Ci sono già gli intoccabili, come quelli con la valigia pronta. E poi gli immancabili incerti, con cui ci si dovrà guardare negli occhi per capire se andare ancora avanti insieme. È tempo di bilanci in casa Napoli. E di programmare. La scelta di affidare il dopo Conte a Massimiliano Allegri è già di suo un messaggio forte: Aurelio De Laurentiis non ha voluto scommettere, ma rilanciare. Ha preso per il suo Napoli un altro allenatore dal curriculum top, dal palmares del club dei migliori: Max è l’allenatore in attività con più scudetti (6) e detiene ancora il record di tecnico con più campionati vinti consecutivamente (5). Ottenuti – neanche a dirlo – dopo aver ereditato la Juve proprio da Conte. Insomma, questo non significa che riuscirà a ripetersi sicuramente anche a Napoli, ma che c’è la volontà da parte del club di puntare a restare in alto. E di lottare per il titolo. Anche perché De Laurentiis è sicuro: "La squadra è forte, con qualche innesto saremo ancora altamente competitivi" aveva sottolineato dopo la fine del campionato. E Allegri è d’accordo: il Napoli ha una rosa pronta per giocarsi le sue carte. E Max vuole provarci.
In attesa di capire chi dei giocatori di rientro potrà davvero dare un contributo importante nel nuovo ciclo azzurro, Allegri e il Napoli hanno le idee piuttosto chiare. E anche le prime mosse di mercato sono lì a testimoniarlo: Hojlund e Alisson sono stati riscattati da Manchester United e Sporting e rappresentano l’attacco del futuro. Giovani, con la fame di chi vuole arrivare e le caratteristiche giuste per essere i punti di riferimento del nuovo Napoli. Che ovviamente non si appoggerà sulle certezze degli ultimi anni: da Rrahmani e Di Lorenzo in difesa alla regia sapiente di Lobotka – ha una clausola valida per l’estero fissata a 25 milioni, ma ora potrebbe anche rinnovare per evitare sorprese… -, passando ovviamente per l’uomo dei sogni, Scott McTominay. E se Neres dovesse recuperare e soprattutto evitare altri problemi fisici, sarà la settima meraviglia su cui Max costruirà il Napoli che verrà.
Tra i confermati, però, c’è pure chi dovrà dimostrarsi all’altezza: Buongiorno viene da un anno sulle montagne russe, ma ha fisico e testa per tornare su grandi livelli. Vergara, invece, è pronto a esplodere definitivamente: Allegri con i giovani ci sa fare, troverà la zolla giusta per far decollare anche l’ultimo talento uscito dal vivaio azzurro. Politano, invece, avrà un ruolo più marginale: l’età avanza, con Conte l’usura è aumentata parecchio. Ma può garantire soluzioni e numeri di qualità, anche entrando dalla panchina. Meret, invece, dovrebbe riprendersi il ruolo di numero uno: per Max il portiere deve parare, e Alex tra i pali resta uno da Nazionale.
Il grande punto interrogativo resta Kevin De Bruyne: Max gli darebbe carta bianca, come fatto con Modric, ma Kevin ha chiesto un colloquio e fino ad allora non ci saranno certezze. E Milinkovic Savic accetterà un ruolo da numero 12? Olivera ha mercato, anche se il Napoli lo terrebbe volentieri. E poi c’è Beukema, finito dietro nelle gerarchie di Conte. Sam vuole restare a Napoli e rilanciarsi, ma ha anche una lunga fila di estimatori: se arrivasse un’offerta indecente, chissà. E per Mazzocchi, si vedrà.
Nessun dubbio, invece, sull’addio di Lukaku. Romelu pubblicamente ha detto di sentirsi ancora un giocatore del Napoli, ma è stato il suo agente a sottolineare come si stia già muovendo per trovare la soluzione migliore. Max lo stima, ma il Napoli non può permettersi una riserva da 11 milioni lordi all’anno. Elmas non verrà riscattato e tornerà al Lipsia, Anguissa ascolta le sirene turche e non solo, Juan Jesus sarà svincolato e Giovane non può permettersi un altro anno a giocare col contagocce. Un prestito per crescere ancora sembra la soluzione migliore, ma si vedrà. La certezza, invece, resta la voglia di De Laurentiis di restare in alto e vincere ancora. Allegri è qui per questo.