Quanto pesavano i 3 punti di questa sera ottenuti contro il Lecce? Tanto, troppo. Per una lunga lista di motivi: ripartire dopo il parziale stop di San Siro contro il Napoli, approfittare della frenata proprio della squadra di Conte nel recupero contro il Parma, ma soprattutto lanciarsi in classifica a +6 sugli azzurri e momentaneamente sul Milan impegnato domani a Como. Cristian Chivu era ben consapevole del peso specifico di una vittoria, e infatti nel momento in cui Pio Esposito ha infilato Falcone si è lasciato andare in una delle sue sfrenate esultanze, con tanto di abbraccio sentitissimo con il suo attaccante.
L'allenatore dell'Inter poi si sofferma sulla sua scelta di concedere alla squadra un giorno di riposo: "Non devo giustificare le mie scelte, alleno per quello che vedo. A volte prendo decisioni che possono sembrare strane, ma ci vuole coraggio per fare scelte che possono pagare o meno". E sul distacco: "Mi è capitato di vincere il titolo di campione d'inverno, ma quello che conta è arrivare in testa a maggio, perché sarà una battaglia punto a punto fino alla fine. Ritiri? Io non devo allenare la mia coscienza, mi fido dei miei giocatori e sono orgoglioso del loro modo di lavorare anche nelle difficoltà".
"Lo conosco da 7 anni, siamo cresciuti insieme. Conosco anche le sue tasche, la sua famiglia, la sua ambizione e il suo percorso - racconta il tecnico nerazzurro -. Da sotto età mi ha fatto da capitano in Primavera: sono davvero felice per lui, perché la partita di questa sera è stata davvero complicata. Sapevo sarebbe stata difficile perché quando spendi tanto in una partita come quella contro il Napoli ti mancano le energie. Le ho vissute anche io da calciatore e mi prendo l'atteggiamento di questa squadra che nonostante le difficoltà nel trovare gioco e lucidità ci ha creduto fino in fondo, lasciando sul campo anima e cuore. Era più probabile perdere che vincere, i ragazzi hanno fatto di tutto e se lo meritano".