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Milan, avanti tutta con Nba Europe: Cardinale vuole esserci. Ecco motivi, tempi e ostacoli

Gazzetta

RedBird è decisa a partecipare a Nba Europe, la lega di basket che la Nba vuole istituire e gestire in Europa:  Gerry Cardinale è un fan della prima ora e non ha certo cambiato idea negli ultimi giorni. Anzi... Vedremo quindi un Milan a strisce rossonere che gioca a basket tra un anno e nove mesi? Possibile, anche se gli ostacoli lungo il percorso sono alti. Di sicuro, Gerry Cardinale prosegue con la valutazione del dossier: i contatti con la Nba sono continui e nei suoi piani per il prossimo futuro c'è sicuramente l'allargamento al basket. In questo, la differenza con Oaktree e l'Inter è marcata: il Milan nelle ultime settimane si è mosso molto di più.

Che cosa deve fare il Milan per rendere questo progetto una realtà? Sulla strada ci sono almeno tre grandi questioni da risolvere. La prima è ovviamente economica: non è semplice oggi capire quanto costerebbe a RedBird l'ingresso nella lega. Nba questa settimana ha aperto la sua data room, i file che contengono conti e previsioni per Nba Europe, a tutte le parti interessate (fondi come RedBird, club calcistici e squadre di basket). Il costo delle franchigie si aggirerebbe tra i 500 milioni e il miliardo di dollari, a seconda della grandezza del mercato e del peso del club. Un mercato come Londra, ad esempio, dove non esiste una squadra di basket ma ci sono l’arena migliore d’Europa (la O2) e interessi economici importanti, nei piani dell’NBA è valutato un miliardo di dollari. Il Real Madrid, il club probabilmente più famoso del mondo con una fan base già consolidata sia nel calcio che soprattutto nel basket, potrebbe pagarne la metà. Milano, nei progetti NBA, sta probabilmente nel mezzo: NBA aspetta offerte non vincolanti per la fine di marzo, quindi c’è spazio anche per trattative.

Un altro grande tema sono i rapporti del Milan con Olimpia e Inter, le altre due realtà milanesi coinvolte. Oaktree, il fondo proprietario dell'Inter, è in contatto con la Nba ma il suo interesse appare decisamente più tiepido. Più particolare il rapporto con l'Olimpia, che dagli anni Trenta rappresenta il basket a Milano. Il Milan e l'Olimpia si sono sicuramente parlate in queste settimane e dovranno decidere, assieme oppure ognuna per sé, se presentare un'offerta non vincolante alla Nba entro fine marzo. Al momento, tutte le strade sono aperte. 

Il terzo punto, l'arena. Una franchigia di Nba Europe dovrà avere un impianto con standard elevati per le partite casalinghe, indicativamente da almeno 15.000 posti, e in questo senso bisognerà capire che sarà dell'area di San Donato, dove il Milan pensava di costruire il nuovo stadio. Potrebbe diventare sede di un palasport da 18.000 spettatori che, per l'Nba, sarebbe probabilmente l'ideale. Per RedBird, un'altra spesa impegnativa. 

Lo scenario è evidentemente complesso. Comprare una franchigia vale l’ingresso come azionista della nuova lega, la cui proprietà sarà divisa tra Nba e le 12 squadre permanenti (più 4 qualificate per meriti sportivi). Nei piani della Lega e di FIBA, il governo del basket mondiale con cui Nba sta facendo squadra per questo progetto, le città con un team permanente saranno Milano, Roma, Londra, Manchester, Parigi, Lione, Madrid, Barcellona, Berlino, Monaco, Istanbul e Atene. La nuova lega, in una di queste città, alzerebbe la prima palla a due nell’autunno 2027. Il nuovo torneo promette di finanziare la crescita del basket nel continente, attraverso investimenti sia nei campionati nazionali sia nello sport di base. Una vera rivoluzione che, se l'Nba riuscirà nel suo intento, farà tappa a Milano e Roma.