Calmo e rilassato. Cristian Chivu si palesa nella sala stampa del Signal Iduna Park con la consapevolezza che arpionare gli ottavi diretti senza i playoff sarà impresa ardua, come camminare per i vialetti ghiacciati che costeggiano lo stadio senza scivolare, ma che la sua Inter se la giocherà: “Vogliamo essere competitivi, lavoriamo per crescere e aumentare il livello. Dobbiamo accettare che siamo 14esimi in Champions. Il nostro obiettivo era finire tra le prime otto, ora non dipende solo da noi”. Capitolo stadio. Il muro giallo è noto a tutti. E quest’anno il Borussia Dortmund ha perso una sola volta in casa: “I giocatori vengono trascinati da questo incredibile pubblico, hanno qualità e sono bravi nelle transizioni. Quello che li contraddistingue è l'identità. Noi dovremo essere pronti per affrontare tutto. Non abbiamo paura”.
Barella è rimasto ad Appiano per un affaticamento. A centrocampo c’è un filo di emergenza. Zielinski e Mkhitaryan sicuri di giocatore, un posto se lo giocano Frattesi e Sucic, col croato favorito: “Nicolò farà un esame domani, ma non sembra niente di grave, spero sia solo roba di pochi giorni. Lautaro, invece, non vuole mai riposare. E noi non vogliamo mai farne a meno”. Su Luis Henrique e Sommer, reduci da un venerdì tutt’altro che facile contro il Pisa: “Stanno reagendo bene, la mia scelta non era dovuta alla prestazione di Luis, ma il gruppo l’ha abbracciato e gli è stato vicino nei giorni successivi. Io ho spiegato la mia scelta. Sommer, invece, sa gestire determinati momenti, il resto conta poco”. Sul percorso europeo: “Abbiamo perso partite in cui meritavamo di più, come con l’Atletico Madrid o col Liverpool. È vero, abbiamo raccolto poco, ma questa squadra negli ultimi due mesi è cresciuta molto dal punto di vista mentale. Le stagioni perfette non esistono, bisogna migliorare e correggere i piccoli errori”. L’ultimo appunto è sull’eventuale playoff. Meglio il ritorno in casa o in trasferta? “Il vantaggio di giocare in casa è sempre importante, ma io mi chiedo: sei in grado di reggere quel vantaggio dal punto di vista della pressione? Queste sono le domande da fare. Per il resto, dipende solo da noi”.
Partita speciale per Yann Bisseck. Il centrale è cresciuto a Colonia, a un’ora da Dortmund, in una squadretta fuori città chiamata Adler Dellbrück. Una sorta di derby: “Il Borussia è forte, qualche anno fa era in finale di Champions, e poi vincere il campionato quando c’è di mezzo il Bayern non è semplice”. Nessuna paura del Muro Giallo: “Non pensiamo a queste cose, è sempre bello giocare in uno stadio simile ma noi abbiamo San Siro, dove i tifosi sono belli cattivi. Sarà speciale”. Qualche battuta sul ruolo. Alla domanda se Bisseck possa giocare o meno da esterno destro è intervenuto Chivu, seduto accanto a lui: “Per me no…”. Tutto col sorriso: “Per me l’importante è giocare - ha detto Yann - poi decide l’allenatore. È normale che la società parli col mio agente, io voglio solo aiutare la squadra. Spero di continuare a giocare nell’Inter”.Un sano realismo, ma anche tanta consapevolezza di poter fare risultato a Dortmund. Christian Chivu ne è convinto: "Questa è un'atra competizione, non il campionato, con aspettative diverse - spiega il tecnico -. Ci siamo messi in una situazione particolare e adesso non dipende più solo da noi, ma anche dagli altri. Vogliamo comunque fare una grande gara. Mentalmente entreremo in campo per essere dominanti e ottenere una grande prestazione, poi a fine gara vedremo come siamo messi. Il Borussia Dortmund per quello che rappresenta per il calcio europeo è una squadra top, sono poche le formazioni che qui riescono a vincere. Noi cercheremo comunque di portare a casa il risultato".