Una sessione di calciomercato particolarmente intensa e significativa, che fa rima con rifondazione: Igli Tare è pronto a scuotere e rivoltare la rosa del Milan per cercare di riportare il club rossonero ai piani alti del calcio italiano. In poco più di due mesi il Diavolo cambierà volto e fisionomia, come confermato dallo stesso direttore sportivo nell’incontro con la stampa avvenuto a Casa Milan nella giornata di martedì. Un restyling profondo, un mercato da studiare e programmare con lucidità e lungimiranza, per consegnare a Max Allegri una squadra funzionale e calibrata alle esigenze stagionali dei rossoneri, che non avranno impegni europei a scandire la settimana-tipo.
Serviranno almeno 7-8 innesti per rinforzare i vari settori del campo e per far fronte alle partenze di giocatori del calibro di Reijnders o Theo Hernandez. La lista della spesa è lunghissima, ma la priorità è ben chiara: il reparto più urgente da sistemare è il centrocampo, visto che il modulo scelto per il nuovo Milan è il 4-3-3.
L’attenzione in questi giorni è rivolta principalmente alle uscite, con la vicenda Theo Hernandez che sembra ormai definita: manca solo qualche dettaglio prima dell’ufficialità dell’addio del francese, che dopo sei stagioni si appresta a lasciare il Milan per raggiungere Simone Inzaghi all’Al-Hilal.
“Le qualità di Theo si sanno - ha spiegato Tare - un giocatore che ha dato tanto a questa società. Tutte queste valutazioni partono anche da una volontà, da parte sua, di cercare una nuova esperienza. La sua cessione non è ancora definita, è una cosa in essere ma non è ancora chiusa”.
La fascia sinistra avrà dunque un nuovo proprietario e le soluzioni al vaglio sono diverse: un nome esperto come Zinchenko, chiuso all’Arsenal dopo l’esplosione di Lewis-Skelly, una scommessa anche per il futuro come Maxime De Cuyper, attenzionato ormai da diversi anni da Moncada, un colpo italiano come Destiny Udogie, per il quale serve però un investimento che al momento non sembra rientrare nei parametri dettati dal lungo elenco di operazioni che il Milan dovrà fare restando all’interno del budget.
Ma non è da escludere che alla fine possano arrivare due terzini sinistri, viste le considerazioni in atto sul futuro di Bartesaghi (che ha tante richieste da club di Serie A e Serie B), Terracciano e sull’inquadramento tattico di Alex Jimenez, che con la sua duttilità potrebbe essere anche utilizzato su entrambe le corsie.
Come a sinistra, anche la fascia destra avrà un nuovo titolare designato: il divorzio con Calabria è stato anticipato di qualche mese, il rendimento e le condizioni di Walker hanno spinto a non considerare l’ipotesi riscatto, senza dimenticare quell’Emerson Royal che senza l’infortunio subito nel corso del match di Champions contro il Girona sarebbe volato a Istanbul già a gennaio.
Al momento per Allegri in rosa ci sono solo due opzioni percorribili: dare fiducia ad Alex Jimenez, tra i pochi a salvarsi nella disastrosa stagione 2024/2025, oppure puntare con decisione sulla trasformazione del rientrante Alexis Saelemaekers da esterno a quarto di difesa, soluzione tanto affascinante quanto rischiosa. È per questo che, inevitabilmente, arriverà un altro terzino: si cercherà un nome che possa essere la soluzione definitiva a un problema che da anni si ripete, un giocatore pronto ma al contempo di prospettiva. Vanderson (valutato almeno 35 milioni) è il sogno off-limits, Tiago Santos e Guela Doue le scommesse caldeggiate da Moncada (ma le condizioni del portoghese, ai box da ottobre dopo la rottura del crociato, rappresentano un punto di domanda), senza perdere di vista situazioni in divenire come quelle di Dodo o Molina.
“Il punto di partenza è che il centrocampo sarà il reparto dove interverremo di più. Questa è una cosa che abbiamo analizzato con l’allenatore sui profili e caratteristiche che servono a questa squadra. La posizione a cui teniamo di più è il mediano, il resto lo sisteremo”.
L’ammissione di Tare è corroborata dai fatti: il lavoro del ds in queste ore è finalizzato a chiudere l’operazione Xhaka, ritenuto l’uomo ideale per essere il punto di riferimento del nuovo centrocampo rossonero. Leadership, esperienza, la giusta dose di cattiveria agonistica: il prototipo del mediano per Allegri, un equilibratore per dare solidità a tutta la squadra. La distanza con il Bayer Leverkusen si sta assottigliando con il passare dei giorni e l’ottimismo per una fumata bianca in tempi rapidi è crescente.
Non è tramontata la pista Ricci, ma l’eventuale operazione con il Torino (che continua a chiedere 30 milioni di euro) è da considerarsi, salvo sorprese, alternativa all’arrivo di Xhaka.
