Giornata di presentazione per Jonathan David, finora il grande colpo di mercato della Juventus.
L'attaccante canadese è arrivato a parametro zero in seguito allo svincolo dal Lille, con cui non ha rinnovato il contratto in scadenza lo scorso 30 giugno.
Di seguito le dichiarazioni rese da David nella sala stampa dell'Allianz Stadium, sede della conferenza.
"Abbiamo avuto degli scambi col management, ho parlato anche con i compagni. Avevo tutto l'interesse a venire qui, la Juventus è un grande club".
"La conversazione col mister è stata molto positiva. Mi ha chiesto quali fossero le mie aspettative e mi ha esposto le sue. Sa che prendo spesso l'iniziativa, il mio lavoro è fare goal".
"Sicuramente ho cercato di dare continuità negli ultimi anni. La Serie A è molto più tattica e difensiva. Di nuovo almeno 25 goal? Dovrò lavorare sodo ma perché no, penso di riuscirci".
"La Juve ha avuto tantissime leggende: Cristiano Ronaldo, Dybala, Del Piero, Trezeguet... Sono tantissimi, non riesco nemmeno a nominarli tutti".
"Ho iniziato a giocare a calcio perché mio papà lo faceva, era la prima cosa che facevo sempre. Ad Haiti tutti giocano a calcio. Tutti i campionati hanno le loro sfide: scegliendo la Juventus, ovvero il club che preferivo, mi sono ritrovato in Serie A".
"Quando ero piccolo avevo parecchi modelli: Drogba ed Eto'o ad esempio, diversi tra loro ma anche simili. Anche nel calcio di oggi ci sono tanti profili che mi piacciono".
"Il mio lavoro e il successo sono dovuti anche ad altro: sono molto religioso, credo che serva impegno e fede".
"Ho scelto il numero 30, il giorno in cui è nato mio padre: un bel messaggio da far passare".
"Secondo me ogni stagione può essere quella buona: il campionato è difficile, ma bisogna avere sempre l'ambizione di arrivare fino in fondo".
"Il soprannome 'Iceman' mi si addice tanto: sono molto freddo, e questo mi aiuterà nei momenti di pressione".
"Stiamo lavorando dal punto di vista tattico, sicuramente dipenderà dal mister: per ora ci stiamo concentrando sul ruolo di prima punta".
"Non c'è mai la garanzia di essere titolari fin dall'inizio: bisogna fare il proprio lavoro. Non mi aspetto di giocare dal 1' ogni volta, ma farò sicuramente del mio meglio".
"Adesso non mi arrischio a parlare di Pallone d'Oro. Ho scelto la Juventus perché ha grandi ambizioni come me: voglio diventare uno dei migliori, le due cose vanno a braccetto".