Magari non si arriva al livello di anomalia raggiunto da Chivu, che lasciò la squadra libera alla vigilia del recupero di campionato contro il Lecce (una decisione di cui non si rammentano precedenti nel panorama nazionale) ma, insomma, anche sul versante rossonero di Milano le particolarità non mancano a livello di organizzazione del lavoro. Questa settimana infatti Allegri ha messo in calendario due giorni liberi, e non ci sarebbe nulla di strano considerando che il prossimo impegno del Milan sarà soltanto martedì 3 febbraio a Bologna. Se non fosse che, a differenza delle consuete usanze, non si tratta di giornate consecutive, ma separate. La prima è stata il lunedì successivo alla trasferta di Roma, la seconda sarà venerdì. Per una diluizione temporale che è una novità.
Non si tratta di provvedimenti punitivi. Non ce ne sarebbe bisogno. La squadra ha sicuramente dei limiti per tenuta complessiva nell'arco dei novanta minuti (non dal punto di vista atletico, comunque), ma lo spogliatoio è sotto controllo e ben gestito da tecnico e senatori. Rispetto alla scorsa stagione, siamo agli antipodi. Ora, però, con l'Inter che prova a scappare e la lotta per le prime quattro posizioni destinata a farsi sempre più cruenta, occorre evitare qualsiasi distrazione. In modo da arrivare a marzo, come ripete sempre Allegri, nelle migliori condizioni possibili in vista dello sprint finale. Insomma, Max gioca di tattica e in difesa - come d'abitudine - anche nella pianificazione del programma di lavoro settimanale. D'altra parte il tecnico rossonero nell'ambito di Milanello ha dato un'impronta forte sin dal suo arrivo. Per esempio ripristinando il ritiro pre partita nel centro sportivo rossonero prima delle gare casalinghe (quando il giorno successivo si gioca la sera), oppure modificando l'area ristorante riservata alla squadra: da questa stagione c'è una tavolata unica, il tempo dei gruppetti è terminato. Nel bene e nel male, la squadra agli occhi di Max deve restare un corpo unico.
In base al calendario, con ben nove giorni di stacco tra una partita e l'altra, si attendevano tutti le classiche quarantott'ore di libertà. Anzi, c'era chi si spingeva a pronosticarne settantadue, anche perché a gennaio il Milan si è ritrovato più di una volta a giocare ogni tre giorni fra turni infrasettimanali e recuperi post Supercoppa. Allegri invece ha deciso diversamente. Perché? L'ampia distanza fra Roma e Bologna è proprio uno dei motivi: fra gli scopi c'è anche quello di "spezzare" il lungo avvicinamento al Dall'Ara. L'altro obiettivo è invece decisamente più prosaico: mantenere alta la concentrazione e la tensione agonistica nei giocatori, evitando uno stop prolungato che consentirebbe uno stacco evidentemente giudicato rischioso da Allegri in questo delicatissimo momento della stagione. Volendo ulteriormente sintetizzare: con due o tre giorni a disposizione lontano da Milanello, si può organizzare il tempo libero in un modo; se il giorno libero è soltanto uno, occorre pianificarlo con modalità forzatamente limitate. Soprattutto nelle distanze per raggiungere magari località lontane.