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Pio Esposito entra e la decide, i cambi possono fare la differenza nella corsa Scudetto tra Inter, Napoli e Milan

GOAL

La prima rete decisiva da tre punti di Pio Esposito consente all’Inter di piazzare il primo allungo Scudetto, in attesa del Milan: fin qui la differenza l’hanno fatta soprattutto i cambi, con le mosse di Chivu spesso determinanti.

"Il campionato è come una maratona, bisogna affrontare 38 partite e bisogna dimostrare che meriti di essere competitivo."

Le parole di Cristian Chivu, pronunciate alla vigilia della sfida contro il Napoli, assumono ancora più valore a distanza di pochi giorni. L’Inter ha prima fallito il match point per volare a +7, ma ha poi saputo approfittare dello stop interno del Napoli contro il Parma per provare a costruire la prima mini fuga del campionato.

In una maratona come quella per lo Scudetto, a fare la differenza sono spesso i dettagli, ancora più decisivi in una lotta così equilibrata come quella di quest’anno.

E fin qui i dettagli sorridono anche alla panchina: l’Inter può contare su risposte più incisive rispetto alle dirette concorrenti, con i cambi che stanno spesso indirizzando le partite.

PRIMO GOAL DECISIVO PER PIO ESPOSITO

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La rete nel 2-0 al Cagliari all’Unipol Domus, poi quella in Champions League nel 4-0 contro l’Union SG e infine il timbro nel 5-1 al Venezia in Coppa Italia.

Pio Esposito aveva già dimostrato di saper incidere, ma fino a quel momento non aveva ancora messo la sua firma su una gara dal peso realmente decisivo.

Il goal contro il Lecce non vale soltanto tre punti: vale il +6 sul Napoli di Conte e rappresenta il primo vero affondo dell’Inter nella corsa Scudetto.

IL PRIMO A SAN SIRO IN SERIE A NON SI SCORDA MAI

È vero, il primo timbro a San Siro era già arrivato, con uno splendido destro al volo da fuori area contro il Venezia.

Ma è altrettanto vero che segnare negli ottavi di finale di Coppa Italia contro una squadra di Serie B e farlo in una gara chiave per la fuga Scudetto ha un peso completamente diverso.

Lo racconta anche l’esultanza rabbiosa di Pio Esposito, corso sotto la Curva mostrando i muscoli, quasi a voler dire “ci sono anch’io”, pronto a lottare con i compagni per uno Scudetto che la scorsa stagione ha lasciato più di una ferita aperta.

"IL DURO LAVORO RIPAGA SEMPRE"

Intervistato dai microfoni di DAZN al termine del match, Esposito non ha nascosto il suo entusiasmo:
"Lo aspettavo da tanto questo goal, finalmente è arrivato. Il duro lavoro ripaga sempre in un modo o nell'altro. Prima rete a San Siro in campionato? Sono contentissimo, lo aspettavo veramente tanto. Manca quello in Champions qui ma va bene così per ora".

Poi sul rapporto con Chivu e sull'obiettivo Scudetto: "Sono contento dell'abbraccio del mister, era successo anche in Primavera. Il nostro legame è di poche parole ma tanto affetto. Il mister è una di quelle persone che non ha bisogno di tante parole. Siamo praticamente cresciuti insieme, per me è un legame importante. Il primo posto carica o spaventa? Sicuramente carica, non può certo spaventarti il tuo obiettivo, quello che vogliono tutti. Vogliamo stare lì".

L'IMPORTANZA DELLA ROSA LUNGA: IL VANTAGGIO DELL'INTER SU MILAN E NAPOLI

Nella maggior parte dei casi, poter contare su una rosa lunga e competitiva rappresenta uno dei fattori decisivi nella corsa allo Scudetto.

Fa eccezione il Napoli della scorsa stagione, che però non ha dovuto affrontare le coppe europee e, anche grazie all’eliminazione dalla Coppa Italia per mano della Lazio, ha potuto concentrarsi su un unico obiettivo, poi centrato nonostante le continue emergenze.

Quest’anno, invece, gli azzurri devono fare i conti non solo con più impegni ravvicinati, ma anche con una lunga lista di infortuni e con alcuni acquisti estivi che stanno rendendo ben al di sotto delle aspettative.

Il Milan, dal canto suo, pur essendo fuori dall’Europa, non ha praticamente mai avuto l’intera rosa a disposizione e, quando Allegri è stato costretto ad affidarsi a chi aveva trovato meno spazio, le risposte sono state spesso deludenti.

Sensazioni che Chivu, invece, non ha quasi mai vissuto, soprattutto in attacco. Dalla scorsa stagione l’Inter ha fatto un netto salto di qualità grazie alle cessioni di Arnautovic, Correa e Taremi e agli arrivi di Bonny e Pio Esposito: due fattori a sorpresa che, fin qui, hanno saputo non far rimpiangere la classica “ThuLa” composta da Thuram e Lautaro.

La strada verso lo Scudetto resta lunga e tortuosa, ma intanto l’Inter può godersi il titolo di Campione d’Inverno.