La candidatura del Milan per lo Scudetto si fa sempre più forte: perché i ragazzi di Allegri possono puntare al colpo grosso in questa stagione.
La vittoria di Como è una di quelle che possono cambiare l'indirizzo di una stagione: Milan per larghi tratti dominato dalla squadra di Fabregas, ma capace comunque di assestare i colpi decisivi per l'1-3 finale.
Risultato bugiardo al 'Sinigaglia', degno rappresentante della filosofia trasmessa da Massimiliano Allegri ai suoi ragazzi: cinismo a livelli spietati e, soprattutto, tanta resilienza, termine che dalle parti di Milanello sembra andare per la maggiore.
Il distacco dall'Inter capolista è di tre lunghezze, divario non incolmabile per una serie di motivi: perché il Milan può davvero credere al grande colpo dello Scudetto in questa stagione.
Milan imbattuto in campionato da diciannove incontri, nei quali sono arrivati dodici successi e sette pareggi: un ruolino che ha permesso ai rossoneri di assestarsi ai piani altissimi della classifica, a una distanza non elevata dalla capolista Inter.
L'unico k.o. resta quello maturato alla prima giornata, quando la neopromossa Cremonese ha giocato un brutto scherzo alla truppa meneghina: decisivi Baschirotto e Bonazzoli, quest'ultimo con una rovesciata da urlo.
Nell'era dei tre punti a vittoria, soltanto una volta il Milan aveva dovuto fare i conti con una sola sconfitta dopo le prime venti giornate: nel 1995/96 e nel 2003/04, stagioni accomunate dalla conquista dello Scudetto.
L'eliminazione dalla Coppa Italia per mano della Lazio agli ottavi ha di fatto ridotto a uno il numero delle competizioni con protagonista il Milan in questa stagione.
I rossoneri avevano fallito l'accesso alle competizioni europee in un 2024/25 amarissimo, addolcito in minima parte dalla vittoria della Supercoppa Italiana a danno dell'Inter.
Proprio rispetto ai nerazzurri, i rossoneri godranno del vantaggio di dedicarsi a una partita a settimana: una situazione che ricorda molto quella vissuta un anno fa dal Napoli, capace di spuntarla su Lautaro e compagni, arrivati stremati alla linea del traguardo di una stagione massacrante sia fisicamente che mentalmente.
In una Serie A in cui si segna poco, il Milan può vantare il secondo miglior attacco con 33 reti all'attivo: solo l'Inter ha fatto meglio, con dieci goal in più a certificare il dominio offensivo della squadra di Chivu.
A questo dato, si aggiunge quello della seconda miglior difesa con 16 reti al passivo, in coabitazione con Lazio, Juventus e Como: 7 di queste sono arrivate in trasferta, dove il 'Diavolo' è sempre riuscito a uscire dal campo con almeno un punto in tasca.
Merito anche della tenacia che spesso e volentieri ha permesso di evitare l'esito della sconfitta: sono 13 i punti guadagnati da situazione di svantaggio, un record in questa Serie A.
Dalla parte del Milan c'è anche la capacità di non fallire le sfide più importanti: basti pensare al derby conquistato contro l'Inter o alle vittorie inferte a Roma e Napoli, tutte caratterizzate dal grande stato di forma di un Maignan a tratti insuperabile tra i pali.
Il tallone d'Achille, se vogliamo, è rappresentato dal rendimento contro le squadre della seconda metà della classifica: troppi i punti persi per strada, simbolo di un rimpianto che potrebbe svanire se tutti i tasselli del puzzle dovessero andare al loro posto a fine maggio, quando saranno i verdetti finali a fare da padroni.