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Da Roma a Palermo: la nuova vita della Grand Stand Arena

Gazzetta

La Grand Stand Arena, dal 2012 in poi, è stata il secondo campo più grande del complesso del Foro Italico e dunque degli Internazionali d’Italia di Roma, dietro solo al Centrale. Sorse, quattordici anni fa, sul terreno che ospitava il vecchio campo n.10 con una capienza di 3.500 posti. Varie ristrutturazioni, cambi di nome e innovazioni, hanno portato nel 2019 alla struttura che conosciamo oggi: 6.300 spettatori, mobile, fatta in acciaio e polivinilcloruro per una superficie di circa 5000 metri quadrati. La particolarità, appunto, è che si tratta di una struttura “amovibile”. Ed è in effetti proprio ciò che succederà prossimamente, con la Grand Stand Arena che, dismessa dal sito del Masters 1000 capitolino (sorgerà un nuovo campo nella zona delle piscine), dovrebbe essere trasferita a Palermo. 

La ricollocazione della struttura nel capoluogo siciliano, a seguito di una delibera approvata dalla Giunta comunale il 30 dicembre 2025, procede nell’ottica di una riqualificazione del territorio urbano. L’impianto, di funzione prettamente sportiva, potrebbe infatti ospitare anche concerti e permettere una maggiore connessione tra i giovani della città. La Grand Stand Arena, con una spesa di circa 6,4 milioni di euro e l’obbligo di completare l’opera e perfezionare la spesa entro il 31 dicembre 2026 (salvo proroghe) andrà a posizionarsi in Viale Diana, nel Parco della Favorita. Una zona incantevole della città, vicina ad altri centri sportivi come ippodromo, piscina comunale e circolo del tennis, con il coinvolgimento anche di Sport e Salute, organizzatore con la Fitp degli Internazionali d’Italia e proprietario della Grand Stand Arena. Ma, prima di iniziare i lavori ufficialmente, ci sono ancora questioni da sbrogliare. 

Oltre al completamento dei passaggi economici e alla formalizzazione delle autorizzazioni necessarie, c’è anche da considerare il parere dell’opposizione comunale. Che venerdì 2 gennaio ha presentato, in termini anche abbastanza duri, un’interrogazione al sindaco Roberto Lagalla. Di seguito alcuni estratti: “Un’operazione da oltre 6 milioni di euro che solleva interrogativi gravi sotto il profilo giuridico, economico, urbanistico e politico, e che rischia di trasformare Palermo nell’ennesima destinazione finale di strutture dismesse altrove. Questa operazione racconta una precisa impostazione culturale e politica: Palermo non come città da valorizzare, ma come luogo dove collocare ciò che altrove non serve più. Palermo non ha bisogno di diventare la pattumiera d’Italia”. Parole forti, che vanno a cozzare con l’intento principale, e la veduta di prospettive e orizzonti della giunta comunale, di trasferire in Sicilia la Grand Stand Arena. 

Nella delibera approvata a fine 2025 si legge come il poter ospitare un impianto di questo tipo vada ad incastrarsi anche negli interventi per la riqualificazione di Borgo Nuovo, un quartiere con problemi di degrado urbano. Così da consentire l’utilizzo di una struttura di “rango più elevato” per permettere ai ragazzi del quartiere e delle zone limitrofe di confrontarsi e svolgere attività agonistica. Il progetto è partito, le intenzioni sono delle migliori (“la Grand Stand Arena consentirà la pratica di diverse discipline sportive, aumentando in modo significativo il valore sociale dell’infrastruttura” chiosa il sindaco) in attesa di sviluppi. L’unica certezza è che, dopo 14 anni e tanti campioni e campionesse a calcarne il terreno, la Grand Stand Arena lascerà il complesso del Foro Italico, e non sarà più parte del meraviglioso teatro degli Internazionali d’Italia.