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Dimarco is back: goal e continuità, Inter e Italia sorridono

GOAL

Un goal, un tiro da cui è scaturita la rete - annullata - di Akanji, un assist, sgroppate a non finire.

Federico Dimarco is back, è proprio il caso di dirlo. Sinistro e gamba dei tempi migliori sono tornati a rappresentare un'opzione letale a disposizione dell'Inter, che col poker alla Cremonese ha lanciato il guanto di sfida alle battistrada.

I nerazzurri ingranano, Dimash pure: dal finale della scorsa stagione ad oggi è cambiato tutto, in meglio naturalmente. E a sorridere non è solo Cristian Chivu bensì anche Gennaro Gattuso, pronto ad affidarsi alla freccia mancina contro Estonia e Israele.

DIMARCO ON FIRE CONTRO LA CREMONESE

Nel 4-1 rifilato da Lautaro e soci ai grigiorossi è ben impressa la griffe di Dimarco, assoluto protagonista insieme a Barella e ad uno scatenato Bonny nel sabato pomeriggio di San Siro: l'esterno ha confermato la crescita fisica e il ritorno ad una brillantezza mentale già mostrate in questo avvio di 2025/2026, prendendosi gli applausi a scena aperta del Meazza con addosso i panni del trascinatore ritrovato.

IN CAMPO PER 90'

Rete e passaggio decisivo a parte, a contribuire alla 'rinascita' del miglior Dimarco è la continuità d'impiego che Chivu sta garantendo al laterale interista: tra Slavia Praga e Cremonese è rimasto in campo per tutti i 90 minuti, una scelta che consente di riallacciarsi a quanto affermato in conferenza alla vigilia dell'impegno di Champions andato in scena martedì:

"Se il cambio allenatore mi ha dato qualcosa in più? La partita la alleni solo giocando, più lo fai e più migliori di condizione. Ciò che ho detto in questi anni è che uscendo al 60' matematicamente era difficile crescere dal punto di vista della condizione. Quest'anno sta andando meglio perché gioco più minuti".

LA PRECISAZIONE SU INZAGHI

In molti hanno pensato ad una frecciata rivolta a Simone Inzaghi, invece nel post-partita di sabato Dimarco ha chiarito:

"Non capitava da tanto di giocare un'altra gara intera? Da tanto (ride, ndr)... - le sue parole a DAZN - Avevo risposto semplicemente a una domanda, non posso dire nulla sui quattro anni di Inzaghi. Mi sono sempre trovato benissimo, ne ho sempre parlato benissimo".

"HO SOFFERTO"

"In questo periodo ho sofferto un po' - ha aggiunto in conferenza - anche lavorando non riuscivo ad uscire dal momento di difficoltà. Penso che mister e compagni mi stiano aiutando a uscire poi più fai prestazioni di alto livello più è facile uscirne".

DUE GOAL, TRE ASSIST E... CHIUSURE

Le statistiche vedono Dimarco a quota 2 goal e 3 assist stagionali in 12 presenze (816' spesi sul prato verde), sintomo che le doti offensive stanno rappresentando nuovamente un'arma in più cruciale per gli schemi nerazzurri.

Ma non solo, perché 8 giorni fa a Cagliari il mancino si è fatto apprezzare anche in fase di copertura: "A parte il passaggio a Pio Esposito - aveva evidenziato Chivu prima dello Slavia - esalterei la chiusura difensiva (su Borrelli pronto a calciare in porta, ndr)".

Tradotto? Il Dimash totale è tornato.

SEGNALI ANCHE IN CHIAVE ITALIA

L'Inter si riporta al vertice, Dimarco lancia segnali a Chivu e in chiave azzurra: i prossimi step prevedono Estonia e Israele, appuntamenti da non fallire se vogliamo alimentare le chances Mondiali. E Gattuso, 11 e 14 ottobre, sull'out mancino potrà contare su un calciatore in grado di fare la differenza.

Ringhio nelle prime uscite al timone della Nazionale lo ha piazzato - come è giusto che sia - al centro del progetto, impiegandolo rispettivamente un'ora e 80 minuti: proprio da lì è iniziata la scalata di Dimash che lo ha reso la sua versione migliore, riergendosi a pilastro nerazzurro e certezza dell'Italia.