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Maignan sul tetto d'Europa: è il portiere che evita più gol

Gazzetta

Cinque milioni di motivi - più bonus - per tenersi stretto Mike Maignan. Il primo, diciamo il più importante: è il portiere che evita più gol nei top 5 campionati europei (9,27). Rendimento che lo rende anche il numero uno in Serie A. Nel giro di un anno, la metamorfosi (in positivo) di Maignan è stata netta: da un possibile addio per prestazioni non all’altezza – e di conseguenza un rinnovo che non decollava - fino a sei mesi fa, a punto fermo della rinascita del Milan di quest’anno. Se fossimo in Nba, avrebbe già sullo scaffale di casa il premio di “Most Improved Player”. Ma qui non si parla solo di miglioramento, ma di consacrazione nell’élite dei portieri d’Europa. Maignan non solo salva gol, ma dà sicurezza, guida la difesa e trasforma ogni partita in un monito per gli avversari: chiunque tenti la porta rossonera, dovrà fare i conti con lui. Dai numeri non si scappa.

Detto dei gol evitati, che lo rendono una vera saracinesca in uno spazio di 7,32 x 2,44, Maignan è anche quinto per percentuale di parate nei top 5 campionati europei, alla pari di Audero (78,2%). Tradotto: su tutti i tiri diretti verso lo specchio della porta, il francese ne para circa 8 su 10. Davanti a lui ci sono Butez, Provedel e Svilar: il serbo è primo con 83,4%, dato che lo rende, non a caso, il portiere meno battuto del campionato. Ampliando l’analisi, emerge un dettaglio interessante: Maignan è decimo in Serie A nelle cosiddette “saves inside box per game”, cioè le parate effettuate all’interno dell’area di rigore su tiri molto pericolosi. In media para due tiri velenosi a partita, mentre in Europa occupa la quarantesima posizione. Normale, se si considera che con difese così solide come quella del Milan il numero di tiri pericolosi ricevuti cala drasticamente, rendendo il compito del portiere meno “visibile” ma comunque decisivo.

Maignan la differenza la fa anche in cielo. In Serie A è quarto per uscite alte a partita con 1,24, in Europa è diciannovesimo. La differenza, però, sta tutta nel contesto: in Italia molte squadre - soprattutto medio-piccole - sfruttano palle inattive, cross e angoli per creare occasioni e qui Mike giganteggia, dà sicurezza alla difesa e riduce il rischio di gol potenziali. Il grande cambiamento rispetto all’anno scorso riguarda i tocchi palla. Con Fonseca e Conceiçao il Milan cominciava spesso le azioni dal basso, coinvolgendo molto Maignan, uno dei portieri più abili con i piedi. Con Allegri, invece, la strategia è più verticale e il portiere viene coinvolto meno. I numeri parlano chiaro: in Serie A Mike tocca la palla – tra passaggi, rinvii e uscite con le mani – quasi 40 volte a partita (39,8), che lo rendono quattordicesimo in classifica. In Europa è settantunesimo. La spiegazione non si limita solo alle sue capacità, ma soprattutto alle scelte tattiche del suo allenatore. Sui rigori parati, in Italia condivide il trono con Milinkovic-Savic, entrambi a quota due. Nei top 5 campionati europei, soltanto Kelleher del Brentford e Grabara del Wolfsburg ne hanno intercettati di più (3).

Andiamo al punto: Maignan è attualmente il miglior portiere d’Europa? Confrontando i numeri con quelli di Joan Garcia, Neuer, Raya e Chevalier – i portieri delle prime squadre dei top 5 campionati in Europa – la risposta è sì. Maignan, da solo, ha creato una differenza tra expected goals e gol subiti di 9,27. Il secondo in Europa è Joan Garcia del Barcellona con 4,96, praticamente la metà del francese. Neuer (-1,28), Raya (-3,64) e Chevalier (-0,59) hanno rendimenti peggiori. Non solo: Maignan resta il portiere con la percentuale di parate più alta (78,2%) e quello con più duelli di testa vinti a partita (1,24). Strano ma vero, nonostante passi gran parte delle partite a condividere l’area con i suoi difensori. Insomma, cinque milioni di motivi per rinnovare Maignan non sono pochi. Ma a volte basta anche guardare i numeri per capire quanto sia imprescindibile per questo Milan.