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Ecco la livrea della nuova Ducati GP26. E Marquez scalpita: "Ho già le farfalle nello stomaco..."

Gazzetta

La Ducati 2026 è arrivata. Presentata sulle nevi di Madonna di Campiglio la GP26 per il Mondiale MotoGP che sta per iniziare, chiamata a cercare di confermare la Tripla Corona, i titoli piloti, team e costruttori, conquistati lo scorso anno dalla Casa di Borgo Panigale. Aria frizzante al Palacampiglio della nota località fra le Dolomiti del Brenta, con la Ducati animata dalla voglia di primeggiare ancora per allungare la sua straordinaria striscia di successi, con gli ultimi 4 titoli piloti e 6 costruttori vinti di fila, per celebrare al meglio il centenario della Casa bolognese che ha ispirato anche il colore della nuova Desmosedici: un rosso più opaco con inserti bianchi che segnano un voluto riferimento allo storico passato. In sella sempre la coppia formata dallo spagnolo Marc Marquez, il campione in carica, con al suo fianco Pecco Bagnaia, arrivato all’ottavo anno di militanza con la Ducati fra team Pramac e ufficiale. Trasformare l’ambizione in prestazione è il motto della Ducati, con il Ceo Claudio Domenicali che sottolinea l’”unicità del mondo Ducati per design e successi commerciali e sportivi”, ricordando la livrea, disegnata con Aldo Drudi, per “valorizzare immagine e brand”, con la “fierezza di questo traguardo e la determinazione a cercare di attestarsi agli stessi altissimi livelli raggiunti”, ricordando le 17 vittorie dello scorso anno con le 19 Sprint conquistate, le sei Ducati nelle prime otto posizioni della classifica piloti, i 7 podi interamente monopolizzati dalla GP25 e soprattutto quegli 88 podi di fila, striscia ancora attuale, che tratteggiano al meglio la supremazia del marchio.

Marquez, dopo un inverno fatto di riabilitazione per recuperare dall’operazione alla spalla infortunata nell’incidente innescato da Marco Bezzecchi al via del GP d’Indonesia, scalpita per ritrovare il bolide con cui si è consacrato l’anno scorso, conquistando il nono titolo in carriera, il primo dopo il suo lungo calvario innescato dalla caduta di Jerez 2020. “Ho lavorato duro in inverno e mi sto rimettendo al meglio per essere pronto per il via del Mondiale (week end del 1 marzo in Thailandia, ndr). La moto bella è quella che è veloce e speriamo di onorare quindi al meglio questo design con tanti bei successi. Affronto la stagione in modo più rilassato dello scorso anno, ma ho le stesse farfalle nello stomaco per competere e vincere: la passione di gareggiare è il carburante più forte per la mia mente e in inverno ho lavorato con entusiasmo per fare ancora meglio”. Considerando il suo dominio del 2025, con anche 7 GP vinti di fila, c’è da preoccuparsi. Per gli altri.

Per Bagnaia il 2026 deve essere la stagione della rigenerazione dopo le tante difficoltà del 2025, ben tratteggiate dal modesto 5° posto nel Mondiale fra tante e impreviste difficoltà tecniche che lo hanno condizionato. Il reset della pausa invernale, le sensazioni positive dei test del finale della scorsa stagione e la voglia di riaffermare le sue qualità sono la benzina di Pecco, chiamato a una stagione importante e delicata. “La GP26 credo sia la miglior moto che abbia mai avuto la possibilità di guidare, ha un design fantastico. In inverno mi sogno rilassato, ma ho anche pensato a come essere pronto per dare il meglio. Ho avuto ottimi riscontri dalla mia squadra e cerco di arrivare pronto al primo test confrontandomi con Marc perché c’è sempre imparare dai campioni. Il 2025 non è stato un anno facile, ma dalla annate complicate si può e si deve crescere e sono concentrato su come estrarre il meglio dal nostro potenziare per avere un rendimento più costante”.

Il direttore generale di Ducati Corse, Gigi Dall’Igna, mente della GP26, sottolinea un aspetto della stagione che sta per iniziare. “La nostra formazione è grandiosa, i nostri piloti sanno cosa fare per centrare i nostri obiettivi che sono ovviamente quelli di confermarci. Sarà un anno non facile perchè oltre al lavoro sulla moto del 2026 dobbiamo portare avanti il progetto di quella del 2027 con i nuovi regolamenti: ma amiamo le sfide e ovviamente amiamo vincere e ci faremo trovare pronti”. Il direttore tecnico Ducati Corse, Davide Barnaba, aggiunge un elemento della nuova GP26: “Volevamo migliorare un progetto vincente e per farlo abbiamo lavorato su tre aree: la riduzione delle vibrazioni, il miglioramento del telaio e della stabilità della moto soprattutto alle alte velocità e un incremento delle prestazioni per avere più velocità con minore resistenza sul dritto”. Attenzione: la Ducati guarda tutti dall’alto e lì vuole restare.