Fiori bianchi per lui. Atterrato in Corea, dove sabato a Seul farà il debutto stagionale nell'esibizione contro Alcaraz prima di volare a Melbourne per difendere il doppio titolo agli Australian Open, Sinner è stato accolto come un imperatore. E dunque, folla festante al gate a caccia di selfie e autografi e mazzo d'ordinanza. Dopo l'acclimatamento, appuntamento alle otto del mattino di dopodomani, quando Jannik e Carlitos si ritroveranno uno di fronte all'altro 55 giorni dopo l'epilogo delle Atp Finals con il successo in due set della Volpe Rossa.
Si tratterà di un duello senza il pathos dell'agonismo - anche se definire amichevole un qualsiasi confronto sul campo tra i due dioscuri del tennis odierno non rende giustizia alla loro volontà di superarsi sempre e comunque - ma verrà vivisezionato da entrambi con grande attenzione. Intanto, proprio per il valore dell'avversario e per il sale della rivalità, le indicazioni tecniche daranno una prima risposta sulla bontà del lavoro invernale a una settimana dall'inizio (18 gennaio) del primo Slam stagionale. E poi, non c'è dubbio, sul match aleggerà la curiosità della prima uscita di Alcaraz senza il mentore Ferrero dopo l’improvvisa e rumorosa separazione del mese scorso: come reagirà il numero uno del mondo al nuovo corso che non prevede più al suo fianco l'uomo capace di accompagnarlo trionfalmente nel percorso da bambino a campione? In attesa che il futuro dipani le questioni sul tavolo, tanto Jannik quanto Carlos potrebbero comunque garantirsi un gennaio da multimilionari, confermandosi una volta di più gli assoluti re di denari del circuito, almeno nelle ultime tre stagioni. Intanto, secondo voci non confermate ma molto attendibili, per l'esibizione coreana (per la quale gli ultimi biglietti disponibili sono schizzati a oltre tremila euro) l'ingaggio sarebbe attorno ai due milioni di euro per ciascuno, certo lontano dai 5 milioni e mezzo che Sinner si era garantito ad ottobre con la vittoria del Six Kings Slam in Arabia sempre contro l'arcirivale ma comunque cifra da torneo dello Slam. Basti pensare che chi alzerà il trofeo degli Australian Open intascherà 2.400.000 euro, 300mila in più rispetto a un anno fa, perché anche il Major inaugurale del 2026 ha seguito il trend di crescita ormai inarrestabile incrementando del 16% il montepremi rispetto all'ultima edizione. Dunque, i conti sono presto fatti: nel giro di tre settimane, qualora uno dei due dovesse imporsi in Australia (la finale è prevista il 1° febbraio), accrescerebbe il conto in banca di più di quattro milioni.
E non finisce qui: nell'intermezzo tra Seul e Melbourne, entrambi il 14 gennaio giocheranno il One Shot Slam, uno degli eventi inseriti nel programma di avvicinamento all'Open, nel quale ogni partita si deciderà su un solo punto, il primo: al vincitore (tabellone a 32) andranno 570.000 euro. Insomma, potenzialmente un gennaio (con la propaggine del primo giorno di febbraio) da cinque milioni di euro, un'altra possibile vena d'oro per la coppia che vale già come una miniera di preziosi: nel 2025 il conteggio di tutte le voci di guadagno porta ai 66 milioni di Sinner e ai 64 di Alcaraz. La Sincaraz, dunque, è un'azienda che fattura circa 130 milioni all'anno. Prodotto interno lordo del talento.