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Musetti, Djokovic nel mirino: "Nole sarà riposato, ma spero di spingerlo al limite"

Gazzetta

La mano puntata sulla tempia, questione di cuore, come quello che ha tatuato sul braccio, riproduzione fedele di un suo elettrocardiogramma, anche tanto di testa. Lorenzo Musetti, a 23 anni ha già raggiunto almeno i quarti di finale in tutti e quattro gli Slam. E lo ha fatto con i suoi tempi, senza clamore, senza farsi mettere fretta. Ha fatto la sua vita, si è costruito una famiglia e adesso si gode i frutti della maturità: “Sono molto orgoglioso di me stesso. Conosco molto bene Fritz, abbiamo già avuto tante battaglie tra noi e l'ultima volta, a Torino, aveva vinto lui – ha detto a Jim Courier ancora sul campo -. Sono arrivato qui con una mentalità diversa: oggi il mio servizio ha funzionato molto bene, credo di aver fatto una delle mie migliori performance a livello di ace della mia carriera (13, ndr) , sono molto molto felice”. 

Un 2025 finito di corsa, con l’acqua alla gola e le Finals vissute come un premio alla tenacia. Il 2026, però, doveva iniziare con una spinta diversa, ed è stato così: “L'anno scorso avevo finito molto tardi la stagione e l'obiettivo era ricominciare alla grande il 2026. Non avevo mai superato la prima settimana qui a Melbourne... aver raggiunto la finale a Hong Kong, il titolo in doppio, i quarti qui... è davvero un sogno. In Italia è abbastanza presto, non è facile svegliarsi così presto spesso. Siamo stati sfortunati fuori dal campo, visto che Tartarini e Fiorucci (il coach di sempre e il preparatore atletico, ndr) sono dovuti tornare in Italia per ragioni personali, però so che loro sono qui con il cuore. È difficile anche parlare, perché quando la vita reale bussa alla porta è sempre sorprendente. Mi sento più maturo in campo, forse sto giocando meglio anche per loro. Voglio continuare a giocare così". 

Prossima fermata, Novak Djokovic, che solo una volta Lorenzo è stato in grado di battere. Ma questo Musetti sente di poter fare grandi cose, e lo ha dimostrato. Soprattutto vuole dimostrarlo a se stesso e a Novak Djokovic, il più vincente, con i suoi 10 titoli in Australia, che ha anche avuto una giornata di riposo per il ritiro di Mensik: “Io e Novak ci siamo affrontati tante volte e ogni volta per me è stata una lezione per crescere e migliorare. È un grande onore condividere il campo con lui, ogni volta lascio il campo con qualcosa in più. Soltanto una volta l'ho battuto, ma erano condizioni diverse e giocatori diversi. So che non sarà stanco, visto che oggi non ha giocato, ma spero che il ritmo che ho adesso mi aiuti a spingerlo al limite”.