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Chi è James Duckworth, l'avversario di Sinner. E quella volta che Jannik s'infuriò: "Che caz... urli?"

Gazzetta

James Duckworth da Sydney ha un conto in sospeso da anni col destino. Il tempo di diverse stagioni tennistiche lo hanno scandito per lui le operazioni chirurgiche fra piede destro (tre), gomito (altrettante), spalla (due) e anca (una). Un ricettacolo di interventi che non lo ha risparmiato neanche nel gennaio 2022, proprio mentre spegneva le candeline in ospedale: "Già, non è il modo in cui avevo pianificato di passare questo compleanno" postava rassegnato sui social. Ha sfidato il destino a carte e gli assi non li ha visti quasi mai. Ecco perché stavolta, il giorno dopo il trentaquattresimo compleanno, si gode il primo vero carico di briscola: si chiama Sinner ed è il suo prossimo avversario all’Australian Open. Duckworth lo affronta dopo una mezza maratona e col cuore a mille: dopotutto, lo ha già battuto. Jannik, contro di lui, arrivò a gridargli "che caz... ti urli?" e persino a scagliare la racchetta a terra dal nervoso… 

Quando gli infortuni ti perseguitano, spesso hai bisogno di un appiglio da issare come traguardo. Collocandolo magari il più lontano possibile per poter sognare un percorso più lungo del previsto. Duckworth lo ha confessato dopo una delle vittorie più importanti della carriera, ad agosto 2021: "Il mio prossimo obiettivo è una sfida scherzosa con coach Wayne Arthurs. Voglio arrivare più in alto di lui in classifica: il suo best ranking è il numero 44. E io, se il fisico me lo permette, posso giocare un bel tennis". Ci è andato a un soffio: 46ᵃ posizione, raggiunta proprio nell’amara settimana dell’operazione all’anca, nel gennaio 2022. Poi, come al gioco dell’oca, è tornato al punto di partenza: nelle ultime stagioni è sceso al di sotto del 170. Oggi, dopo aver esordito rimontando Prizmic a Melbourne, è 86° nel ranking live (88° in quello ufficiale). 

Gli infortuni, però, lo hanno rallentato in continuazione. E dire che alla fine degli anni Novanta "Ducks" (chiamato così dagli amici durante le giornate di relax fra ping pong e surf) di talento ne avrebbe già mostrato. Merito anche del Dna: nonna Beryl Penrose è una storica campionessa di singolare, doppio e doppio misto, autografando quattro titoli nella bacheca di famiglia a metà anni Cinquanta. Lui al momento staziona a quota zero con un’amarezza grande così: la finale di Astana 2021, persa contro Kwon. Il fisico non lo ha assecondato, al punto da costringerlo a interventi continui in epoca pre-Covid. Nel 2018 è costretto persino a due operazioni per rimuovere i frammenti ossei dal gomito e dal piede, e la vede buia: "Mio padre è un chirurgo" racconterà più avanti, "e prima dell’ultimo intervento al piede non sapeva nemmeno se sarei stato in grado di tornare in campo". Ci torna e vince. Anche contro Sinner. 

Già, la storia degli incroci fra l’australiano e l’azzurro si infiamma dopo la pandemia, quando i due scendono in campo l’uno con l’altro in tre occasioni. Alla prima la spunta Jannik, sul veloce indoor di Colonia: ottobre 2020, l’altoatesino è un progetto di fuoriclasse che vince in un’ora secca con l’australiano e vede la sua corsa fermarsi solo in semifinale, contro Zverev. Il secondo incrocio è quello più intenso: Toronto 2021, Sinner è reduce dalla vittoria più importante della carriera (per l’epoca), ovvero il 500 di Washington. All’esordio nel Masters 1000 canadese incontra James che si è ristabilito dopo l’ennesima operazione e lo sorprende per violenza in risposta e solidità nello scambio: ingredienti che non aveva lasciato intuire a Colonia. Vince l’australiano, approfittando soprattutto della stanchezza di Jannik dopo la bella ma sfiancante settimana di Washington. L’azzurro dà tutto, ma viene penalizzato anche dalla sfortuna: nel secondo set un pallonetto di Duckworth finisce dentro complice il forte vento e lui scaglia la racchetta a terra per la frustrazione. Quasi un unicum in carriera. Duckworth esulta: "Tutti pensavano che al terzo turno ci sarebbe stato Sinner-Medvedev, non si ricordavano nemmeno che prima l’italiano avrebbe dovuto giocare con me. E io avevo qualcosa da dimostrare". Orgoglio e sogni di ranking, interrotti dopo l’ultima operazione all’anca. Per Sinner il tempo della rivincita arriva comunque prestissimo: a Sofia, quarti di finale 2021. L’azzurro ha la meglio in un match comunque ostico: 7-6 6-4. È il trampolino verso il titolo sul cemento bulgaro. Sono passati quattro anni abbondanti, ora lo scenario vale un terzo turno Slam.