Il gol che rimette la Premier saldamente nelle mani dell’Arsenal arriva al minuto 94 di una partita che la capolista sta guardando dalla tv. Il Manchester City ha in mano contro il Chelsea la vittoria del ritorno a -4, un 1-0 che sta pure troppo stretto per quello che si è visto in campo. Succede però che la squadra di Guardiola non è mai riuscita a chiuderla e che i Blues hanno ancora voglia di provarci. Così Gusto scappa sulla destra a O’Reilly e mette al centro, Fernandez sul secondo palo si ritrova un pallone su cui Donnarumma fa un mezzo miracolo, ma nemmeno il portiere della Nazionale può niente sul rimpallo. E così quell’1-0 che avrebbe tenuto viva la corsa alla Premier si trasforma in un 1-1 che fa felice l’Arsenal, che adesso comanda con 6 punti di vantaggio sia sul City che sull’Aston Villa. Vista la dimostrazione di forza dei Gunners nell’ultima settimana (Aston Villa demolito e vittoria di personalità a Bournemouth) e i 4 punti che la squadra di Guardiola ha lasciato a quella di Arteta nello stesso periodo, quel +6 sa tanto di investitura.
Il City ha avuto la colpa di non chiuderla, il primo Chelsea del dopo Maresca (qui i retroscena del suo addio) il merito di non mollare, nonostante sia stato messo sotto per buona parte del match. La beffa per Pep è l’1-1 al 94’, in una delle rare amnesie difensive dei suoi; il danno però sono gli infortuni di Josko Gvardiol e Ruben Dias (soprattutto quello del croato non promette niente di buono) che l’hanno costretto a improvvisare la difesa nel finale. Nemmeno Rodri che mostra finalmente sprazzi di quella classe che da oltre un anno, dal terribile infortunio poco prima di essere nominato Pallone d’oro, può servire di consolazione, come non basta l’ennesima prestazione positiva di Tijjani Reijnders, autore al 42’ del vantaggio più che meritato dei padroni di casa. Il Chelsea ha tenuto per il finale la personalità che in questa stagione aveva mostrato con tutte le grandi: fino al gol di Enzo Fernandez era stato messo sotto come raramente gli era capitato in un big match in questa stagione (5 degli otto tiri totali sono arrivati dall’85’ in avanti), coi flop di Estevão, Cole Palmer e João Pedro sintomo di una squadra spaesata a cui il tecnico ad interim Calum McFarlane, precettato dall’Under 21, faticava a dare una direzione. Fino al 94’, a quel cross di Gusto, a quella zampata di Fernandez che ha rimesso la Premier League nelle mani dei Gunners.
Il Liverpool con Federico Chiesa in panchina fino all’86’ nonostante Slot abbia solo un’altra punta disponibile, Cody Gakpo, si fa raggiungere al 97’ sul 2-2 dal Fulham, dopo aver trovato il vantaggio con Gakpo al 94’. I Reds sono al 9° risultato utile consecutivo, ma col secondo pareggio di fila salgono a quota 34 punti. Il Manchester United ne ha 31 dopo essere stato bloccato sull’1-1 a Leeds con Joshua Zirkzee ispiratore del gol del pari di Matheus Cunha. A fine partita messaggio sibillino di Ruben Amorim: “Sono qui per fare il manager dello United, non semplicemente il coach”. Sui Red Devils e sul futuro del loro tecnico si addensano nubi importanti. Il Sunderland sale a quota 31 con l’1-1 in rimonta sul Tottenham, quarto pari consecutivo della sempre sorprendente neopromossa di Le Bris. Ha 30 punti anche il Brentford dopo il clamoroso 4-2 in casa dell’Everton illuminato dalla tripletta di Thiago: per Kayode e compagni, ufficialmente in zona Europa, quinto risultato utile di fila. Sale a quota 29 il Newcastle dopo il bel 2-0 sul Palace: le Eagles sono ferme a 27 punti dopo la quarta sconfitta nelle ultime 5 partite.