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Will Ford e il ritorno in F1: "È un affare di famiglia rimasto in sospeso. Ora, andiamo a correre"

Gazzetta

Un ritorno che affonda le radici nella storia e nella famiglia. Will Ford, generale manager di Ford Racing, ha affidato a una lettera carica di emozione e storia il racconto del rientro della casa dell’Ovale Blu in Formula 1, al fianco di Red Bull a partire da questa stagione per lo sviluppo dei motori. Parole arrivate a margine della presentazione mondiale, andata in scena nella notte americana del 15 gennaio a Detroit, che Ford ha organizzato per svelare il proprio programma che vedrà il gruppo statunitense coinvolto nel motorsport nel 2026, con grande attenzione all’evento cardine della serata: l’unveiling delle livree di Formula 1 di Red Bull e Racing Bulls. "Per Ford, il ritorno sulla griglia di F1 è una questione di affari di famiglia rimasti in sospeso", scrive Will Ford, figlio di Bill, presidente esecutivo della casa. Un legame che nasce nel 1901, quando il trisavolo Henry Ford vinse una corsa sulla sua prima vettura, la “Sweepstakes”, a Grosse Pointe: "Non era un pilota professionista e non era tra i favoriti per la vittoria di quella gara. Ma quel successo non gli fece vincere solo un trofeo: garantì l’investimento che permise alla Ford Motor Company di esistere".

Da qui il senso profondo del ritorno: "In Ford non ci siamo limitati a trarre ispirazione dalle corse. Siamo nati grazie alle corse". Dopo 22 anni di assenza dalla massima categoria, l’obiettivo è chiaro: "Ventidue anni sono troppi. Con il Gran Premio d’Australia del marzo 2026 torniamo alla nostra identità". Will Ford racconta anche l’impatto emotivo delle nuove livree: "Quando ho visto per la prima volta quelle di Red Bull e Racing Bulls non ho pensato al marketing. Ho visto il nome della mia famiglia tornare su un palcoscenico globale". Il marchio Ford, l’Ovale Blu, torna così al centro della scena mondiale. Il progetto passa dallo sviluppo della power unit 2026: "Stiamo lavorando a un motore molto complesso. Questo non è un hobby: è lo sport, fatto di notti insonni e sfide tecniche estreme". Per Ford, la pista "non è un laboratorio, ma un campo di battaglia". Il motorsport resta anche un banco di prova per i modelli di serie: "I sistemi ad alta tensione e il software delle batterie che stiamo perfezionando per il 2026 sono i veri progetti di base delle auto e dei truck che i nostri clienti guideranno ogni giorno", sottolinea Will Ford. "Quando compri un Ranger Raptor o un F-150, stai acquistando i dati e la determinazione conquistati in gara". Dalla Dakar a Le Mans, fino alla Baja, ogni gara diventa un investimento tecnologico. Un concetto che si inserisce in una visione globale del motorsport: "Che si tratti del Raptor T1+ tra le dune della Dakar, delle Mustang a Le Mans o della Baja, ogni chilometro percorso è un investimento per i nostri clienti". Consapevolezza delle difficoltà e rispetto per la concorrenza, ma nessun passo indietro: "Siamo ottimisti, ma non ingenui. La competizione è feroce". Il messaggio finale è rivolto ai tifosi e al team: "A chi ha aspettato due decenni: siamo tornati. L’Ovale Blu è tornato dove merita di stare. Ora, andiamo a correre".