Problemi non di poco conto per la Lazio che è completamente ferma sul mercato e non per scelta ma perché obbligata a non poter fare operazioni in entrata.
A fermare il club biancoceleste non è solo l'indice di liquidità, parametro che già in passato era stato un ostacolo e aveva condizionato la società, ma anche altri criteri che insieme rendono la situazione non facile da risolvere.
Il Presidente della Lazio, Claudio Lotito, sta lavorando per cercare di superare queste difficoltà e poter permettere al direttore sportivo Fabiani di intervenire sul mercato regalando a Maurizio Sarri alcuni innesti "promessi". Il tecnico non sarebbe stato a conoscenza del reale stato delle cose e per questo come riferisce il Corriere dello Sport sta valutando come comportarsi.
Ecco i dettagli del "caso" Lazio, perché il mercato è bloccato e le opzioni che la società ha per risolvere queste problematiche.
La Lazio ha la necessità di riequilibrare tre parametri per sbloccare il mercato in entrata entro la fine di agosto. In particolare, al centro della questione non c'è solo l'indice di liquidità ma anche indebitamento e costo del lavoro allargato, che sono in negativo.
Il costo del lavoro allargato è decisivo per l’ammissione ad operazioni di tesseramento, cioé acquisti, dalla prossima finestra utile. Questi parametri stanno immobilizzando la Lazio, che non può fare operazioni in entrata al momento.
"In merito alle notizie diffuse oggi da alcuni organi di stampa in modo fuorviante sulla situazione economico-finanziaria della Società, si ritiene doveroso precisare che non esiste alcun motivo di preoccupazione.
La S.S. Lazio dispone di risorse proprie e di una struttura gestionale consolidata, che da oltre vent’anni affronta ogni passaggio con lucidità, responsabilità e rigore.
La solidità economica - finanziaria, la sostenibilità del progetto sportivo e la coerenza strategica rappresentano da sempre ed ancor di più oggi pilastri su cui si fonda l’identità del Club".
Una prima soluzione è quella di cedere alcuni giocatori correggendo così i parametri. Ad esempio il club biancoceleste sta per vendere Tchaouna al Burnley per 14 milioni; una cessione che però non è sufficiente per superare il problema.
La Lazio però dovrebbe lasciar partire anche molti altri giocatori, considerando soprattutto che nell'idea del club non c'è l'intenzione di cedere i big ma incassare con gli esuberi o comunque giocatori non centrali nel progetto.
L'altra strada per Lotito, più immediata, sarebbe quella di un aumento di capitale da parte della proprietà che verserebbe quindi direttamente nelle casse del club soldi.
In passato però, il Presidente della Lazio ha immesso nuovo capitale solo per cifre contenute, non superiori ai 10 milioni di euro.
Chiudendo cinque o sei uscite, la Lazio, come riporta il CorSport, si troverebbe nella situazione (se valesse solo il parametro Uefa) di procedere con operazioni a “saldo zero”. Per la Figc questo però non è possibile; Lotito spera che le normative che cambieranno a gennaio 2026, possano essere recepite dalla Figc già dal primo luglio, aiutando così la Lazio ad affrontare il problema.
Due sentenze del Consiglio di Stato e del Tar giocherebbero a favore di Lotito, riferisce il CorSport, con il numero uno della Lazio che ora, si legge, cerca sponde in Figc, in Lega e presso il Governo.
In tutto questo Sarri guarda e riflette, deluso da come si sta evolvendo la situazione. Il tecnico infatti era consapevole del momento complicato che sta vivendo la Lazio da questo punto di vista ma non era a conoscenza di quanto fosse grave il problema.
Il club invece sarebbe stato già conscio della situazione quando Sarri ha firmato il contratto e proprio anche sulle tempistiche e sulla trasparenza farà le sue valutazioni l'allenatore.
Al momento, come riporta il Corriere dello Sport, non risulta un passo indietro di Sarri che però si confronterà con Lotito da cui chiederà determinate garanzie per poter continuare insieme con la giusta fiducia e serenità tra le parti.