Era il 27 novembre 2021. Le due squadre più recenti a vincere la CONMEBOL Copa Libertadores si affrontavano a Montevideo. I campioni del 2019, il CR Flamengo,, persero ai tempi supplementari contro il SE Palmeiras, che quel pomeriggio, nello storico Estadio Centenario, si sarebbe laureato campione per la seconda volta consecutiva, guadagnandosi così un posto nella Coppa del Mondo per Club FIFA 2025.
Una settimana prima, il 21 novembre 2021, il Botafogo scendeva in campo non lontano da lì, nello stato brasiliano del Rio Grande do Sul, al confine con l’Uruguay. La partita si giocava all’Estadio Bento de Freitas, nella città di Pelotas, un impianto che non ha mai ospitato partite della Coppa del Mondo FIFA.
Mentre i rivali rossoneri di Rio lottavano per un altro titolo continentale, il Botafogo doveva superare il Brasil de Pelotas per porre fine al suo calvario in Serie B, dopo aver già vissuto la seconda serie nei campionati del 2003 e 2015.
Oltre ad aver garantito la promozione in Serie A con una giornata d’anticipo, quella vittoria per 1-0 può oggi essere considerata il preludio a cambiamenti radicali che nemmeno il più ottimista tra i tifosi avrebbe potuto immaginare.
Il mese successivo emerse la notizia che un investitore americano, John Textor, era interessato all’acquisto del club, approfittando delle recenti modifiche alla legislazione brasiliana che consentivano la trasformazione dei club calcistici in società per azioni.
Per una tifoseria abituata a leggere notizie di un club in gravi difficoltà, dalla mancanza di un centro di allenamento ai debiti enormi, l’arrivo di un “gringo” venne visto come l’ultima speranza.
“Abbiamo rilevato il club l’11 marzo 2022, e la stagione della [Serie A brasiliana] è iniziata il 15 aprile. Avevamo solo tre giocatori che avevano già giocato nella massima serie. Abbiamo dovuto ingaggiare 27 nuovi giocatori. Ricordo i tifosi che mi scrivevano chiedendoci semplicemente di essere competitivi,” ha raccontato John Textor in un podcast di Botafogo TV.
Ancor prima di raggiungere la fase a eliminazione diretta della prima edizione della Coppa della Mondo per Club FIFA, superando i campioni in carica della UEFA Champions League, il Paris Saint-Germain, l’ascesa del Botafogo è stata semplicemente vertiginosa. Il club della Estrela Solitária si è qualificato al torneo il 30 novembre 2024, vincendo la Copa Libertadores 2024. Ben 40.000 tifosi hanno invaso Buenos Aires, arrivando in aereo o, nella maggior parte dei casi, affrontando un viaggio in pullman di quattro giorni complessivi, due all’andata e due al ritorno.
Come spesso accade quando si parla di Botafogo, la partita ha preso una piega drammatica fin dai primissimi istanti: Gregore, il mediano della squadra, è stato espulso dopo appena un minuto. Nonostante l’inferiorità numerica, il Glorioso ha battuto il Clube Atlético Mineiro per 3-1, conquistando la Copa Libertadores per la prima volta nella sua storia. Una settimana più tardi, la squadra ha messo le mani anche sul campionato brasiliano, tornando a vincerlo per la prima volta dal 1995.
“Oggi il Botafogo è in grado di ingaggiare giocatori di altissimo livello, atleti che potrebbero tranquillamente giocare nei grandi club europei,” ha dichiarato Marlon Freitas, capitano della squadra che ha sollevato il trofeo nello storico Estadio Monumental.
“Sono una persona molto presente. Mi piace osservare da vicino i miglioramenti. Ogni volta che posso, do feedback alla dirigenza su cosa si può migliorare o su ciò che funziona benissimo. Quello che il Botafogo sta costruendo all’interno si rifletterà anche all’esterno. Parleremo in campo,” ha aggiunto.
Il percorso è stato breve ma tortuoso, e secondo i tifosi del Botafogo, non avrebbe potuto essere altrimenti. Sono orgogliosi del glorioso passato del club, che ha fornito il maggior numero di giocatori alla Nazionale brasiliana ai Mondiali. Nomi come Garrincha, Nilton Santos, Didi, Zagallo e Jairzinho sono figure chiave che hanno contribuito a creare la leggenda della Seleção, la nazionale conosciuta in tutto il mondo come i Canarinho. Ma la Estrela Solitária è stata temprata da anni di sofferenze, come i 21 anni senza vincere nemmeno un campionato statale.
“I giocatori hanno bisogno degli strumenti giusti per esprimere tutto il loro potenziale in campo,” ha dichiarato Maurício, l’idolo del club che pose fine a quel lungo digiuno nel 1989, con la vittoria sul Flamengo nel Campionato Carioca, in un’intervista rilasciata alla FIFA.
“Oggi il Botafogo sta ricostruendo la propria forza con una struttura che sta lentamente prendendo forma, mettendo radici e iniziando a dare i suoi frutti. Siamo felici di vederlo. Io ho piantato i semi; tutto quel gruppo, all’epoca, ha piantato i semi,” ha aggiunto.
Tra la Serie B e i frutti già raccolti, o quelli ancora da raccogliere, il club ha vissuto un 2022 tranquillo, dedicato a gettare le basi per il futuro. L’anno successivo, il tecnico portoghese Luis Castro ha portato il club in vetta alla Serie A, fino a quando non è arrivata una telefonata. Dall’altra parte c’era il suo connazionale, Cristiano Ronaldo. E così, l’allenatore ha fatto le valigie ed è volato in Arabia Saudita.
Anche senza di lui, il Botafogo era riuscito a costruire un vantaggio di 14 punti sul Palmeiras in classifica. Ma, partita dopo partita, tutto è andato in frantumi, fino a vedere il Palmeiras conquistare il titolo. Nello scontro diretto, con un Estadio Nilton Santos gremito, il Botafogo conduceva per 3-0 all’intervallo, prima che i rivali mettessero in atto una clamorosa rimonta vincendo 4-3.
L’anno successivo, lo stadio si è nuovamente riempito in occasione degli ottavi di finale di Copa Libertadores, proprio tra le due squadre. Per simboleggiare la rinascita del Botafogo, i tifosi hanno realizzato una coreografia spettacolare: un enorme mosaico raffigurante una fenice che porta sul petto la stella solitaria del club.