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Michieletto, l'umiltà di sempre: "Ma quale Mvp... Io devo crescere per la squadra"

Gazzetta

Il 2025 dello sport italiano ha tanti volti e uno di questi è sicuramente quello pulito e sorridente di Alessandro Michieletto, che ha vinto il campionato con Trento e il Mondiale con l’Italia, venendo eletto in entrambe le occasioni Mvp. Inoltre, è stato incoronato come il miglior pallavolista al mondo da Volleyball World, portale collegato alla Federazione Internazionale. Per lo schiacciatore il 2026 inizia oggi alle 18 con Trento-Civitanova, il remake della partita che lo scorso anno ha regalato all’Itas il sesto scudetto della sua storia. 

Michieletto, cosa si aspetta da questo incontro? 

"Di scendere in campo contro un avversario ostico, l’unico insieme a Verona capace di superarci nel girone d’andata. Sicuramente puntano a toglierci l’imbattibilità casalinga, che dura da oltre 14 mesi. Con la Lube è sempre una bella sfida, speriamo di iniziare il 2026 con un successo". 

Lo scorso anno ha conquistato contro Civitanova il secondo scudetto della sua carriera. 

"È stato tanto bello quanto inaspettato. Abbiamo iniziato a crederci pian piano. La serie è stata emozionante, peccato solo che abbiamo vinto fuori casa, ma è impossibile decidere dove chiudere i conti. L’ultima partita è stata uno spot per la pallavolo, rispetto alle altre abbiamo lottato di più. Chiudere la stagione con un trofeo è sempre bello e quest’anno cercheremo di ripeterci anche se ci sono tante squadre di altissimo livello". 

Il 2025 le ha regalato anche un Mondiale vinto da Mvp e il premio come miglior giocatore al mondo... 

"Non solo per me, ma per tutti i miei compagni di squadra è stato un anno pieno di soddisfazioni. È chiaro che i riconoscimenti personali fanno piacere, non posso negarlo. Cerco però di non darvi troppo peso. Sono sempre proiettato a migliorarmi, questi premi uno sportivo se li gode dopo il ritiro. Prima è consapevole che aumentano le aspettative e le pressioni". 

Quali sono i suoi sogni per il 2026? 

"Innanzitutto spero di stare più in famiglia, anche se il tempo libero è poco. A livello sportivo non mi piace molto parlare di obiettivi, ma siamo bi-campioni del mondo e abbiamo l’Europeo in casa. Quindi è inutile prenderci in giro: proveremo a vincere. Sappiamo però che ci sono altre squadre forti, Polonia e Francia su tutte. Non vedo l’ora di giocare la partita inaugurale in Piazza del Plebiscito a Napoli". 

Ferdinando De Giorgi ha dichiarato alla Gazzetta che questo gruppo può arrivare ai Giochi del 2032. 

"Dipende dalle sue convocazioni (ride, ndr). A parte gli scherzi sono belle parole, che dimostrano ancora una volta quanto creda in noi. È stato bravo a creare un gruppo in grado di lavorare sempre al massimo e di restare umile anche dopo le vittorie. Questo è un po’ il nostro mantra e lo manterremo anche i prossimi anni". 

Che rapporto ha con lui e con Marcelo Mendez? Quali sono le differenze tra i due? 

"Trento ha cambiato allenatore da poco, ma entrambi hanno molta esperienza e ne sanno più di chiunque altro di pallavolo. Mendez ci trasmette la tradizionale “garra” argentina in allenamento, quella carica che hanno soltanto in Sud America. In partita invece sia lui che De Giorgi parlano il giusto e apprezzo questa cosa". 

Si parla di una possibile naturalizzazione di Noumory Keita, opposto del Verona. Le piacerebbe averlo come compagno in Nazionale? 

"È un giocatore fortissimo, che farebbe comodo a tante squadre. Se ama questo Paese e tiene alla maglia azzurra è il benvenuto". 

Come procede il recupero di Daniele Lavia? 

"Sta iniziando a toccare la palla, cosa che non faceva da tanto. Incrociamo le dita perché sta andando tutto bene, ma non posso dire quando lo rivedremo in campo perché non lo so neanche io. Lo aspettiamo, sicuramente ci aiuterà molto". 

Insieme siete andati anche ad Appiano Gentile... 

"È stata una bella avventura: l’Inter ci ha invitati dopo la vittoria al Mondiale. I giocatori erano tranquilli e sereni, molto di più rispetto a quando hanno una partita e tutti gli occhi sono puntati su di loro. Siamo stati contenti di vedere un’altra realtà, un po’ diversa dalla nostra anche se le emozioni che proviamo in quanto sportivi sono le stesse". 

Con chi ha stretto più amicizia nel corso degli anni? 

"Con Alessandro Bastoni. Chiacchieriamo su Whatsapp e ci facciamo i complimenti a vicenda. Fa bene a entrambi scambiare due battute e staccare ogni tanto la testa dagli allenamenti e dalle partite". 

Suo fratello è l’unico in famiglia che preferisce il calcio alla pallavolo. 

"Sì, Andrea gioca con la Primavera dell’Atalanta. Purtroppo lo vedo poco, so che si è fatto male, dovrebbe trattarsi di una piccola lesione muscolare. Vediamo come andrà avanti la sua carriera, non deve avere pressione ma solo il desiderio di dimostrare quanto vale. Lui ha scelto di praticare uno sport diverso, in cui è anche più difficile riuscire a emergere. Però so che è felice e lo sono anche io". Lei è il simbolo di Trento. Le piacerebbe avere una carriera simile a quella di Javier Zanetti, dedicata a una sola squadra? 

"Sarebbe veramente bellissimo, queste storie sono uniche, perciò restano impresse nei cuori dei tifosi. Ho solo 24 anni, ma qui mi sento a casa".