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Ecco i rookie all'All Star Game. Flagg ha battuto un record di LeBron. E il suo compagno di stanza…

Gazzetta

L'Nba ha annunciato i partecipanti al Rising Stars dell'All Star Game che si giocherà venerdì 13 all’Intuit Dome dei LA Clippers. Un mini torneo da 4 squadre, tre composte dai migliori rookie e i migliori giocatori al secondo anno, la quarta da giocatori di G League. I giovani più brillanti, allenati da tre leggende: Carmelo Anthony, Vince Carter and Tracy McGrady. Austin Rivers invece guiderà la squadra della G League. 

Il dibattito su chi sarà il rookie dell’anno porta dritto a Duke, anzi alla stessa stanza del campus: Cooper Flagg, scelta numero 1 di Dallas, e il suo ex compagno di stanza Kon Knueppel, scelto con la numero 4, che a Charlotte ha già rispettato, e superato, le aspettative. Flagg, 19 anni, era attesissimo. Dallas non era un contesto semplice in cui inserirsi e nelle prime due settimane Flagg ha faticato, tra sconfitte e infortuni in squadra. Jason Kidd gli ha anche affidato per un periodo compiti da playmaker. Flagg combina forza fisica e atletismo, e incide già sul gioco anche in difesa e a rimbalzo. Ha mostrato già la personalità per giocare i momenti decisivi: è il solo nella lega ad essere nella top5 di punti, rimbalzi e assist nel clutch time. Dallas gli ha chiesto di fare un po’ di tutto, ma il suo periodo di adattamento è durato pochissimo: Flagg, il giocatore più giovane della Nba, guida la squadra per minuti totali, punti, rimbalzi, assist e palle rubate, incarnando il prototipo del giocatore all-around: viaggia a 18.8 punti di media. Tra i tanti primati precoci, c’è anche quello del record di punti in una gara per un 18enne: 42, superando i 37 segnati da LeBron James alla stessa età.

Knueppel, 20 anni, è un tiratore straordinario: il fatto che giochi a Charlotte sta forse facendo passare un po’ sottotraccia una delle stagioni al tiro più efficienti di sempre per un rookie. È diventato il giocatore più veloce nella storia della Nba a raggiungere 150 triple in carriera e in questa stagione viaggia a 18.7 punti, tirando con il 48.2% dal campo, il 42.2% da tre e l’89.5% ai liberi in 31.9 minuti. Sa leggere i close-out e attaccarli, è solido: la sua forza non è l’atletismo, ma l’intelligenza nelle letture e nella rapidità delle decisioni. È molto interessante anche da bloccante. È terzo nella Nba per triple segnate in stagione, dietro a Mitchell e Curry: efficienza da veterano per il volume di tiri che si prende. È di Milwaukee e, quando gli Hornets hanno giocato lì, tutta la squadra è andata a cena a casa dei suoi genitori: la mamma, racconta Kon, aveva cucinato 11 chili di fajitas di pollo. La sfida con il suo ex compagno di stanza è apertissima.

VJ Edgecombe, autore di 34 punti al debutto, è già un fattore per i Sixers, anche nei suoi alti e bassi: è il rookie della sua classe con più minuti di media (35.7) e produce 15.3 punti, 5.3 rimbalzi e 4.1 assist a partita. L’impatto positivo su Philadelphia, squadra con record vincente, si vede nell’energia (spettacolare il suo atletismo), nella fiducia, nei numeri e nel lavoro difensivo. Tra i migliori rookie che giocano in una squadra con record positivo c’è anche Dylan Harper, 19 anni, agli Spurs, secondi a Ovest: 10 punti di media in 21 minuti a San Antonio, con un contributo importante dalla panchina, non solo in difesa (nonostante il 24% da tre punti). Harper si è ritagliato spazio nonostante l’affollamento nelle rotazioni. Ci sono due Pelicans tra i convocati: il centro Derik Queen (12.2 punti e 7.4 rimbalzi di media) ha già mostrato partite da potenziale colpo del draft (scelta numero 13) e ha firmato la prima tripla doppia da 30 punti per una matricola; inoltre è il miglior assistman (sua grande qualità) tra i lunghi della sua squadra, con 4.3 di media. Jeremiah Fears, invece, esce dalla panchina e contribuisce con 13.7 punti a partita in 26 minuti di utilizzo.

Cedric Coward, 22 anni, si è preso presto un posto in quintetto a Memphis, dove ha iniziato 28 partite su 41: è uno dei due giocatori presenti nella top 5 tra i rookie per media punti, media rimbalzi, percentuale dal campo e percentuale ai liberi. Tre Johnson, 19 anni, scelta numero 6 di Washington (che è in una striscia aperta di 9 sconfitte), viaggia a 12.9 punti di media: è soprattutto un realizzatore, con il 39% da tre punti. Chiudono la lista Egor Demin, russo di 19 anni dei Nets, e Collin Murray-Boyles, 20 anni, scelta numero 9 di Toronto. Demin si vede poco al ferro: è un giocatore perimetrale che si affida molto al tiro dall’arco (39.6%) ed è un passatore di alto livello, fondamentale in cui è cresciuto nel corso della stagione. Murray-Boyles, 7.8 punti di media, è andato in doppia cifra nelle ultime cinque partite e in difesa è mobile, decisivo sui cambi.