Mentre terminava la prima giornata dei test shakedown a Sepang - appuntamento dedicato a collaudatori, rookie e piloti ufficiali dei team che possono sfruttare le concessioni e antipasto della prima sessione di prove ufficiali MotoGP dal 3 al 5 febbraio sulla stessa pista malese - sono rimbalzate nel paddock le prime notizie bomba che riguardano i trasferimenti di due top drivers a partire dalla stagione 2027. Protagoniste di questi primi trasferimenti sono Honda e Yamaha, le due Case giapponesi "deluse" dai risultati ottenuti nelle ultime stagioni e che mancano all’appuntamento del titolo iridato da ormai un lustro.
Secondo quanto è filtrato dall’edizione spagnola del portale Motorsport.com, Honda HRC avrebbe formalizzato l'ingaggio di Fabio Quartararo per le stagioni 2027 e 2028. Il pilota francese, quindi, dovrebbe lasciare Yamaha salutando così la Casa che nel 2019 gli aveva offerto l'opportunità di debuttare nella classe regina con la moto del team satellite Petronas SRT. “El Diablo” è stato l'ultimo campione del mondo della Casa del Diapason - incoronato nel 2021 - nonché l’ultimo iridato a vincere in sella ad una moto del Sol Levante, prima del quadriennio di vittorie mondiali aperto da Ducati nel 2022 con il (primo) titolo conquistato in classe regina da Pecco Bagnaia. Come è noto, al termine della stagione 2023, Honda HRC aveva perso Marc Marquez e nel triennio 2024-2025-2026 ha avuto (e avrà) come pilota di riferimento Joan Mir, campione del mondo in Moto3 nel 2017 e in MotoGP nel 2020 nella “tribolata” stagione segnata dalla pandemia Covid. Il palmares e il valore di Mir non vengono messi in discussione e il podio ottenuto a Motegi nella gara di casa Honda è stato il giusto premio all’impegno profuso dal pilota spagnolo; tuttavia, la scorsa stagione, era stato Johann Zarco - pilota del team LCR - a riportare il prototipo giapponese sul gradino più alto del podio, in Francia, nel diluvio di Le Mans.
Dal canto suo, nel 2024, Honda aveva già rivoluzionato il proprio corso tecnico, ingaggiando l’ex Aprilia Romano Albesiano, con l’incarico di direttore tecnico in HRC. Il lavoro dell’ingegnere piemontese ha prodotto i suoi effetti positivi, e, passo dopo passo, nell’ultima gara 2025, a Valencia, si è concretizzato - con Luca Marini - quel settimo posto finale sufficiente per lasciare la fascia D delle Concessioni. Ovvero l’ultima categoria, un'autentica onta per la casa costruttrice più vincente nella storia del motomondiale. Nel corso del 2025, la RC213V ha compiuto in pista un netto salto in avanti in termini di qualità della performance e dei risultati raccolti. Dal punto di vista tecnico, il motore è stato profondamente ripensato per offrire una maggiore fruibilità in tutte le fasi di guida, andando oltre la prerogativa della semplice potenza pura. In particolare, i piloti - Joan Mir e Luca Marini - hanno manifestato soddisfazione per il grande progresso registrato nella gestione del gas. A livello di ciclistica, è stato effettuato un affinamento del pacchetto aerodinamico e una revisione del telaio per migliorare il comportamento dinamico e in particolare la percorrenza in curva. Anche nelle fasi di stabilità e frenata, la moto presenta ora una migliore sensazione di confidenza con l’anteriore e una notevole stabilità in staccata.
A completare un processo di ricostruzione che si era già incanalato nella giusta direzione, a questo punto, mancava all’appello "solamente" un autentico top driver in grado di farle compiere il salto di qualità definitivo. E Fabio, sotto questo profilo , è indiscutibilmente tra i piloti più forti della griglia di partenza della MotoGP. Alberto Puig - team manager HRC - era a caccia di Pedro Acosta o in alternativa, proprio, di Fabio Quartararo. Con il giovane talento spagnolo della KTM che pare ormai indirizzato verso Ducati in vista della stagione 2027, Fabio è apparso la scelta naturale per il futuro in MotoGP della Casa dell’ala dorata. Honda HRC già in passato aveva provato a convincere Quartararo e la performance complessiva messa in mostra dalla RC213V nel 2025 - in netta crescita rispetto al 2024 - deve aver fornito al 26enne pilota di Nizza le garanzie per accettare l’offerta di quella che resta pur sempre la più grande e potente (in termini di fatturato) casa impegnata in MotoGP.
