La scorsa estate, tutti erano convinti che Rodrygo avrebbe lasciato il Real Madrid: il talento brasiliano era stato messo da parte da Carlo Ancelotti prima e da Xabi Alonso poi e sembrava non avere un futuro al Bernabeu, ma ora le cose sono cambiate.
Le voci di un suo addio erano insistenti: Arsenal, Liverpool e persino Tottenham avevano monitorato la sua situazione. Alla fine, però, la pista più interessante sembrava essere quella legata al Manchester City, con alcune indiscrezioni secondo cui il club inglese avrebbe cercato di cedere Savinho per fare spazio al brasiliano in uscita dal Real Madrid.
Tutte queste ipotesi avevano senso: sembrava che per Rodrygo la destinazione non fosse importante, l’importante era allontanarsi dal Real Madrid. Un talento immenso rischiava di languire sulle panchine di tutta la Spagna, quando avrebbe dovuto brillare sul campo.
Eppure, Rodrygo è rimasto. E ora, contro ogni previsione, è tornato a splendere. Dopo aver resistito alle voci di trasferimento e superato un periodo complicato, il giocatore della nazionale brasiliana ha finalmente ricevuto l’opportunità tanto attesa da Xabi Alonso. Fiducia ripagata con stile: con la maglia bianca del Real Madrid, Rodrygo ha dimostrato di poter essere tra i migliori al mondo.
Da quando è arrivato a Madrid dal Santos nel 2019, Rodrygo è stato qualcosa di enigmatico. Nonostante abbia segnato goal pesantissimi in Champions League e contribuito ai trionfi in Liga, sembrava non riuscire mai a ritagliarsi un ruolo stabile nella squadra. Anche nella stagione in cui è stato più coinvolto più volte da Ancelotti, il 2023/24, Rodrygo ha iniziato tra i titolari soltanto 28 partite di campionato e ha giocato tutti i 90 minuti in appena 12 occasioni. Non importava che avesse messo insieme 15 contributi tra goal e assist in Liga: c’erano sempre motivi per tenerlo in panchina.
La situazione è esplosa nelle ultime settimane della passata stagione. Dopo la pausa per le nazionali di marzo, Rodrygo ha iniziato appena due delle ultime dieci gare di campionato del Madrid e non è mai sceso in campo nel mese di maggio. L’assenza più eclatante è stata quella nel Clasico decisivo per il titolo contro il Barcellona, quando Ancelotti decise di non mandarlo in campo nemmeno a partita in corso, nonostante la squadra fosse in svantaggio in un match da vincere a tutti i costi.
"Vedo Rodrygo in buona forma. È rimasto in panchina per una decisione tecnica", spiegò Ancelotti sull’episodio. "Resta importante e lo useremo nel Mondiale per Club. È un giocatore speciale e avrà un ruolo chiave".
Naturalmente, Ancelotti non era presente al Mondiale per Club, sostituito da Xabi Alonso tra la fine della stagione domestica e l’inizio del torneo negli Stati Uniti. La situazione di Rodrygo, tuttavia, non è cambiata. Dopo essere partito titolare nella gara d’apertura contro l’Al-Hilal, ha collezionato solo due presenze successive da subentrante, mentre giocatori come Gonzalo García e Arda Güler si sono imposti nelle gerarchie.
Quando il Madrid è stato eliminato in semifinale dal Paris Saint-Germain, Rodrygo era ancora una volta un semplice sostituto non utilizzato.
Parte del problema era che Alonso non riuscisse a trovare per Rodrygo la posizione giusta. Un problema che aveva avuto anche Ancelotti. Nonostante tutto il parlare della versatilità e del talento del brasiliano, è chiaro che Rodrygo non sia un esterno naturale. Lo stesso giocatore lo aveva ammesso nel 2022, rivelando di preferire il ruolo di seconda punta o di trequartista.
Ancelotti lo aveva schierato a lungo sulla fascia, ricorrendo al centro solo quando serviva un sostituto per Benzema, alle prese con una stagione finale condizionata dagli infortuni. Alonso, invece, è un allenatore diverso: utilizza i giocatori solo nei ruoli in cui rappresentano una scelta evidente per il suo sistema. Chi gioca a destra deve o garantire ampiezza o rientrare centralmente. In questo schema, per Rodrygo non c’era spazio: il brasiliano tende infatti a muoversi nello spazio tra centro e fascia destra e a svariare centralmente.
Così, mentre Rodrygo è partito dalla panchina in 16 delle prime 20 partite di Liga e Champions League della stagione, Alonso ha preferito affidare quei ruoli a giocatori come Brahim Díaz o al nuovo acquisto Franco Mastantuono, giocatori abili a consentire a Kylian Mbappé di trovare maggiore libertà di movimento su tutta la linea offensiva.
A dicembre le cose sono cambiate, anche grazie ad un po' di 'fortuna'. Mbappé ha riportato un infortunio prima della sfida di Champions League contro il Manchester City e non è stato rischiato. Alonso ha risposto schierando Rodrygo sulla destra di un 4-4-2. Il Madrid ha perso 2-1, ma il brasiliano ha segnato e si è confermato il migliore dei Blancos nella serata.
"Sappiamo quanta pressione ci sia qui", ha dichiarato Rodrygo dopo la partita. "È normale quando le cose non vanno bene sul campo. Dopo il mio goal sono andato ad abbracciare Xabi per mostrare l’unità della squadra. Sapevo che era importante avere quel momento".
