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Al Milan serve il vero Pulisic: nel 2026 è ancora a secco di gol

Gazzetta

La classifica dei cannonieri rispecchia quella della Serie A: c’è un nerazzurro in fuga e un rossonero che insegue in mezzo ad altri. Tra i migliori marcatori del campionato Lautaro Martinez è solo al comando, mentre Pulisic prova a marcarlo. Diversa è la natura dei due giocatori: Lautaro nato per essere padrone dell’area, Chris per girarci intorno e colpire se c’è la possibilità. Diverso anche il loro momento di forma: Martinez ha segnato due gol nelle ultime due partite con l’Inter, Pulisic a zero in tutto il 2026. Fermo dopo aver corso velocissimo tra agosto e fine anno: mai Chris era arrivato in doppia cifra, tra Serie A (8) e Coppa Italia (2), in così poco tempo come oggi. Nonostante i rallentamenti dovuti a un paio di guai fisici: prima la caviglia, poi il bicipite femorale. Spietato nonostante tutto: 11 partite di campionato nel 2025, 8 gol. Cinque nelle occasioni in cui era partito titolare, tre da subentrato, nella trasferta di Torino ribaltando il risultato. Da allora un altro gol al Verona e poi la brusca frenata. La caviglia dolente certamente incide sul rendimento, così come il periodo di appannamento dopo i mesi in cui inquadrava la porta con precisione millimetrica. Ora, a Milanello, lavora per ritrovare la forma migliore e correggere i difetti di mira: i più evidenti sono stati gli errori sotto porta contro la Fiorentina, ma non gli unici.

Christian non è mai stato un campione di continuità, complici i guai fisici: motivo per cui, nell’estate 2023, appena arrivato al Milan, era in cerca di un rilancio internazionale. A 24 anni, dunque nel pieno della carriera, era già a un bivio: dimostrare di essere all’altezza del grande calcio internazionale o essere stato una promessa non mantenuta. In rossonero ha preso la prima strada, quella che seguono i migliori talenti d’Europa. Fin lì aveva fatto buone stagioni al Dortmund prima di perdersi al Chelsea, che nel 2019 aveva investito oltre sessantacinque milioni di euro per averlo. Il Milan lo paga meno di un terzo e Chris arriva con la fama di talento fragile, ma in fretta fa ricredere tutti: 50 presenze e 15 gol alla prima stagione, altre 50 con 17 reti nel 24-25. Già dieci in questo 25-26, con ampie possibilità di migliorare ulteriormente i suoi numeri rossoneri: dopo la panchina di Roma è probabile che il Milan lo rilanci titolare nella prossima trasferta di Bologna.

Il miglior Pulisic, il trascinatore di inizio stagione, diventa così una necessità: occorre una nuova inversione di marcia. Nel 2026 Chris ha giocato appena tre partite da titolare e cinque in totale, con 285’ minuti di gioco senza gol né assist. Una settimana fa aveva cercato un po’ di relax in montagna, tra un bagno in piscina e la lettura della Bibbia, tutto testimoniato su Instagram (con il like di Leao). Dalla realtà social è poi tornato, con minor ispirazione, a quella pratica del campo. A Roma era stato mandato a scaldarsi già nel primo tempo (dopo che con un colpo di tacco a metà campo Leao aveva fatto infuriare Allegri) ed entrato solo nella seconda metà della ripresa: un tiro fuori misura. Poi di nuovo al lavoro a Milanello per tornare il vero Chris, cinico e in forma.

Il Milan ne ha bisogno più che mai: la coppia titolare pensata in estate, Leao al fianco di Chris, è rimasta un progetto incompiuto. Solo in tre occasioni (derby, Genoa e Lecce) si sono visti insieme. La coppia, più spesso, è scoppiata: Chris, come Leao, ha giocato con Nkunku e altre volte con Füllkrug. Nessuno degli altri attaccanti, neppure Rafa, è stato altrettanto prolifico. Rafa, a proposito: ieri a Milanello le punte di Allegri erano tutte in campo ad allenarsi. Ma gli acciacchi restano e Leao è uno dei più colpiti: il fastidio agli adduttori va gestito per evitare che degeneri in pubalgia. Nel frattempo gioca ma è evidentemente limitato nei movimenti e costretto a trattenere gli scatti in velocità, dote che resta tra le migliori del repertorio. Nkunku dopo essersi sbloccato con il Verona, aver segnato a Firenze e su rigore a Como, è tornato inconcludente a Roma. Füllkrug ha qualità diverse: Max lo ha utilizzato da titolare a Firenze e poi sempre in corsa. Ha una fisicità utile quando negli altri comincia a farsi sentire la stanchezza e da subentrato ha sempre fatto la sua parte: ha però caratteristiche diverse da quelle che l’allenatore ricerca nei suoi attaccanti titolari.