La Juventus chiude il Mondiale per Club rispettando i pronostici, in senso positivo e in senso negativo. I bianconeri vincono nettamente le prime due partite con Al Ain e Wydad Casablanca e poi perdono con Manchester City e Real Madrid, uscendo agli ottavi di finale. Tutto secondo copione insomma, anche se la competizione negli Stati Uniti ha confermato lo status attuale della squadra, ben lontano dalle big europee.
A conferma di ciò, oltre i risultati, ci sono le parole dei protagonisti, prima quelle di Igor Tudor, che aveva sottolineato come il Manchester City fosse più forte, ma poi anche quelle del capitano, Manuel Locatelli, anche lui molto realista nell'analizzare la situazione.
Ma come può la Juventus diminuire questa distanza ed avvicinarsi al livello delle più forti? Il mercato ovviamente potrà dare una mano, ma attraverso quali giocatori? C'è però qualcosa in più oltre ai rinforzi necessari da fare, come ha fatto capire il nuovo direttore generale, Damien Comolli.
Il percorso della Juventus al Mondiale per Club può essere considerato come sufficiente; ha superato il girone come da pronostico ed è poi stata eliminata agli ottavi dal Real Madrid.
I bianconeri sono sembrati una squadra in crescita ed in fiducia contro avversari di categoria inferiore come Al Ain e Wydad, aspetto però non scontato visto come è andata la stagione ma si è confermata anche a sua volta l'inferiorità della squadra di Tudor se paragonata a super potenze come Manchester City e Real Madrid. La Juve ha perso rispettivamente 5-2 ed 1-0 ma in entrambi i casi tra i migliori c'è stato il portiere, Michele Di Gregorio.
Di fatto, come era facilmente prevedibile, il Mondiale per Club non ha stravolto la situazione attuale in cui si trova la Juventus.
Tudor già alla fine del campionato scorso aveva individuato in 2-3 colpi importanti il modo per far tornare la Juventus ad essere competitiva al massimo livello. Anche Comolli ha parlato di innesti, aggiustamenti ma non di rivoluzione.
La sensazione però è che visto anche il rendimento di alcuni giocatori, che hanno continuato a deludere come ad esempio Koopmeiners, Nico Gonzalez e Douglas Luiz, i rinforzi dovranno essere comunque maggiori. Per una rosa che possa giocarsela su tutti i fronti, la Juventus avrebbe bisogno di un difensore di livello, un esterno destro titolare, un centrocampista che si giochi il posto o sostituisca Locatelli, un trequartista oltre la permanenza di Conceicao e completare l'attacco dopo l'acquisto ormai definito di Jonathan David.
I nuovi innesti non potranno essere tutti grandi colpi ovviamente ma la Juventus dovrà selezionare su chi fare gli investimenti maggiori. Al di là delle qualità tecniche però, la squadra di Tudor ha necessità di mettere in rosa giocatori di personalità, carisma e che alzino il livello di autostima e fiducia.
Guardando la rosa bianconera infatti non si vedono questo tipo di calciatori e non a caso la Juve è una delle squadre più giovani d'Europa. Servirebbe quindi ad esempio un colpo alla Modric, o alla De Bruyne; che oltre all'aiuto che possano dare in campo a livello esclusivamente calcistico siano anche trascinatori e leader del gruppo.
Il mercato non potrà da solo colmare il gap che c'è tra la Juve e le big d'Europa. Servirà anche il lavoro sul campo, la crescita di squadra, che è mancata negli ultimi anni, già prima con Massimiliano Allegri e poi ancora di più con Thiago Motta. "Ogni volta bisogna essere lucici, nel senso che loro individualmente sono più forti, se guardo a centrocampo, loro hanno Valverde e Bellingham che sono più forti di me", ha detto Locatelli a DAZN, aggiungendo: "Con la consapevolezza dello spirito di squadra e con il lavoro di squadra si può fare di più come è stato fatto con il Real. E' chiaro che il livello individuale conta tanto, ma bisogna compensare con la squadra dove non arriviamo individualmente".
Starà quindi a Tudor lavorare e far compiere i passi necessari alla squadra per diventare più competitiva, con ovviamente l'aiuto del mercato.
Si lega alla necessità di giocatori di personalità il discorso fatto da Comolli a DAZN dopo Real Madrid-Juventus. Il nuovo direttore generale bianconero si è soffermato sull'aspetto della mentalità: "Dobbiamo imparare di nuovo a vincere e non pensare ai singoli giocatori. Possiamo vincere. Dobbiamo cercare di migliorare la squadra, portando il club in una posizione per poter vincere. Dobbiamo garantire ai tifosi che faremo di tutto per vincere".
"Imparare di nuovo a vincere", un messaggio chiaro a tutto l'ambiente, compresi i giocatori, che dovranno essere i primi a credere di poter tornare al livello in cui la Juventus si trovava qualche anno fa.