“Mio fratello per sempre”, sono le parole che Cooper Flagg dedica a Kon Knueppel, suo ex compagno di stanza a Duke. Flagg, 19 anni, ha appena segnato 49 punti, il più giovane nella storia della Nba a superare quota 45, ma non è felice: i suoi Mavs hanno perso 123-121 contro gli Hornets di Knueppel, 20 anni. Lui ne ha messi 34, tra cui i liberi decisivi. Da una stanza a Durham, North Carolina, all’American Airlines Center di Dallas, 83 punti in una sfida entusiasmante: non succedeva tra due rookie avversari da oltre 50 anni. Flagg è il migliore dei Mavs per punti (19.5 di media), rimbalzi e assist totali, un giocatore che a 19 anni impressiona per completezza in attacco e difesa. Knueppel è stato uno dei fattori del sorprendente gennaio degli Hornets: viaggia a 18.9 di media e la sua stagione al tiro da tre non è solo la più efficiente tra i rookie, ma di tutta la lega. Knueppel ha iniziato da subito a far dubitare chi lo considerava un o specialista e Flagg non sta deludendo le (altissime) aspettative.
La corsa al premio di rookie dell’anno è dunque più intrigante del previsto, arricchita da una delle cose più preziose: l’amicizia. “Vivere una serata così con lui è speciale, fra dieci anni ci guarderemo indietro e ce ne ricorderemo. So che resteremo entrambi in questa lega a lungo, quindi è qualcosa di speciale: è un fratello per la vita. Ho una stima altissima per lui. Dopo che ha segnato le prime tre triple ho capito che serata sarebbe stata”, ha detto Flagg. Entrambi cresciuti in una famiglia di cestisti (mamma e papà) con tutti fratelli maschi, ben 4 per Kon (e tutti i nomi iniziano con la k, lui è il più grande), un gemello Ace e un fratello più grande per Cooper. Kon, nato a Milwaukee, è un appassionato di sport e di storia dello sport, Cooper, nato e cresciuto a Newport, una piccola cittadina del Maine, ama il golf. Entrambi vogliono divertirsi, giocare, godersi gli amici. E vincere: "È stato bello vincere e battere Copp, avessimo perso mi sarei arrabbiato".
Flagg si è sempre portato dietro l’aura del predestinato (meritatamente), Knueppel si è fatto apprezzare per intelligenza cestistica, tiro micidiale e solidità fino alla chiamata con la scelta numero 4. E non ha mai sofferto l’attenzione rivolta al suo amico: 20 punti silenziosi? Va bene così. La sera del draft, Flagg, prima scelta, stava facendo un’intervista, quando in sottofondo Adam Silver ha annunciato Knueppel alla numero 4. La reazione di Cooper è stata spontanea: si è alzato ad applaudire, interrompendo la giornalista, orgoglioso e felice. Knueppel ha poi raccontato che il loro legame va oltre la pallacanestro: “Ci tiene a me e vedere qualcuno così felice per i tuoi successi è raro e la cosa è reciproca”. Erano i migliori realizzatori della squadra, anche se non sono poi riusciti a vincere il titolo. Si incastravano bene, perché ultra competitivi, ma generosi. “Una delle cose più importanti nel basket è che, ogni partita, vuoi essere almeno solido,” diceva Knueppel a CBS Sports. “Non sarai straordinario, non sarai Superman ogni sera. Ma essere semplicemente buono, invece che sempre grandioso, è qualcosa a cui ho sempre dato valore”.
Jon Scheyer, il loro allenatore al college, ha raccontato a The Athletic come si spronassero a vicenda. Un giorno Cooper non era al suo meglio: “Lo riprese proprio Kon: 'Ehi devi metterci la testa Cooper Flag', gli disse Kon. 'Ci sono', rispose, e poi fece un gran allenamento. Non è facile o scontato per ragazzi così giovani confrontarsi e spingersi a vicenda". "Sono due old souls (anime antiche), è il modo migliore per descriverli”, ha spiegato Baker, general manager di Duke. “In un mondo in cui tutti parlano di social media, avevamo questi ragazzi dai modi d’altri tempi, poco interessati a internet”. Cooper si porta sempre dietro un pezzetto di casa: "Il posto in cui sono cresciuto mi ha insegnato a guadagnarmi tutto, a dare valore ai fondamentali e a non tirarmi mai indietro solo perché qualcuno pensa di venire da un programma o da un posto più grande. Qui il gioco ha una sua purezza. Tutti giocano e guardano per amore di questo sport".