è il modo giusto per ripartire". Decisivo sul colpo di testa di Rao, reattivo sulla staffilata di Sibilli. Il figlio di Dejan è ritornato. Come è tornato tirato a lucido Duncan, autore del missile terra-aria che ha abbattuto da 25 metri la resistenza del Bari: lanciato in cabina di regia da Stroppa per il forfait di Nicolussi Caviglia, ha dimostrato di star bene fisicamente, di avere tenuta e visione di gioco, sperando di non incappare in altri infortuni, e ritrovando il gol in Serie B a distanza di oltre 12 anni (29 maggio 2013) da quando segnò all’Empoli con la maglia del Livorno nella finale d’andata dei playoff. 

Un’estate intera a cercare sul mercato esterni, vedi gli arrivi di Hainaut, Compagnon e Pietrelli, ma la caccia è ancora aperta. Eppure, Stroppa ha trovato in casa un jolly a sorpresa, l’islandese Bjarki Bjarkason, un veterano, partito titolare con il Mantova e il Bari. Due ottime prestazioni, spinta costante con la possibilità di essere sistemato su entrambe le fasce, abile a inserirsi in area per raccogliere le verticalizzazioni dei compagni, tanto da realizzare il primo gol del Venezia della stagione in campionato e vedersi annullato il raddoppio per un fallo dubbio di Adorante su Vicari nell’avvio dell’azione.

 In giornata è atteso l’annuncio dell’acquisto del difensore francese Sidibé, in arrivo dal Koper, che va a completare il reparto anche se dovesse partire Sverko verso la Samp. Il Venezia ha in mano il norvegese Bohinen, qualora Nicolussi Caviglia dovesse accasarsi altrove, ha chiesto alla Fiorentina il terzino sinistro Niccolò Fortini, restìo però a scendere in Serie B.