Il premio per la vittoria contro Khachanov, che gli è valsa i primi ottavi in carriera in uno Slam? Una birra. E papà-coach Gino lo ha pure rimbrottato perché doveva scegliere una piccola, non una media. Luciano Darderi, 23 anni, nato a Villa Gesell (Argentina) ma italiano d’adozione, è in costante ascesa e non vuole fermarsi. Domani lo aspetta Jannik Sinner. E lui, per rimanere focalizzato sul match, oggi ha replicato la stessa routine che l’ha portato a battere il russo nel terzo turno: si è allenato per mezzora con il solito sparring partner, un giovane australiano, e per mezzora con Gino. “Non è semplice scaramanzia, è uno schema mentale che mi aiuta a mantenere la positività e la fiducia in me stesso, anche se devo affrontare il numero 2 del mondo”, racconta Luciano. Così, quando l’auto di servizio l’ha riportato nell’appartamento nel centro di Melbourne che è il suo rifugio Down Under, si è premurato di ricordare ai membri del team i soliti posti: Gino davanti, il manager Luca Del Federico a sinistra, lui a destra.
Darderi ha costruito la sua solida classifica da top 25 principalmente sulla terra, dov’è cresciuto tennisticamente: nel 2025 ha collezionato tre titoli 250 (Umago, Bastad, Marrakech), due quarti 500 (Amburgo e Monaco), una finale nel circuito Challenger (Genova). Nel suo progetto di sviluppo era arrivato il momento di salire di livello sul cemento, e l’Australian Open rappresentava il primo vero banco di prova. Già ampiamente superato, al di là di come andrà il match con Sinner, grazie alle vittorie su Garin (n.82), Baez (n.36 e fresco finalista ad Auckland) e Khachanov (n.18, secondo top 20 battuto in carriera dopo Cerundolo). Ma come è stato possibile questo salto di qualità? Nell’off season Luciano si è concentrato molto sui movimenti in campo, con il coach Gino e il preparatore atletico Berny Carberol, sfruttando anche la collaborazione con Perez Roldan, che lo ha allenato per alcuni giorni a Buenos Aires. Prima non sapeva “scivolare” sul cemento, adesso sa farlo, riuscendo a trovare gli appoggi giusti nelle fasi di recupero. Molto lavoro pure sul rovescio, prestando attenzione ai rimbalzi più bassi del cemento rispetto alla terra: quando colpisce con il suo rovescio a due mani, adesso Luciano si piega molto di più con le gambe. È migliorato anche il servizio, come dimostrano i 15 ace contro Garin e i 17 contro Khachanov: il prossimo passo è alzare la percentuale delle prime (media del 59% in Australia). Per un ragazzo che deve ancora compiere 24 anni (lo farà il 14 febbraio), i margini di miglioramento sono notevoli. “Voglio entrare tra i primi 20”, si era prefissato lui stesso per questa stagione. Il papà, in prospettiva, vede per lui un futuro ancora più roseo: “Ha le potenzialità per entrare nella top ten”.