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La risposta Olimpia alla crisi: bocciato Brown, si torna sul mercato

Gazzetta

Nel momento più difficile della nuova gestione tecnica, con Peppe Poeta subentrato da due mesi al dimissionario Ettore Messina, reduce da tre sconfitte casalinghe di fila, e da tre sconfitte di fila in Eurolega che rischiano di compromettere il cammino in coppa, l’Olimpia ha individuato nel ruolo di play il primo problema su cui intervenire. Bocciatura per Lorenzo Brown, sconfessando uno dei più importanti arrivi estivi: consequenziale il ritorno sul mercato, anche se non è facile che arrivi qualcuno, per lo meno nell’immediato. 

Un intervento sul mercato è sempre stato in agenda ma, nel dubbio se fosse troppo tardi per risollevarsi in Eurolega e troppo presto per fare una scelta mirata per il campionato, i risultati hanno accelerato le riflessioni per uscire dal limbo. Scoperchiando un’insoddisfazione che covava da tempo, l’analisi delle ultime sconfitte in Eurolega con Stella Rossa e Zalgiris (e quella per certi versi simile con Varese in campionato), sempre in volata e sempre rimontati nel finale, ha puntato il dito, tra le cause, anche sulle carenze in cabina di regia. Portando alla scelta della società di voltare pagina.

Senza scomodare realtà di altra scala come Panathinaikos, Olympiacos, Real o Fenerbahce, è stridente il confronto di rendimento nel ruolo con squadre con cui l’Olimpia ha appena perso, come Zalgiris (che ha Francisco, Williams-Goss e Maodo Lo), Stella Rossa (Miller-McIntyre, Butler, Dos Santos) o la prossima avversaria Partizan (Carlik Jones, Washington e Payne, prima di arrivare a Calathes). Ma il problema dell’Olimpia non può essere Quinn Ellis, che ha vissuto un calo fisiologico non solo nelle cifre (6,8 punti di media nelle ultime dieci partite di Eurolega, in linea col campionato), ma che è pur sempre un 22enne al debutto in Eurolega che fin qui ha bruciato le tappe, la cui esperienza di coppa era l’Eurocup con Trento chiusa l’anno scorso da penultimo nella prima fase. 

Con Mannion usato per lo più in campionato, e il cui impiego lascia intendere (eufemismo) che non sia al centro del progetto, il grande assente è Lorenzo Brown, 35enne americano arrivato in estate dal Panathinaikos per dare a Milano quel regista che era mancato la scorsa stagione: a lungo fermo tra l’artrite alla spalla destra e un problema al polpaccio con recidiva, nelle dieci partite giocate in Eurolega da quando è rientrato a inizio dicembre (in campionato non gioca per turnover) i 17 punti da ex ad Atene sono stati l’eccezione di un rendimento per il resto da 3,7 punti di media, scesi a 2 nelle ultime quattro partite, di cui due senza segnare e mai oltre i 12 minuti di impiego. 

Da cercare un sostituto di Brown a trovarlo, il passo non è immediato. Innanzi tutto per quello che offre il mercato oggi, ma occhio ai tagli Nba dopo la chiusura del mercato del 5 febbraio. Poi per quello che cerca l’Olimpia: un giocatore in grado di fare la differenza. Con l’idea oltretutto che giochi solo in coppa, visto che con più di quattro mesi di stagione ancora davanti è ovvio aspettare più avanti, per ogni evenienza, per spendere l’ultimo tesseramento in campionato. Chiaro poi che eventuali infortuni potrebbero cambiare tutte queste valutazioni. Ma un’altra riflessione in corso è quella di limitare più possibile assetti diversi tra Eurolega e Serie A. Intanto, di fianco a Ellis e Mannion, una soluzione già tracciata porta verso  quintetti atipici già visti con Bolmaro e Guduric con oneri di regia, che hanno il pregio di innalzare il livello fisico e difensivo. Il campo dirà se può essere un assetto di lungo termine.