Da allora, sono trascorsi più di 400 giorni (447, per l’esattezza) con ben quattro allenatori diversi sulla panchina blucerchiata. Tanto è passato dall’ultima vittoria della Sampdoria lontano dal Ferraris: il 5-3 sul campo del Cesena del 20 ottobre 2024. Una vita fa. Da lì, un filotto di 24 partite consecutive fuori casa senza successi, l’ultima delle quali oggi pomeriggio ad Avellino. Palumbo e l’ex di giornata Tutino hanno steso una Samp che da quel 20 ottobre di due anni fa ha collezionato solo nove vittorie in campionato, tutte conquistate a Marassi.
L’unico successo in trasferta, inutile però a fini statistici, è quello maturato contro la Salernitana nel ritorno playoff dello scorso 22 giugno. Un 2-0 sul campo, prima del caos scoppiato all’Arechi e del conseguente 3-0 a tavolino che ha condannato i granata alla retrocessione salvando dall’incubo Serie C i blucerchiati. Il cui bilancio in stagione regolare lontano da Marassi, da quella manita sul Cesena, ha fatto registrare 12 pareggi e altrettante sconfitte.
Nel mentre, la situazione sulla panchina doriana è stata piuttosto tormentata: si sono succeduti Sottil, Semplici, la coppia Evani-Lombardo - che ha firmato la travagliata salvezza - e Massimo Donati, annunciato in estate e durato meno di due mesi. Ma nemmeno con Gregucci e Foti (e con i primi innesti del mercato di gennaio) la musica è cambiata: solo tre successi, tutti al Ferraris, con Juve Stabia, Carrarese e Reggiana. Venerdì prossimo a Marassi arriverà l’Entella, che insieme a Sampdoria, Pescara, Bari e Südtirol è una delle cinque squadre che in questa stagione ha esultato solo nel fortino di casa. Un’abitudine che Coda e compagni, anche in questo 2026, sembrano proprio non riuscire a scrollarsi di dosso.