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Torino, in attacco è ancora Adams la garanzia: cuore e tecnica per battere il Lecce

Gazzetta

Se non è un veterano granata poco ci manca. Che Adams è arrivato a Torino nell’estate 2024 con il compito di rafforzare l’attacco, di creare movimento, spazi e occasioni attorno a Duvan Zapata, mettendo a disposizione della squadra la propria velocità, le doti tecniche e la capacità di leggere al volo ciò che sta succedendo in campo. Da allora sono cambiati scenari, moduli e indicazioni tecniche, ma lo scozzese in fondo non è mai andato in secondo piano, anzi. Due sole partite saltate nello scorso campionato, quando dopo l’infortunio del colombiano si è trovato a reggere l’attacco granata: una per infortunio, l’altra per scelta tecnica; una sola assenza in questa Serie A, ancora per infortunio. Per il resto è sempre sceso in campo, all’inizio dalla panchina, ma partita dopo partita ha aumentato la percentuale di presenze da titolare. Adams è stato e rimane quindi un punto fermo, anche in un passaggio delicato come quello che il gruppo granata sta vivendo in queste settimane, dopo quattro sconfitte di fila e in vista di una partita importante come quella di domenica all’Olimpico Grande Torino contro il Lecce.

Da ieri il gruppo granata è in ritiro al Filadelfia, una decisione presa dalla società dopo la brutta sconfitta di Como per dare la scossa e mettere i giocatori nelle migliori condizioni per preparare la sfida contro i salentini. L’allenamento si è svolto nel pomeriggio, non ha partecipato Giovanni Simeone che continua a svolgere lavoro differenziato per recuperare la botta patita contro la Roma in Coppa Italia. Se il Cholito è stato preso a riferimento dal nuovo direttore dell’area tecnica Gianluca Petrachi come un giocatore che non ha bisogno di essere motivato per dare il massimo, lo scozzese non è da meno. Anzi, c’è da stare certi che Adams sarà uno dei giocatori più ascoltati, nei momenti di confronto e di riflessione che si terranno all’interno dello spogliatoio. Ovviamente anche Adams è stato travolto dall’onda al Sinigaglia, e quell’unica occasione creata nella ripresa non basta certo a esentarlo dalle responsabilità, a tenerlo fuori da una prestazione che dovrà essere riscattata da tutti. Ma anche nelle giornate no, anche in quelle in cui gli è capitato di ricevere pochissimi rifornimenti e di non riuscire ad incidere in attacco, lo scozzese ha messo comunque in campo un orgoglio, uno spirito, un atteggiamento da Toro che deve essere un riferimento per tutti i compagni.

Che Adams finora ha segnato tre reti in questo campionato, l’ultima delle quali proprio contro il Lecce, nella sfida del 30 novembre vinta 2-1 dai salentini. Nel frattempo non è rimasto a digiuno: il 13 gennaio ha messo infatti la propria firma in due dei tre gol che hanno spinto i granata alla vittoria all’Olimpico contro la Roma, portandoli ai quarti di finale di Coppa Italia. Due gol di ottima fattura, che hanno confermato le qualità già evidenziate nella sua militanza al Torino. Le reti di Adams non sono mai banali, anzi spesso hanno qualcosa di speciale. Solo per sceglierne due, vengono alla mente il pallonetto da metà campo che beffò il portiere dell’Empoli Vazquez e regalò al Torino la vittoria al Castellani nello scorso campionato, e la deviazione al volo sulla giocata di Nkounkou per la rete del momentaneo 2-2 contro la Lazio all’Olimpico, il 4 ottobre scorso. Che siano spettacolari o meno, ora lo scozzese è chiamato a ritrovare la strada dei gol.