Una delle telenovele di questo calciomercato, in attesa dell'ufficialità, si è finalmente chiusa: Ardon Jashari è praticamente un giocatore del Milan.
Dopo settimane di estenuanti trattative col Bruges, le parti ora hanno raggiunto un accordo totale: il centrocampista è atterrato in Italia per iniziare la propria avventura in rossonero.
Decisiva per il buon esito dell'affare è stata anche la fortissima volontà del giocatore, che ha sempre voluto solo il Diavolo.
Il Milan, come riferisce Fabrizio Romano, alla fine verserà nelle casse del Bruges 39 milioni di euro complessivi: questi sono i termini dell'accordo con i belgi. Dunque poco meno dei quaranta inizialmente richiesti dalla controparte.
Al ragazzo, 2,5 milioni a stagione per cinque anni.
Dopo l'arrivo a Linate, avvenuto poco prima delle 23, Jashari mercoledì mattina effettuerà le visite mediche che precederanno la firma sul contratto che lo legherà al Milan fino al 2030.
Come dicevamo per sbloccare l'affare è risultata decisiva anche la volontà del giocatore.
Jashari era seguito da molti altri club ma ha sempre dato assoluta priorità al Milan. E alla fine sarà accontentato.
Anche nelle ultime ore il centrocampista aveva ribadito al Bruges la sua intenzione di trasferirsi in rossonero.
Sulle tracce di Jashari si erano messi parecchi club, anche di Premier League, disposti ad offrire più del Milan per il suo cartellino.
Tra questi il solito Chelsea ma anche il Bayer Leverkusen, che aveva pensato a Jashari per sostituire Xhaka.
Sul giocatore c'era anche il Neon, nuovo club saudita che si sarebbe spinto ad offrire addirittura 45 milioni di euro.
Classe 2002, nazionalità svizzera ma in possesso del passaporto macedone, Jashari è il classico centrocampista box to box.
Jashari deve ancora compiere 23 anni e ha dunque ampi margini di miglioramento, ma giocato più di cinquanta partite nell'ultima stagione col Bruges, di cui undici in Champions League.
Il centrocampista è anche nel giro della sua nazionale con cui ha realizzato una doppietta nell'ultima amichevole giocata contro gli Stati Uniti.