Sostituire un pilastro come Tijjani Reijnders e garantire ad Allegri un parco-mezzali completo e di qualità: per il 4-3-3 che ha in mente il tecnico livornese servono almeno 4 interni, possibilmente con caratteristiche diverse e complementari. Fofana verrà utilizzato da incursore, così come Loftus-Cheek, chiamato a una stagione di riscatto dopo i tanti problemi fisici avuti quest’anno. Alla qualità ci penserà Luka Modric, il cui arrivo è stato di fatto confermato da Tare: “Ho capito che vuole venire subito a fare il protagonista, sarà fondamentale per quello che trasmetterà alla squadra a livello di mentalità e personalità, di leadership”.
Ma il croato non sarà l’unico innesto: considerando la probabilissima cessione di Musah e la duttilità di Bondo (che piace ad Allegri e potrebbe anche essere schierato davanti alla difesa) c’è spazio per un altro colpo a centrocampo, più di prospettiva. Il prezzo di Jashari, talento del Club Brugge, sembra fuori dai parametri rossoneri ed è per questo che la pista percorribile è quella che porta a Javi Guerra, classe 2003, stella del Valencia e della Nazionale Under 21 spagnola: operazione che si può chiudere intorno ai 25 milioni, bonus inclusi.
"Per il ruolo di attaccante, parlando anche con Zlatan, a questa squadra manca una caratteristica: avendo Gimenez a cui piace più aprirsi sulla fascia e poi entrare dentro, alla squadra manca un centravanti che sta dentro l’area e che molto bravo a tenere la palla, che fa salire la squadra, soprattutto che stia dentro l’area. Ci sono varie opzioni e non è una questione di prezzo ma di caratteristiche: ci sono anche delle opportunità durante il mercato e non mi nascondo a prenderle se sono convinto che sia la cosa giusta”.
L’identikit tracciato da Tare, oltre alle precisazioni di Furlani, portano ad ogni modo escludere nomi dai costi esorbitanti: Osimhen è un sogno ad oggi irrealizzabile, su Vlahovic pesa troppo la questione ingaggio. Nella categoria delle opportunità rientra sicuramente Darwin Nunez, in uscita da Liverpool anche se non a prezzo di saldo.
Ma il nome che più di tutti sembra incarnare le caratteristiche citate dal ds rossonero è Aleksandar Mitrovic, che dopo aver dominato in Arabia con l’Al-Hilal potrebbe tornare in Europa in questa sessione di mercato. Un combattente vero, un punto di riferimento per l’attacco, un’opportunista d’area di rigore: un profilo che per certi versi potrebbe far rivivere ad Allegri quelle vibes alla Mandzukic.
Nella to-do list del Milan in questa sessione di mercato c'è anche l’arrivo di (almeno) un difensore centrale, operazione legata però ai movimenti in uscita. L’unico sicuro di far parte della rosa della prossima stagione è Matteo Gabbia, mentre per Pavlovic (comunque apprezzato da Tare e Allegri), Thiaw e Tomori saranno decisive le eventuali offerte recapitate a Casa Milan.
L’uscita di uno dei centrali liberebbe spazio per l’assalto a Giovanni Leoni, talento del Parma che mette tutti d’accordo: giovane, italiano, con ampi margini di miglioramento, un asset allettante anche dal punto di vista finanziario. Il Parma non intende discostarsi dalla richiesta di 25 milioni di euro, cifra alla quale il Milan può avvicinarsi solo attraverso una cessione.
Qualora dovessero essere due i difensori in uscita, ecco che il reparto potrebbe essere completato con un giocatore d’esperienza, viste le opportunità che potrebbero crearsi soprattutto nel corso delle ultime settimane di trattative.
Last-minute potrebbe essere anche l’arrivo di un esterno offensivo, ma alle stesse condizioni illustrate nel capitolo difensori: per far entrare qualcuno serve che si liberi spazio in rosa e in questo caso il nome in uscita è quello di Noah Okafor, rientrato nei ranghi dopo l’impalpabile esperienza in prestito a Napoli. Considerazioni in atto anche sul futuro di Chukwueze, mentre per Saelemaekers saranno decisive le valutazioni tattiche di Allegri.
Non è un segreto che il Milan si sia mosso per avere informazioni sulle condizioni necessarie per riportare in Italia Federico Chiesa, ma al momento l’attaccante esterno è probabilmente l’ultimo dei ruoli da puntellare nella scala di priorità fissata da Tare e Allegri: per questo potrebbe essere un'operazione da deadline, magari sfruttando una delle opportunità che il mercato può offrire ad agosto a livello internazionale.
Chiudiamo infine con la vicenda Maignan, che fino a poche settimane fa sembrava quasi certo di lasciare il Milan, visto il forte interesse pre-Mondiale per Club del Chelsea. Non è escluso che il club inglese possa tornare alla carica, ma Allegri e Tare stanno lavorando ai fianchi del francese per convincerlo della bontà del progetto anche in ottica rinnovo. "Maignan non è in partenza, sarà al Milan anche nella prossima stagione - ha confermato Tare -. C’è stato un interessamento da un club della Premier ma alla fine non si è trovato un accordo, sapendo anche che Maignan è un punto di riferimento non solo in campo ma anche fuori. Abbiamo deciso di puntare su di lui e di guardare avanti insieme. Il mercato è imprevedibile ma per noi rimane un punto fermo di questa squadra”.