Quella rete ha segnato l’inizio della sua rinascita. Quattro giorni dopo ha segnato di nuovo contro l’Alavés, firmando il goal vittoria al 76’ per il 2-1 finale. Dopo essere tornato in panchina nella vittoria in Copa del Rey contro il Talavera, squadra di categoria inferiore, è rientrato titolare nel 2-0 sul Siviglia, ultima partita prima della pausa invernale. Rodrygo ha partecipato a entrambe le reti, confezionando un cross perfetto per la testa di Jude Bellingham che ha aperto le marcature, e guadagnando un rigore trasformato da Mbappé per chiudere il match.
Domenica, Rodrygo ha firmato un’altra doppia assist nella netta vittoria del Madrid per 5-1 contro il Real Betis, la sua migliore prestazione sotto Alonso finora. Sommando il tutto, nelle ultime quattro partite da titolare ha realizzato due goal, tre assist e guadagnato un rigore: un netto contrasto con i mesi precedenti, in cui faticava a trovare spazio anche dalla panchina.
Forse, però, la cosa più importante è che questo ritorno alla forma migliore è avvenuto senza che Rodrygo abbia ancora espresso tutto il suo potenziale. Una critica legittima al brasiliano è che sia un giocatore che vive di momenti. Le sue imprese in Champions League contro Chelsea e Manchester City nel 2024 saranno ricordate con affetto dai madridisti, ma rimangono isolate: Rodrygo non domina le partite, quanto piuttosto si muove dentro e fuori dal gioco, peccando di mancanza di continuità.
Il goal segnato al City in questa stagione è stato il suo primo a livello di club dopo quasi nove mesi, mentre la rete contro l’Alavés pochi giorni dopo ha interrotto un digiuno in Liga durato ben 11 mesi. La mancanza di continuità è sempre stata il suo limite e sembrava destinata a frenare la sua carriera al Real Madrid, fino a questo recente miglioramento.
Dal punto di vista tattico, sotto la guida di Xabi Alonso, Rodrygo era stato impiegato principalmente come esterno sinistro, subentrando a Vinicius Jr quando il connazionale accusava stanchezza a fine partita. Ora, invece, si è ritagliato un ruolo sulla destra, incidendo molto di più sia nel gioco aperto sia sulle palle inattive. Pur non essendo ancora al massimo, ha dimostrato abbastanza - insieme a un buon rendimento tra goal e assist – per continuare a meritarsi la fiducia della squadra.
Il problema più ampio rimane che il Real Madrid ha troppi attaccanti di livello élite e non abbastanza ruoli disponibili in squadra per tutti. Mbappé e Vinicius, nonostante entrambi amino giocare in aree simili, devono partire titolari, mentre Bellingham è intoccabile come trequartista. La débâcle di Ancelotti era in gran parte dovuta al fatto che aveva provato - senza riuscirci - a inserire anche Rodrygo nella formazione titolare, ritrovandosi con troppi giocatori offensivi in campo senza i necessari centrocampisti a supporto, compromettendo così equilibrio in fase offensiva e difensiva. Con il ritorno di Rodrygo, Alonso si trova ora davanti a un dilemma simile.
"Questa è la mia decisione. Ci sono così tante partite, vedremo come gestirle di volta in volta, in base alle esigenze. Non escludo nulla", ha dichiarato alla vigilia della semifinale di Supercoppa di Spagna contro l’Atletico Madrid a Gedda.
Schierare contemporaneamente Mbappé, Vinicius e Rodrygo resta comunque un rischio. Il trio ha giocato insieme nella vittoria sul Siviglia, ma i Blancos non hanno brillato. Mbappé è tornato in panchina nella vittoria contro il Betis, che peraltro è stata la miglior prestazione stagionale della squadra, e salterà del tutto la Supercoppa per continuare il recupero dall’infortunio. Questo dovrebbe garantire a Rodrygo almeno un paio di ulteriori opportunità, ma resta da vedere se Alonso lo rimanderà in panchina quando tutte le opzioni offensive saranno nuovamente disponibili.
Così, mentre Rodrygo ha ritrovato il sorriso, ci saranno sempre dubbi su quanto durerà questo momento, considerando gli alti e bassi della sua carriera finora. E mentre si prepara a festeggiare il suo 25° compleanno, il talento brasiliano deve trovare un ruolo stabile, che sia a Madrid o altrove.
Nell’ultimo mese ha dimostrato di poter ancora dare un contributo importante al Real, il che dovrebbe garantirgli più opportunità nella seconda metà della stagione rispetto ai primi mesi sotto Alonso. Ma basterà per confermarsi in squadra? Al termine del campionato il suo contratto avrà appena due anni di durata residua, e con Mastantuono destinato a guadagnarsi sempre più spazio, il Madrid potrebbe decidere di monetizzare su Rodrygo prima che sia troppo tardi.
L’“elefante nella stanza”, naturalmente, è che il club potrebbe essere costretto a cedere il suo connazionale Vinicius, ancora fermo nelle trattative di rinnovo dopo il deteriorarsi del rapporto con Alonso. Si parla di un trasferimento faraonico in Arabia Saudita, se Vinicius lo volesse, e la sua partenza potrebbe aprire la strada a Rodrygo per giocare di più nella sua posizione preferita sulla sinistra.
Dopo un’estate in cui sembrava destinato a partire ma ha scelto di restare, Rodrygo viene dunque tardivamente premiato per la sua fedeltà. Tuttavia, queste prestazioni potrebbero anche essere il preludio alla fine della sua avventura a Madrid, se nei prossimi sei mesi qualcuno deciderà di puntare su un’alternativa.