Allarga le braccia, si inginocchia, si fa il segno della croce. Novak Djokovic, eroe eterno, batte Jannik Sinner e torna in finale Slam. Il sogno del numero 25 è ancora vivo, c’è di mezzo Carlos Alcaraz, ma questo Nole sembra capace di tutto, pervaso da un’energia simile a quella che nel 2024 lo ha portato a conquistare l’oro olimpico contro lo spagnolo: “Non riesco a trovare le parole – dice, in stato confusionale -. Mi sembra surreale giocare 4 ore finire alle 2 di notte, mi ricorda la sfida con Rafa nel 2012. Ho un incredibile rispetto per Jannik, mi ha spinto al limite. Ci sono alcune leggende che sono rimaste fino alle 2 di notte. Amo questa relazione appassionata. Questa forse è stata la notte in cui ho avuto più tifo in Australia”.
In questi giorni e lo scorso anno ha detto che Sinner e Alcaraz sono su un altro livello: “Ho detto che sarebbe stato difficile batterli, ma non che non ci avrei provato. Il match tra Zverev e Alcaraz è stato incredibile, ho visto Carlos prima di iniziare e mi ha chiesto scusa per aver fatto tardare il mio match. Gli ho detto che sono anziano e devo andare a dormire presto…”. La rincorsa alla leggenda lo emoziona: “Mi sento di avere vinto quasi già adesso. Non vedo l’ora di affrontare Carlos, il numero 1 al mondo. E spero che gli dei faranno vincere il migliore”.