Questione di rischio. Camminare tra i vialetti ghiacciati che costeggiano lo stadio del Borussia Dortmund può esserlo. Sbagliare la formazione, pure. Cristian Chivu è atterrato in Germania senza una colonna dipinta d'azzurro, Nicolò Barella, fermato da un risentimento muscolare durante la rifinitura ad Appiano. Di sicuro è a rischio anche per Cremona (domenica). Lui che sei anni fa, nell’ultimo confronto sotto il Muro giallo, era stato preso per il colletto da Conte dopo la rimonta subita da 2-0 a 3-2: "A chi devo chiedere di più? A Barella, appena arrivato dal Cagliari?". È passata una vita. L'ultima giornata è fondamentale per riuscire a centrare gli ottavi senza i playoff, ma non dipende solo dall'Inter.
Chivu sostituirà il motorino di mezzo con uno tra Frattesi e Sucic, con quest’ultimo davanti per una serie di motivi. Innanzitutto, sta meglio. E l’abbiamo visto col gran gol contro l’Arsenal nell’ultimo turno di coppa. Poi quando c’è da gestire la sfera ha qualcosa in più rispetto al 16 nerazzurro. Il resto dell’Inter sembra scritto: Sommer in porta, difeso nuovamente dall’allenatore a spada tratta, Bisseck, Akanji e Bastoni in difesa. Un appunto sul tedesco, nato e cresciuto a Colonia, a un’oretta da Dortmund. Oggi sugli spalti del Westfalenstadion ci saranno i suoi primi allenatori dei tempi dell’Adler Dellbrück, la squadretta alle porte di Colonia dove ha iniziato a giocare e a spingersi in avanti partendo dalla difesa.
Sul resto del centrocampo - dove mancheranno tre titolari su cinque, ovvero Dumfries, Barella e Calhanoglu - pochi dubbi: Luis Henrique a destra, confermato nonostante la sostituzione dopo 34 minuti contro il Pisa, Dimarco a sinistra, Zielinski in mezzo e Mkhitaryan mezzala. Uno zoom, qui: l’armeno, diffidato come Lautaro e Bastoni, tenderà la mano alla sua vecchia vita. “Miki” ha giocato a Dortmund dal 2013 al 2016: 140 gare, 41 gol (solo allo Shakhtar ne ha siglati di più) e due supercoppe vinte. Nel 2021 disse che il periodo vissuto a Dortmund, città industriale dove oltre lo stadio colpiscono le ciminiere delle fabbriche, era stato il periodo più bello della sua carriera. «In molti mi chiedono come sia giocare col muro giallo e di fronte a 81mila spettatori». Stasera sarà dall’altra parte. Davanti, infine, pochi dubbi: sarà la volta della ThuLa, anche perché Chivu ha ribadito che Lautaro “non vuole riposare mai” e che nessuno se ne priva. Questione di cabala: il Toro ha segnato due gol al Borussia Dortmund, entrambi durante l’annata contiana 2019-20. Uno sotto il muro giallo.