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Hall of Fame Giro d’Italia, il Trofeo Senza Fine a Roberto Visentini

Gazzetta

Roberto Visentini entra nella Hall of Fame del Giro d’Italia, e questa mattina nella sede di Eataly a Milano ha ricevuto il Trofeo Senza Fine. Il bresciano, che vinse la corsa della Gazzetta nel 1986 davanti a Saronni, Moser e LeMond, è il 13° di una serie aperta da Eddy Merckx nel 2012. Poi Felice Gimondi (2013), Stephen Roche (2014), Francesco Moser (2015), Ercole Baldini (2016), Bernard Hinault (2017), Miguel Indurain (2018), Vittorio Adorni (2019), Gianni Motta (2022), Franco Balmamion (2023), Giuseppe Saronni (2023) e Gianni Bugno (2024). Tra i presenti oggi a Milano, Guido Bontempi, Gianni Bugno, Claudio Chiappucci e Ernesto Colnago. Visentini, pro’ tra il 1978 e il 1990, al Giro è arrivato anche secondo nel 1983 (alle spalle di Beppe Saronni), senza dimenticare naturalmente la storica edizione del 1987, quando Visentini, che correva per la Carrera, era in rosa ma fu attaccato dal compagno di squadra Stephen Roche che poi vinse la corsa (episodio passato alla storia come il tradimento di Sappada), mentre il bresciano si ritirò. “Andavo veramente forte nel Giro del 1986 – ha ricordato Visentini -, sia in salita che a cronometro, e dunque ho cominciato a credere alle mie possibilità. E l’ho vinto, quel Giro, nel giorno del mio compleanno, il 2 giugno, dopo aver fatto tanti sacrifici. Avevo una bella squadra, nessuno si risparmiava. Sappada l’anno dopo? Lì ho capito che avevo fatto certi favori a delle persone, e il compenso è stato quello… Nel 1987 andavo anche un po’ più forte rispetto all’anno prima, ma è andata così. Se ho vinto meno di quanto avrei potuto? Mah, ci sono anche gli avversari, e io ne ho avuti tanti di forti. Avere rimpianti è inutile”.