Nell'emergenza totale del Napoli brilla la luce di Antonio Vergara, schierato per necessità e bravo a rispondere presente con talento e personalità: contro il Chelsea toccherà ancora a lui.
Conte lo ha lanciato per necessità, lui ha risposto presente.
Antonio Vergara si sta ritagliando un grande salto da favola, titolare con addosso la maglia della squadra del cuore a difesa della propria città.
Un qualcosa che si sogna da bambini e che il gioiellino di Frattaminore sta vedendo tradotto in realtà, sfruttando a dovere le chances ottenute dall'allenatore salentino nell'ambito dell'enorme emergenza che sta rischiando di far cadere in picchiata stagione e ambizioni del Napoli.
La terza presenza di fila da titolare ha assunto contorni romantici, perché per un ragazzo del 2003 tifoso del Napoli giocare dall'inizio all'Allianz Stadium contro la Juve è tanta roba. E Vergara non si è fatto 'fregare' dall'emozione.
Piazzato sul centrodestra della trequarti, in tandem con Elmas e alle spalle di Hojlund, il fantasista mancino si è disimpegnato sfoderando quel talento e quella personalità già lasciati intravedere a Copenaghen in Champions League.
Una prova più che sufficiente a dispetto del naufragio partenopeo, che ha convinto Conte a lasciarlo in campo per 79 minuti sostituendo prima Elmas (dentro Giovane) e poi - in favore di Lukaku - lui. Giudizio? Migliore dei suoi.
A buoni spunti Vergara ha affiancato una crescita temperamentale necessaria per tener botta ad alti livelli, fattore che col Sassuolo era un po' mancato e che invece in Danimarca era iniziato ad intravedersi, con conferma dei progressi nella tana della Signora. La riprova? Il giallo rimediato nella ripresa dopo aver tentato un recupero su David.
La penuria di soluzioni, che ha ridotto all'osso la rosa del Napoli ai minimi storici per via dell'ecatombe infortuni che ha falcidiato i campioni d'Italia, porterà Conte ad affidarsi a Vergara anche nel dentro o fuori europeo col Chelsea.
L'11 è diventato una simil filastrocca, in quanto devono obbligatoriamente giocare sempre gli stessi. Ed allora nel crocevia Champions spazio al prodotto del vivaio, pronto a ritagliarsi un nuovo step speciale da incastonare nell'album dei ricordi ma soprattutto utile a compiere un altro passo nella scalata ai palcoscenici masterclass.
"Giocare al Maradona da napoletano è un'emozione unica", aveva ammesso Vergara a DAZN dopo Napoli-Sassuolo, secondo gettone stagionale dal 1' dopo quello col Cagliari in Coppa Italia. Mercoledì, dall'azzurro al Blues, il passo sarà brevissimo.