Chi tra tutti è rimasto maggiormente negli occhi dei tifosi nerazzurri, sia per una questione cronologica sia tecnica, è senz'altro Luka Topalovic. Il classe 2006 sloveno è subentrato nell'ultima sfida di campionato a Bologna e subito ha lasciato intravedere un assaggio della sua tecnica, con quell'assist perfetto per il 3-3 finale di Diouf. Non al debutto assoluto, perché aveva esordito già a Como lo scorso anno con Inzaghi in panchina, ma all'esordio stagionale con l'Inter di Chivu. E che esordio. Ecco perché l'anno prossimo per il gioiellino prelevato dal Domzale potrebbero aprirsi diverse porte: lo scenario ad oggi più probabile è che resti aggregato all'Under 23 nerazzurra aumentando il proprio minutaggio in prima squadra, ma non è escluso che la dirigenza dell'Inter valuti magari un prestito in Serie A per coltivare più rapidamente il talento del trequartista. Di certo rimarrà sotto l'attento controllo del club, così come Mosconi che ha debuttato in assoluto prima all'Olimpico contro la Lazio e poi a San Siro nella sfida scudetto col Verona. L'attaccante, 2007, è molto attenzionato sul mercato. Ma come Topalovic non esiste scenario che lo porti definitivamente lontano da Milano. Il suo cartellino potrebbe sì rientrare nell'operazione Muharemovic con il Sassuolo, ma in ogni caso l'Inter ne manterrebbe il controllo inserendo una clausola di riacquisto "alla Stankovic".
Lo scudetto conquistato con anticipo, 87 punti in classifica, la Coppa Italia vinta senza soffrire un minuto in finale e... sei giovani lanciati, più molti altri monitorati da vicino o convocati in prima squadra. Il bilancio del primo anno di Cristian Chivu sulla panchina dell'Inter è ampiamente positivo, non solo per il presente vincente ma anche per il futuro già seminato. Con coraggio e senza paura, nelle occasioni giuste: qualcuno nelle fasi iniziali della Coppa Italia, qualcuno a partita in corso, un paio da titolari. Ma quale futuro attende i ragazzini che l'allenatore nerazzurro ha temporaneamente promosso in prima squadra?
A Bologna, nella sua Bologna in cui giocarono pure il padre ed il nonno, si era visto pure Matteo Cocchi, terzino sinistro cresciuto con Federico Dimarco come modello. Anche per lui l'esordio assoluto era arrivato un anno prima, subentrando in Champions League (in coppia con Berenbruch), ma in questa stagione si era già visto in Coppa Italia: subentrato contro il Venezia - insieme a Spinaccè -, titolare con il Torino sulla sinistra con l'altro giovanissimo Kamatè a destra. A chiudere il gruppo di esordienti c'è poi Lavelli, che in Serie A contro il Bologna nel turno d'andata era subentrato a Thuram nel finale. Ciò non significa, però, che i sei debuttanti siano stati gli unici giovanissimi monitorati da Chivu. Perché vengono ritenuti parecchio interessanti pure Alexiou, Berenbruch, Bovo, Zanchetta, Agbonifo, Cinquegrano, Iddrissou e non solo. La stragrande maggioranza dei nomi citati andrà a comporre l'ossatura dell'Inter tra Under 23 e Primavera, ma alcuni vengono considerati già pronti per un periodo di prestito e apprendimento da vivere lontano da Milano.