Il Milan, se aprisse nella notte una raccolta fondi per il rinnovo di Maignan, si sveglierebbe domani mattina con qualche mensilità pagata. MM a Como è stato spaziale, ha sbagliato sul gol di Kempf ma ha messo in fila quattro-cinque parate da campione, da Mike 2022, quando lo chiamavano Eagle: Aquila. Guardando la classifica, un pensiero viene facile: se il Milan è in scia all’Inter, è anche per la differenza di rendimento tra i due portieri. Maignan ha deciso questo Como-Milan 1-3 e prestissimo deciderà con il Milan se rinnovare il contratto in scadenza a giugno oppure no. Novità: il suo agente Jonathan Kebe è in Italia e questa serata per lui è un assist maradoniano. Può presentarsi a Casa Milan con il video delle parate a Como e dire "beh, fate voi".
Maignan è vicino a firmare un contratto da 5 milioni più bonus per cinque anni. Le commissioni sono ancora un tema da risolvere ma insomma, l’atmosfera non potrà mai più essere così buona. Mike dovrà scegliere se rimanere o aspettare offerte, il Milan se puntare su un altro portiere – magari giovane – oppure confermare MM, che ha un vantaggio: usufruisce del decreto crescita e, a parità di ingaggio, costa parecchio meno. "Il rinnovo più difficile per Furlani dopo una serata così? È un problema della società – ha scherzato Allegri -. Io sono molto contento, per le grandi squadre servono i grandi giocatori, con un mix di ragazzi. Se ci sono giocatori che costano 100 milioni e giocatori che costano 1, c’è un motivo. Bisogna tenere la gente forte in campo. È giusto che il Milan abbia dei grandi giocatori. Mike è uno dei tre portieri più forti al mondo". Max è l’uomo che, più di tutti gli altri, in estate ha spinto per confermare Maignan e non accettare l’offerta (bassina, peraltro) del Chelsea. Mike, poco prima, aveva parlato a Dazn con Rabiot: "Abbiamo iniziato mosci, loro hanno segnato ma non abbiamo preso il secondo – ha detto -. Abbiamo resistito da squadra e abbiamo fatto gol quando volevamo. La mia parata preferita? Direi quella su Da Cunha". Alla domanda sulla voglia di restare con il Milan, ha risposto Rabiot per lui: "Ha tanta voglia!". E i due francesi, vicini, si sono messi a ridere.
Ognuno può scegliere la parata preferita di Como-Milan. La più difficile forse è quella su Da Cunha: Maignan ha respinto il tiro ravvicinato di testa ma è stato bravissimo soprattutto a toccare il pallone ancora prima di cadere, per spostarlo ed evitare il tap-in del 33 blu. La più spettacolare, quel tuffo verso sinistra sul mancino incrociato di Nico Paz. La più scenografica, il volo con deviazione con la mano opposta su Paz del primo tempo. Alla fine della carrellata, resta la sensazione che Mike abbia ritrovato la testa degli anni buoni. Solo lui può sapere se sia merito di Allegri, del nuovo preparatore Claudio Filippi, della serenità personale, degli stimoli da rinnovo o di altro. In campo però sicuramente è molto lontano dal portiere incostante, spesso deludente, visto negli ultimi due campionati.
"Maignan ci ha tenuto in piedi", ha detto Allegri a fine partita. Non è la prima volta. Mike in stagione ha fatto il fenomeno con le parate su Neres contro il Napoli, su Gatti in Juve-Milan, su Zappacosta nel finale a Bergamo, su Gila contro la Lazio. Poi, certo, i rigori parati a Dybala e Calhanoglu, due specialisti, e la punizione cancellata a Hernani a Parma. Tutto bello ma questa notte di Como mette in fila le altre partite: rapace come sul lago, l'Aquila non era mai stata.