Avreste mai detto che Nikola Krstovic è un simpaticone? In campo pare truce, in conferenza stampa sorride, scherza, fa battute con Palladino e regala un commento senza filtri: “Se sono cresciuto con la concorrenza all’Atalanta? No, è uguale, aspetto solo il mio momento e poi do tutto. Qui ci sono fenomeni, a Lecce invece mancava la qualità, mancava tutto, quindi io giocavo sempre”. Bravo, sincero. L’attacco è il grande tema della vigilia di Union Saint Gilloise-Atalanta perché Palladino ha le solite mille combinazioni possibili e non si sbilancia: “Lookman è entrato bene, con lo spirito giusto, vediamo se gioca titolare. Chi subentra però è sempre pronto a dare una mano e Krstovic in questo è un trascinatore. Ha il fuoco dentro, dovrebbero fare tutti come lui”. Un bel rapporto giocatore-allenatore.
Palladino inquadra la partita, che per l’Atalanta è importante perché, in caso di vittoria e buoni risultati dagli altri campi, può portare la qualificazione diretta agli ottavi di Champions: “Il sogno degli ottavi c’è, è lì, non era il nostro obiettivo ma abbiamo fatto un percorso straordinario. Servirà leggerezza, ma non superficialità, e il confine è sottile. Non bisogna fare calcoli e avere la mentalità giusta, stando attenti ai dettagli. Se devo scegliere una qualità, ci servirà lo spirito”. E gli avversari? “L’Union ha assenze ma buoni giocatori di gamba, buone individualità, sono molto fisici, bravi a giocare dentro e in verticale. Se vinceranno, passeranno il turno, quindi ci aspettano tante difficoltà. In difesa mi servono freschezza, dinamismo e velocità”. Un indizio: gioca Ahanor?
L’impressione, in mezz’ora di parole, è che Palladino sia molto contento della squadra, come mai in passato: “Non è facile dire quanto possa crescere. Quando hai giocatori così forti caratterialmente, fisicamente e tecnicamente, non riesci a dire quanto margine ci sia, perché io ogni giorno li vedo crescere. Mi sto focalizzando sulla testa dei ragazzi. Se saliamo un gradino in questo, facciamo un bel salto”.
Krstovic, seduto a fianco a lui, dice quello che dicono sempre gli attaccanti: “Tra me e Scamacca non è importante chi comincia, per me possiamo anche giocare con due punte. Ci aiutiamo, ci diamo fiducia, se segniamo entrambi il mister è felice. Tra giocare 60 o 30 minuti, non cambia niente e, anche con Raspadori, non c’è problema. È forte, lo aspettiamo in Champions (per ora non è in lista, ndr)”. La differenza è che Krstovic lo dice con il sorriso, pare sincero, felicissimo di vivere l’atmosfera Champions. C’è spazio ancora per due domande. Nikola, perché esulti con le mani sulla testa? “È per mia figlia, lei vuole che esulti così”. E Nikola, firmeresti per chiudere a 12 gol a fine stagione? “No”. Palladino, sulla sedia vicina, approva.