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Mondiali ciclocross, l'Italia è ancora d'argento nella staffetta: ci batte solo l'imprendibile Olanda

Gazzetta

Siamo a Hulst, in Olanda, quasi al confine con il Belgio, a nord-ovest di Anversa. La nazione torna a ospitare il Mondiale di ciclocross dopo appena tre anni, nel 2023 a Hoogerheide l'idolo Van der Poel superò Van Aert in un memorabile sprint da fermo a 200 metri dall'arrivo, e l'attesa è massima per la prova élite di domenica: Van der Poel vuole l'ottavo titolo mondiale per diventare una leggenda del ciclocross, visto che attualmente ne ha sette come il belga Eric De Vlaeminck. Oggi il programma è stato aperto dalla staffetta mista, composta da tre ragazzi e tre ragazze per nazione, e per l'Italia del presidente federale Cordiano Dagnoni è arrivata una prestigiosa medaglia d'argento alle spalle dell'imbattibile Olanda.

Il sestetto formato da Filippo Grigolini, Stefano Viezzi, Sara Casasola, Elisa Ferri, Giorgia Pellizotti e Filippo Fontana interpreta la staffetta nel modo giusto: ritmo alto, cambi aggressivi e la capacità di stare sempre dentro la gara. L’Italia passa più volte in testa, costruisce un margine importante nella parte centrale grazie a Viezzi (iridato juniores nel 2024) e Ferri, e resiste quando l’Olanda, grande favorita, mette in campo le sue carte migliori. Nel confronto diretto tra la junior Giorgia Pellizotti, 17 anni, figlia dell'ex pro Franco (ora apprezzato tecnico al team Bahrain), e l’élite Shirin van Anrooij, grande talento anche su strada, l’Olanda prende il comando, ma l’Italia non si scompone e rimane in scia. Filippo Fontana gestisce l'ultimo giro con lucidità: mantiene la seconda posizione, respinge il ritorno degli avversari e porta l'Italia a un argento prestigioso, alle spalle dei padroni di casa e davanti al Belgio. Un risultato che conta, soprattutto per come è arrivato: il ct Daniele Pontoni, che è stato il più grande ciclocrossista italiano, ha impostato da anni un programma di rinnovamento e creato una Nazionale giovane su atleti in crescita. Dopo l’argento del 2025, l’Italia conferma di essere una presenza stabile ai vertici del Team Relay e apre nel migliore dei modi il Mondiale. Bisogna ricordare che solo qualche giorno fa Patrik Pezzo Rosola, 17 anni, secondo figlio di Paola Pezzo e Paolo Rosola, ha vinto la Coppa del Mondo juniores, e Giorgia Pellizotti si è imposta nella prova di Coppa a Hoogerheide (Ola) nelle juniores dopo aver trionfato in quella di Benidorm in Spagna.

 Grande soddisfazione per il presidente federale Cordiano Dagnoni: "Questa è la prima medaglia del ciclismo italiano nel 2026 ed è arrivata subito, ai Mondiali di ciclocross, proprio nella gara d’esordio. Tornare sul podio mondiale a distanza di un anno, e farlo con una formazione diversa, è un segnale importante: conferma la qualità complessiva del nostro movimento e il valore del lavoro che il tecnico e tutto lo staff stanno portando avanti. Complimenti a questi ragazzi e a tutto il gruppo, avanti così". La prima giornata si chiude con il sorriso per il ct Daniele Pontoni: "Quella di oggi è la trentesima medaglia conquistata durante la mia gestione: un traguardo che ci rende orgogliosi e ancora più fiduciosi del lavoro fatto finora. Per un momento abbiamo  accarezzato l’idea dell’oro, ma restiamo con il sorriso e soprattutto con la consapevolezza che i nostri atleti sono ormai stabilmente a livello mondiale. Ci teniamo stretti questo argento, arrivato al termine di un’ottima gara, e guardiamo con fiducia alle prove di sabato e domenica. Siamo soddisfatti di quanto fatto finora, ma non abbiamo certo la pancia piena: c’è ancora tanto da fare".