Reduce da una stagione memorabile alle sponde del Lago più famoso d'Italia, conclusa allo storico decimo posto in Serie A, “el arquitecto” è uno dei tecnici più corteggiati del campionato italiano. Le strade dei nerazzurri e di Fabregas potrebbero dunque incrociarsi, esattamente come stava per accadere nell'estate del 2003, quando l'allora sedicenne calciatore della cantera del Barcellona stava per approdare a Milano.
Nel 2003 un giovanissimo Cesc Fàbregas stava per trasferirsi all'Inter allenato da Hector Cuper. Piero Ausilio, all'epoca coordinatore del vivaio nerazzurro, avrebbe lavorato per portare il catalano a Milano. Fabregas scelse però la Premier League e il progetto dell'Arsenal, firmando il contratto coi Gunners a settembre dello stesso anno. Ora il tecnico e Ausilio potrebbero ritrovarsi faccia a faccia attorno a un tavolo, per discutere ancora una volta di un futuro comune.
Vent'anni dopo, nel 2023, lo stesso Fabregas ha però smorzato tali voci. "No, non è vero che nel 2003 ero vicino all'Inter. In seguito ebbi invece un paio di contatti col Milan. A 19 anni all'Arsenal e quando ero al Chelsea con Antonio Conte in panchina", ha raccontato a La Gazzetta dello Sport.
E torniamo all'oggi e alla domanda delle domande. Cesc Fabregas sarà il nuovo allenatore dell'Inter? La pista è fortemente battuta dalla dirigenza nerazzurra, ma non c'è ancora nulla di certo. Assieme al nome dello spagnolo, si leggono anche quelli di Roberto De Zerbi, Christian Chivu e Patrick Vieira. Oltre a una soluzione interna temporanea, valevole solo per la Coppa del Mondo Fifa 2025, chiamata Stefano Vecchi (futuro allenatore Inter U23).
Nelle ultime settimane si è parlato anche della pista Stoccarda e di un forte interesse del Barcellona, “casa” e squadra del cuore di Fabregas. Se dovesse invece approdare all'Inter, l'ultima partita sulla panchina del Como per il catalano potrebbe essere stata proprio contro i nerazzurri in quello che è stato il campionato migliore della storia lariana.
A respingere l'offensiva nerazzurra ci ha pensato il presidente del Como, Suwarso, che il 4 giugno 2025 ha dichiarato:
Il nostro percorso è lungo, sarà per più stagioni e ruota attorno a Cesc Fabregas, che non lascerà il club
Il 19 luglio 2024, all'alba dell'avventura in Serie A, Cesc Fabregas ha firmato un contratto quadriennale con il Como. Il contratto è dunque valido fino a giugno 2028, come precisato dalla stessa società. Bisogna inoltre ricordare che Fabregas è anche azionista del Como 1907, circostanza che potrebbe far propendere il tecnico a restare in riva al Lago anche per la prossima stagione.
Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo nel 2023 con la maglia del Como, Fabregas ha proseguito il suo percorso in panchina all’interno del club. Nella stagione 2023-2024, il catalano ha assunto dapprima il ruolo di vice allenatore, per poi diventare allenatore ad interim dopo l’esonero di Moreno Longo.
È bastato poco all'ex Barcellona per mostrare di che pasta era fatto. Sotto la sua guida, il Como ha messo in mostra un'identità tattica più fluida, con un gioco di possesso ispirato al tiki tika di casa blaugrana. La squadra lariana ha quindi inanellato una serie di risultati positivi che avrebbero poi contribuito in modo decisivo alla promozione in Serie A.
Il 19 luglio 2024 è il giorno della svolta e della nomina ufficiale: Cesc Fabregas diventa il nuovo allenatore del Como 1907. La decisione della società è stata accolta positivamente da tifosi e addetti ai lavori, attratti dalla visione moderna e internazionale del tecnico spagnolo.
Dato che il calcio è anche una questione di numeri, le statistiche di Fabregas in veste di tecnico testimoniano quasi una predestinazione. La solidità difensiva, unita a una manovra organica, hanno reso il Como una delle rivelazioni dell'ultima stagione di Serie A.
Se come allenatore la sua carriera è agli inizi, come calciatore Cesc Fabregas ha davvero vinto tutto. Letteralmente, sia con le maglie di club sia con la Nazionale spagnola.
Ecco l’elenco completo dei trofei conquistati da centrocampista:
La prima esperienza da calciatore professionista all'Arsenal, a soli 16 anni, fece conoscere a Fabregas anche il suo primo grande maestro di “panchina”: Arsene Wenger. I suoi più grandi insegnamenti, avrebbe confermato in seguito lo stesso catalano, sono stati l'importanza dell'intelligenza calcistica, la fiducia nei giovani e il gioco tecnico.
L'altro grande coach di riferimento per Fabregas è stato ovviamente Pep Guardiola, suo allenatore ai tempi del Barcellona. Pur avendolo avuto a disposizione solo per una stagione, Guardiola ha lasciato un’impronta profonda in Fabregas con il suo stile di gioco basato su possesso, pressing e posizionamento, nonché sullo studio accurato dell'avversario.
Un grande maestro è stato anche inevitabilmente José Mourinho, che ai tempi del Chelsea ha arricchito Fàbregas di una dimensione più “pragmatica”. Il catalano si è ritrovato all'interno di un sistema-squadra meno orientato al possesso palla, ma più diretto e orientato al gol. Dal tecnico portoghese Fabregas ha inoltre ereditato la mentalità vincente.
Come non nominare, poi, Luis Aragonés e Vicente del Bosque, mister di Fabregas nella Nazionale spagnola. La loro influenza sul centrocampista ha riguardato l'arte della gestione dello spogliatoio e del rispetto dei ruoli.
Anche se non allenatore in senso strettamente tecnico, sulla formazione di Fabregas ha avuto un impatto notevole anche il confronto con Thierry Henry ai tempi del Monaco. Un'esperienza che ha ispirato lo spagnolo a riflettere sul ruolo dell'ex giocatore come guida tattica e tecnica di una squadra.