Chissà che i tennisti italiani “quasi calciatori” non si siano messi d’accordo. Lorenzo Sonego, ex promessa del Torino, ha vinto il primo match in uno Slam all’Australian Open 2018 contro Haase. Cobolli, che è stato indeciso fino all’ultimo tra la Roma e la top 10, ha timbrato per la prima volta in un Major a Melbourne, contro Jarry nel 2024. E così anche Francesco Maestrelli, classe 2002, 143esimo giocatore italiano a prendere parte a uno Slam ed ex giovanili del Pisa, ha realizzato il suo sogno proprio Down Under. 6-4 3-6 6-7 6-1 6-1 il punteggio con cui il pisano ha battuto, brillando e finendo in lacrime dopo la vittoria, Terence Atmane. Lacrime di gioia, lacrime di chi sa cosa significhi esplodere “tardi”.
“Ho sempre sognato di poter giocare questi tipi di tornei”, ha dichiarato Maestrelli dopo la vittoria contro Lajovic all’ultimo turno di qualificazioni, “in main draw giocherò la mia prima partita al meglio dei cinque set. Devo un po' realizzare tutto questo ma sono veramente contento, credo di meritarmelo”. Un merito, un sogno, accolto con gioia e con consapevolezza da Francesco, protagonista di una partita tennisticamente impeccabile e con le espressioni di un veterano. Mai una parola fuori posto, mai un eccesso di emozioni, sempre con la testa bassa, ben centrato sull’obiettivo di trovare la prima vittoria in uno Slam. Scartando, con la fame di chi ha sofferto, un regalo che lui stesso si è fatto. Perché, per arrivare al secondo turno dell’Australian Open 2026, sono state varie le forche caudine da cui è dovuto passare il pisano. Una delle quali, al netto delle paure e dei problemi fisici, lo ha spinto a prendere parola pubblicamente.
Nel 2023, dopo che il 2022 sembrava pronto a lanciarlo nel tennis che conta, i risultati mancano al “piccolo Medvedev” (un paragone dovuto alla statura e al modo di tenere il campo, specie con il bellissimo rovescio), che scivola fuori dai primi 200, ingabbiato nel circuito Challenger. Troppo spesso meta di scommettitori e figure che risultano deleterie per lo sport, prima di tutto. E fin troppe volte anche per i giocatori. Nel mese di luglio, dopo una sconfitta molto tirata contro Dzumhur nelle qualificazioni di Bastad “ho visto il mio Instagram esplodere”, raccontava al tempo Francesco, “con insulti sessisti a mia madre e a mia sorella, chiamate per nome. Non ce l’ho fatta più. Mi era già capitato ma quando si passa il segno è giusto denunciare, non è giusto tollerare questi odiatori del web. Bisogna agire per proteggere i più giovani e il loro percorso sportivo”. Così postò un video su Instagram, un grido di aiuto, un ammonimento, in cui mostrava i messaggi offensivi (“deve venirti il cancro”, “sei la peggior spazzatura che abbia mai visto”), che gli arrivavano. Per far aprire a tutti gli occhi su una piaga da estirpare. Ai tempi Maestrelli aveva 20 anni, e la sua parabola, improvvisamente discendente, era solo all’inizio. Circa due anni e mezzo dopo ha chiuso un cerchio.
La vittoria contro Atmane è anche la vittoria della calma sull’estro, del silenzio e delle poche parole, ma che sanno colpire, contro il rumore. Maestrelli con (almeno) il secondo turno all’Australian Open dovrebbe stabilizzarsi tra il n.111 e 120 del mondo, avvicinandosi alla top 100 come mai gli era accaduto prima. Con la possibilità di giocare le sue carte, dall’impressionante servizio (28 ace al primo turno) al rovescio che in alcuni frangenti può diventare ben difficile da contenere, su uno dei due campi principali del torneo contro Novak Djokovic. Pensando che l’anno scorso, di questi periodi, era di un soffio tra i primi 250 al mondo. La vita, d’altronde, può cambiare in un attimo. Ma Maestrelli rimane il ragazzo semplice, con il sogno di diventare tennista piuttosto che calciatore, che denunciava gli scommettitori: “Non ho bisogno di chissà cosa per essere felice, non ho uno stile di vita particolarmente impegnativo. Oggi mi sento uguale a com'ero cinque anni fa”. La differenza è che oggi anche il mondo del tennis che conta ha aperto gli occhi su Francesco Maestrelli. E l’impressione è che dovrà abituarsi a questo ragazzone timido, di 195 cm, che ha saputo dare un volto concreto ai propri sogni.