Gli arabi versano 51 milioni di euro all’anno alla federcalcio spagnola per ospitare la Supercoppa di Spagna con una speranza che è un’ossessione: assistere a un Clásico. E in un modo o nell’altro vengono accontentati: domenica sera a Gedda per il quarto anno consecutivo Barcellona e Real Madrid si giocheranno il trofeo meno importante della stagione, il Barça si è imposto nel 2023 e nel 2025, il Madrid nel 2024.
La squadra di Xabi Alonso ieri ha vinto 2-1 il derby con l’Atletico in una partita apertissima e chiusa con i giocatori con la lingua fuori, distrutti dal caldo e dalla fatica. Il tecnico basco continua ad allontanare un esonero che è nell’aria da settimane e lì resta come una nube tossica che il vento non riesce a cacciare. Perché il calcio di questo Madrid è un venticello leggero, nemmeno una brezza: poche idee, niente gioco. Ieri Xabi ha vinto in maniera più che cholista: gol dopo 77 secondi, lunghissimi tratti in apnea aggrappati all’idea di un contropiede, raddoppio a inizio ripresa e dopo l’immediata risposta dei colchoneros difesa a oltranza confidando nelle sante manone di Courtois anche perché al 70’ Xabi ha perso i centrali per infortunio, Rudiger e Asencio, e ha chiuso facendosi assediare con una difesa assurda: Valverde, Tchouameni, Carreras e Mendy, con Fran, terzo laterale sinistro in campo, mandato all’ala.
Perché Xabi ha richiamato di nuovo Vinicius, pessimo come spesso gli succede ultimamente: per il brasiliano 19 partite senza segnare, 16 col Madrid e 3 col Brasile, trasparente in difesa e protagonista solo quando ha litigato con un Cholo frizzante. Simeone nel primo tempo si è avvicinato al brasiliano e gli ha detto: "Ricordati quello che ti dico, Florentino ti caccerà via". Vini rideva. Ma quando è uscito lo stadio di Gedda ha fischiato, esattamente come gli succede al Bernabeu. E il Cholo, vecchio provocatore di razza, ha chiamato Vini e si è portato il dito all’orecchio: "Ascolta, ascolta" in riferimento al verdetto del pubblico.
In campionato l’Atletico al Metropolitano era andato sotto ma poi aveva vinto 5-2. Ieri Valverde ha firmato il suo primo gol stagionale con un missile su punizione: traiettoria dritta come la lama di un coltello, perché Oblak ha messo male la barriera. Il portiere sloveno ha fatto una gran parata su Rodrygo, Vini si è mangiato un gol che sembrava fatto, l’Atletico ha chiesto un rigore per una mano di Rudiger che non ha goduto di alcun replay e ha sprecato alcune situazioni assai favorevoli. E in avvio di ripresa il sempre ottimo Valverde ha lanciato Rodrygo che ha approfittato del molle Le Normand per un gol che risulterà decisivo. Per il brasiliano meno glamour 3 gol in 6 partite dopo 32 gare senza trovare la rete. Tre minuti dopo l’indomabile Giuliano Simeone ha messo sulla testa di Sorloth la palla del 2-1, col norvegese che ha sovrastato Asencio. Ancora Oblak su Rodrygo nell’unico flash di un Madrid schierato in blocco bassissimo, bella girata di Griezmann e via verso il finale con i Blancos con gli occhi ansiosamente fissi sul cronometro. Gli arabi vogliono il Clásico, e Clásico sarà. E ci proverà anche Mbappé, che oggi volerà a Gedda per capire se potrà essere del match.