a quarta settimana delle World Series of Poker 2025 ha regalato spettacolo, emozioni e protagonisti inattesi. Tra i più in vista, l’italiano Mario Colavita con la miglior prestazione azzurra finora, David Peters con un bluff già da antologia, e lo statunitense Veerachai Vongxaiburana, capace di battere un tavolo pieno di fuoriclasse e prendersi il braccialetto da amatoriale — almeno sulla carta.
L’evento #37, il $1.500 Monster Stack, si è rivelato ancora una volta uno dei tornei più duri e affollati: 9.920 iscrizioni e cinque giornate di gioco. Tra i quasi 1.500 giocatori a premio, Mario Colavita ha scritto un’altra bella pagina di storia per il poker “made in Italy”. Secondo lo scorso anno nel The Closer, Colavita ha raggiunto l’ultimo tavolo nel Monster Stack 2025, mantenendosi competitivo fino al Day4.
Il sogno si è interrotto con un coin flip: Colavita è andato all-in con K♣Q♠ contro i 10♣10♥ di David Uvaydov. La coppia ha tenuto e per il giocatore italiano è arrivato l’ottavo posto e un premio da 161.656 dollari — secondo miglior risultato in carriera e, finora, il più ricco tra quelli realizzati dagli italiani presenti alle WSOP 2025. Il torneo è stato vinto dall’austriaco Klemens Roiter, che ha superato proprio Uvaydov in heads-up.

Tra i tavoli più tecnici e ricchi di talento della settimana c’è stato quello del $10.000 Big O Championship, il torneo di Pot Limit Omaha con cinque carte. In 402 hanno preso parte all’evento, e al tavolo finale si sono ritrovati alcuni veri pezzi da novanta: Phil Hui (4 braccialetti, incluso il PPC 2019 da 50K), Marco Johnson (2 braccialetti) e Viktor “Isildur1” Blom, sempre a caccia del suo primo titolo WSOP.
A spuntarla è stato però Veerachai Vongxaiburana, statunitense e professionista del trading finanziario, che dopo la vittoria ha dichiarato di giocare a poker solo per divertimento. Ma il suo curriculum racconta un’altra storia: oltre 60 piazzamenti live e 1,1 milioni di dollari vinti, quasi tutti in tornei di Omaha.
Il suo percorso è stato netto: ha eliminato sia Marco Johnson (3°) che Phil Hui (2°), aggiudicandosi il braccialetto e un premio da vero campione. Blom si è fermato al 5° posto, eliminato insieme a Shawn Rice in una mano vinta da Hui con uno scoop. Buona anche la prova di Dario Sammartino, 60° su 61 premiati per $20.049 — secondo piazzamento per lui in queste WSOP dopo il 16° posto nel Mystery Bounty da 10K.
Il torneo più caro dell’intero programma WSOP 2025, l’evento #46 da $250.000 di buy-in, ha visto 63 iscritti e tre giorni di battaglia ai massimi livelli. A trionfare è stato Seth Davies, che si è imposto in un heads-up a senso unico contro il connazionale Alex Foxen, grazie a un vantaggio in chips quasi insormontabile. Per Davies, si tratta del primo braccialetto WSOP e di un premio da 4.752.551 dollari, che lo proietta ancora più in alto nel ranking mondiale.
Ma la mano che ha rubato la scena è arrivata al Day2, nel pieno della bolla, con 11 giocatori rimasti e 10 posizioni pagate. David Peters, già vincitore di quattro braccialetti, ha messo a segno un bluff magistrale contro Martin Kabrhel, il professionista ceco noto per il suo fastidioso speech play. Dopo una serie di rilanci su board 8♠8♦J♠ – con Kabrhel in possesso di trips di 8 – Peters ha giocato fino al river (9♣) avendo solo A♠J♣ in mano. A quel punto, lo statunitense è andato all-in. Kabrhel ha foldato, facendo poi ironia sulla fortuna di Peters, senza sapere che in realtà il punto vincente era il suo!
Una mano destinata a entrare negli highlight WSOP e che conferma, se mai ce ne fosse bisogno, quanto David Peters resti uno dei giocatori più temibili e creativi del circuito.