Il silenzio obbliga a concentrarsi sui pensieri. I tifosi del Milan, in questi nove giorni senza partite, tornano con la mente alle ultime settimane e no, non sorridono. Due questioni agitano il mondo-Milan: il calendario e i rigori. Classiche dinamiche da calcio italiano, soprattutto per una squadra in lotta per i due obiettivi principali: lo scudetto e la Champions.
Le polemiche sul calendario partono da un dato di fatto: il Milan tra l'11 gennaio e il 15 febbraio è chiamato a giocare per cinque volte lontano da San Siro e una sola volta in casa. Nell'ordine, trasferta a Firenze (11 gennaio), trasferta a Como (15 gennaio), partita in casa con il Lecce (18 gennaio), trasferta a Roma (domenica scorsa, 25 gennaio), trasferta a Bologna (martedì 2) e trasferta a Pisa (15 febbraio). Spiegazioni: il Como era un recupero della gara saltata a dicembre per la Supercoppa e nell'elenco pesa il rinvio della partita in casa, sempre contro Fabregas, della prossima settimana, impossibile per la concomitanza con la cerimonia inaugurale dei Giochi di Milano-Cortina. Tutto vero ma l'anomalia è forte: cinque trasferte su sei sono molto inusuali, mai viste o quasi. Il Milan, inoltre, giocherà solo tre partite nei 20 giorni abbondanti tra il 25 gennaio e il 15 febbraio: può essere un vantaggio nella preparazione ma è un'altra stranezza, in un calcio da gare ogni tre giorni.
Il secondo argomento di discussione in rossonero sono i rigori. Il Milan è la squadra con più rigori fischiati contro in Serie A: ben 7. Maignan ne ha parati tre ma questo non sposta la polemica. Domenica, all'Olimpico, sono saliti i toni per la decisione di Colombo di darne uno alla Roma per il fallo di mano di Bartesaghi sul tocco di Celik. Mike Maignan, a fine partita, ha commentato polemico: "Che cosa deve fare Bartesaghi? Si taglia il braccio? La palla è vicina a lui e Celik calcia sulla sua mano”. Poi, sarcastico: "L’arbitro poteva anche fischiare il secondo su Pulisic...". Un messaggio forte, se arriva dal capitano del Milan. Dino Tommasi, componente della Commissione Arbitri Nazionale Aia, a Open Var ha dato la versione degli arbitri: "Bartesaghi, in ritardo, prova ad andare a chiudere a contatto con l’avversario. Il braccio è molto largo, rende sé stesso più grande, copre uno spazio… È un rigore codificato. Oggi è un rigore chiaro, lapalissiano: braccio largo a coprire il passaggio del pallone. Interviene in ritardo, la punibilità è evidente". E ancora: "Colombo ha arbitrato molto molto bene una partita molto complessa".
I tifosi insomma si sentono penalizzati da Lega e decisioni arbitrali. E la società? Finora ha sempre scelto di non fare polemica, in linea con il codice di comportamento degli ultimi anni. Allegri, in conferenza stampa, ha evitato critiche: “Noi in campo a Bologna dopo 9 giorni da Roma-Milan, poi a Pisa dopo altri 11 giorni? La questione sarà mantenere la concentrazione alta ma noi giochiamo quando ci hanno detto di giocare. È una cosa anomala ma non possiamo farci nulla. Basta non pensarci". In realtà, ovviamente, a Casa Milan non c'è totale serenità e tutti nel club sono sensibili alle scelte della Lega sul calendario, come ai fischi degli arbitri in area di rigore. I dirigenti, in fondo, sono i primi tifosi...