D’altro canto, il rapporto di Quartararo con Yamaha, nonostante l’ottimo nono posto finale in classifica della passata stagione - decisamente migliore del 16esimo di Jack Miller e della 19esima e 20esima posizione, ottenute rispettivamente da Rins e Oliveira - appariva ormai da tempo consumato e destinato inesorabilmente a concludersi. Nel rapporto professionale tra Fabio e il nuovo managing director Yamaha Paolo Pavesio non è mai scoccata la fatidica scintilla e anche il progetto del nuovo motore V4 - presentato in anteprima a Misano lo scorso settembre - pare non aver convinto in prospettiva il campione del mondo 2021 che evidentemente ha preferito non continuare a scommettere sulla M1, accettando l’offerta della sua storica grande rivale nipponica. A questo punto, il passaggio virtuale di Fabio Quartararo in Honda HRC, pare suggerire - inevitabilmente - che Marc Marquez e la Ducati abbiano ormai raggiunto l’intesa per il rinnovo (biennale) del nove volte iridato con la casa di Borgo Panigale. Rinnovo che dovrebbe essere ufficializzato addirittura prima o in corrispondenza dell’inizio del weekend di Buriram in Thailandia - compreso tra il 27 febbraio e il 1 marzo, che inaugura la nuova stagione MotoGP. Honda, infatti, per offerta economica e motivi “affettivi” poteva essere l’unica alternativa concreta alla Rossa per il fenomeno di Cervera.
La mossa di Quartararo, ovviamente, non poteva lasciare completamente spiazzata e impreparata Yamaha, che pare già essere in procinto di concretizzare un accordo biennale con Jorge Martin. Come ha dimostrato l’andamento della stagione 2025, il rapporto tra Martin e l’Aprilia non è mai effettivamente decollato e non si è sviluppato nel migliore dei modi già dal principio, con l’iridato 2024, vittima di infortuni a catena e di lunghi stop che hanno azzerato il suo contributo alla crescita della RS-GP nel primo anno di “matrimonio” sportivo con la casa di Noale. Sostanzialmente “ridimensionato” dalla crescita esponenziale in termini di risultati e di confidenza con la moto da parte del teammate Marco Bezzecchi; e in sintesi, poco fiducioso nei confronti di una moto apparsagli - all’inizio della passata stagione - difficile da gestire e con un’erogazione più “scorbutica” rispetto alla precedente efficacissima Ducati GP24, nonché destabilizzato dai vari k.o. fisici dovuti alle cadute, Martinator si era anche messo sul mercato, “flirtando” con Honda e rompendo di fatto con Aprilia. Salvo poi ripensarci (anche per la ferrea determinazione mostrata da Aprilia e in particolare dal suo amministratore delegato Massimo Rivola nel fargli rispettare il contratto in essere) e scegliere di rimanere con la Casa veneto fino alla naturale conclusione dell’accordo prevista per fine 2026. Evidentemente, però, le nubi nel rapporto tra Martin e Aprilia non si sono mai del tutto dissolte: altrimenti Martin non avrebbe nemmeno preso in considerazione la proposta di Yamaha, che evidentemente gli offre un contratto più ricco e sostanzioso rispetto alla casa italiana. E nella conferenza stampa di presentazione della RS-GP26, tra le righe, l’amministratore delegato Massimo Rivola ha ammesso di avere dubbi sulla prosecuzione del rapporto “Non ho ancora parlato con Jorge, prima deve recuperare il 100% della condizione fisica perché adesso è ancora lontano dalla forma migliore” aggiungendo “anche alla luce di un mercato piloti già iniziato, con i giapponesi molto aggressivi nelle loro mosse anche verso i piloti Aprilia, tra cui Jorge Martin”.
Il probabile accordo di Martin con Yamaha Factory per le stagioni 2027-2028, evidenzia inoltre come la stessa Honda - ora vicina ad ufficializzare Quartararo - non abbia più voluto puntare su Jorge. Secondo alcuni “rumors” lo spagnolo non si sarebbe imposto sufficientemente con Honda nel momento in cui forse avrebbe potuto svincolarsi e questo non ha fatto piacere ai vertici di HRC. Ora - se l’accordo verrà confermato - il madrileno, che in questa stagione dovrà ristabilirsi al meglio dai propri problemi fisici e dimostrarsi competitivo ai massimi livelli con Aprilia, avrà la propria occasione con Yamaha, a partire dal 2027. Nel box di Iwata, Jorge sarà atteso a una sfida complicata, ovvero provare a risollevare il marchio di Iwata, fronteggiando anche la concorrenza interna del “debuttante” Toprak Razgatlıoğlu destinato a diventare punta di diamante per la Casa del Diapason nel dopo Quartararo.
Una cosa è certa. Con il sempre più plausibile passaggio di Martin in Yamaha dal 2027, il mercato pilota ha già il suo indiscusso protagonista, e non si tratta di un pilota. Parliamo infatti di Albert Valera, quarantenne catalano del Maresme che cura gli interessi dello stesso Martin e di Pedro Acosta. Oltre alla trattativa avanzata con Yamaha Factory per quanto riguarda il campione del Mondo MotoGP 2024, Valera pare aver assunto un ruolo decisivo in quello che la stampa e i media spagnoli danno per ormai certo, ovvero l’approdo di Acosta in Ducati a partire dalla stagione 2027, con il quasi ventiduenne pilota di Mazarron, pronto a lasciare a Maverick Vinales il “testimone” di pilota di punta in KTM. Ulteriori sviluppi e probabili ufficializzazioni delle principali trattative (già ben avviate e pronte a concludersi) sono attese nelle prossime settimane, generando una sorta di effetto “domino”. Del resto - in vista della nuova era Moto GP che prenderà il via nel 2027 e con la maggior parte dei top riders in scadenza di contratto al termine della stagione 2026 - il valzer del mercato piloti non può far altro che incedere ad un ritmo veloce almeno quanto a quello delle moto che scenderanno in pista.